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News - Rassegna Stampa
Scritto da Attilio Scuderi   
Domenica 19 Febbraio 2012 14:50

quagliarella_juve-catania  Partiamo da una considerazione: la Juventus e' veramente forte, un mix di agonismo da provinciale affamata unita alla qualità messa su dal suo gioco e dalle soluzioni offensive e tattiche offerte da Conte e dai suoi giocatori. Questo incipit è indispensabile per spiegare la sconfitta, ma nello stesso tempo esalta sicuramente ciò che ha fatto il Catania soprattutto quando per 45 minuti ha messo in netta difficoltà la formazione bianconera sfiorando più volte la rete. Un peccato, gridiamolo forte, uno perche' Montella e i suoi avevano preparato bene la gara, col giusto piglio e mordente, gestendo situazioni difensive e offensive nel migliore dei modi. due perche' in fin dei conti la gara si è persa solo per gli errori individuali di Kosicky.

 

ESSERE E DIVENTARE NUMERO 1 - Tutto evidenziato dal confronto, premettiamo impossibile, tra Buffon e Kosicky: il Gigi nazionale si e' inchinato solo, perche' sorpreso, alla solita genialata di Barrientos, per poi entrare in maniera decisiva sulle conclusioni a rete degli etnei vedi quella di Almiron sull'1-1. Mentre Kosicky dopo aver risposto presente, ha perso il treno dell'essere grande con tre cappellate colossali che hanno deciso la gara. Inspiegabile la posizione della barriera soprattutto con quel cecchino di Pirlo sul pallone, a farfalle l'uscita che ha generato il raddoppio di Chiellini, con sufficienza il rinvio sbilenco sui piedi di Pirlo che ha lanciato la terza rete di Quaglierella.

 

ATTEGGIAMENTO DA "GRANDE" - Peccato perche' il Catania per un'ora si e' dimostrato grande squadra, pressing alto sempre sul portatore di palla, aggressione degli spazi, palleggio a un tocco esaltando le caratteristiche della mediana e dei giocatori di qualità e linee strette in non possesso a lenire la Juventus. Le ripartenze poi hanno sempre fatto male alla difesa a tre bianconera, il tutto impreziosito dall'ennesima magia del Pitu Barrientos. Duttilita' anche nel cambiare in corsa modulo passando dal 4-3-3 al 3-5-2 anche se forse proprio il cambio, votato a lenire le bucate centrali di Giaccherini non ha reso come tutti volevano, lasciando maggior spazio a Pirlo. Nella ripresa sicuramente il resto lo ha fatto il rosso di Motta abbastanza ingenuo, ma nonostante l'inferiorità numerica una ripartenza ancora poteva donare il vantaggio con Almiron se San Buffon non avesse chiuso. Ad una grande si e' dovuto inchinare però il Catania, pur vero che i gol degli uomini di Conte sono arrivati da grossolani errori dei rossazzurri, ma è altrettanto palese la forza della Juventus che ad un certo punto ha spinto come un'ossessa, buttando dentro tutto volendo ed ottenendo quella vittoria scaccia polemiche e crisi.

 

Guardare avanti e a ciò che conta veramente, Siena e Cesena sono alle porte compreso il match casalingo contro il Novara. Sfide determinanti per lanciare il Catania dove merita, un Catania forte, che anche dagli errori cresce in personalità ed esperienza. Ma, per favore, non diciamo ci poteva stare...cominciamo a lasciare alle spalle questo contentino stupido dei perdenti, perche' il Catania c'è e sta cambiando i suoi obiettivi, con una nuova era pronta a sbocciare, figlia degli investimenti, dei progetti e del lavoro tecnico di giocatori, allenatore e società... per tutto questo l'amarezza cresce di piu' per tre punti persi e nemmeno uno, sacrosanto, che gli etnei potevano guadagnare.