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Analisi di una stagione Sinisa, Maxi, tifosi e dirigenza PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Mercoledì 19 Maggio 2010 12:18
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Conclusosi il campionato del Catania è d’uopo tirare le somme, capire ciò che è andato è ciò che è andato un po’ meno, sondare reparto per reparto i più e i meno ed andare a capire quali sono state le eccellenze ed i fattori determinanti dai quali è scaturita una salvezza incredibile, quasi al limite delle possibilità umane.

 

Fattore Sinisa

In un discorso così ampio bisogna pur partire sa un punto per tracciare la retta salvezza e partiamo allora proprio dall’epicentro del terremoto scaturito dal Vulcano Catania, che quasi come fosse il vero vulcano l’Etna ha destabilizzato e fatto crollare nel corso della stagione le certezze anche delle squadre più forti, delle più blasonate. Sinisa “Generale d’Armata” Mihajlovic, un uomo di calcio, un uomo che il calcio lo ha “segnato” da giocatore, un uomo che si avvia verso una brillante carriera da allenatore. I presupposti non erano dei migliori, le credenziali lasciavano qualche dubbio di troppo dopo la stagione tra alti e bassi vissuta l’anno prima a Bologna dove subentrato all’esonerato Arrigoni (6 punti in 10 gare per lui e penultima posizione in classifica) all’11° giornata accumulava nelle successive 21 gare 20 punti mantenendo una media di 0,95 punti a partita. Da li l’esonero e la chiamata di Papdopulo che prese la squadra in terzultima posizione e la salvò aggiungendo nelle restanti 7 gare 11 punti ai 26 in carniere. Inizia sotto la penombra l’era Mihajlovic che al battesimo etneo prende la prima sconfitta, col Livorno, una delle 5 totali che matureranno nella sua gestione in campionato (Genoa, Roma, Napoli, Livorno). Ma forse non era ancora il Catania di Mihajlovic quello che perdeva con l’unico tiro in porta dei labronici messo a segno da Danilevicius e lo si vede già 7 giorni dopo contro la Juventus la prima delle epiche vittorie della stagione. In totale saranno 36 punti in 23 gare quelli conquistati da Mihajlovic 1,56 di media a partita, il migliore di tutta la gestione Pulvirenti in massima serie (Marino 41p. in 38gare media si 1.08, Baldini 29p. in 31gare media di 0.93, Zenga 51p. in 45 gare media di 1.13 ed infine Atzori 9p. in 15 gare media 0.6). 36 punti conquistati passando per le vittorie con Lazio, Fiorentina, Inter, Palermo su tutte. Il fattore Sinisa è stato dunque scatenante.

 

Compagno di giochi

Nelle coppie i grandi uomini sono accompagnati da grandi donne, nel calcio però l’accompagnatrice è un accompagnatore e risponde nel caso specifico al nome di Dario Marcolin. Un’intesa perfetta nel duo ex inter si perché sia Mihajlovic che Marcolin sono passati dal nerazzurro prima di approdare in rossazzurro. Si vocifera addirittura che se Sinisa dovesse cadere in tentazione Dario potrebbe prendere il suo posto sulla panchina del Catania.

 

Ricostruito il fortino

Nella prima parte della stagione si erano presi obiettivamente troppi goal durante la gestione Atzori al quale però va riconosciuto il merito di aver dato un impianto di gioco sul quale Sinisa con pochi correttivi ha fondato la sua brillante ascesa al successo. Ben 24 le reti prese a fronte delle 14 reti segnate un passivo di -10 che si commenta da solo, ma che trova nel campo un amaro contrasto: nei primi tempi le reti subite erano molte di meno, il calo avveniva nelle riprese. Così Sinisa ha lavorato su quello, sulla concentrazione da ritrovare, portando a fine stagione questa differenza a -1 con 44 reti segnate e 45 subite, avendo il merito nella sua gestione di portare in dote al totale salvezza 21 reti subite e 30 messe a segno un attivo di +9! In casa poi il passivo è stato ridotto notevolmente con l’avvento di Sinisa delle 15 reti subite infatti ben 9 erano state messe segno dagli avversari nell’era Atzori che quindi manteneva un passivo di 1,28 reti in media a partita casalinga, Sinisa ha abbassato la media a 0,5. Da lodare dunque tutto il pacchetto difensivo e l’intera fase difensiva che ha trovato la quadratura in non possesso con quel 4-1-4-1 che ha retto alla perfezione anche con avversarie di un certo calibro. I vari Alvarez, Terlizzi, Silvestre, Spolli, hanno ben figurato dopo l’iniziale momento di appannamento, financo Carboni Biagianti Izco e Mascara che hanno sempre dato una mano li dietro. Da rivedere Delvecchio, Capuano, Augustyn e Bellusci ma c’è tutta la prossima stagione. Così così Potenza che ha patito l’esplosione di Alvarez.

 

Quante reti

Sull’altro piatto della bilancia si devono mettere le reti segnate dai rossazzurri che come già accennato sono ben 44,  3 in più della passata stagione. E’arrivato un gran supporto dal centro campo che con 9 reti sigla una stagione da incorniciare. Un plauso speciale va a Maxi Lopez che in 17 gare ha saputo mettere dentro 11 perle che hanno contribuito in maniera determinante alla salvezza. Una tiratina d’orecchie invece va a Morimoto autore di un inizio sprint ma poi di una discesa libera tamponata solo dall’esclusione dall’11 titolare. Cannonieri dunque Lopez 11 reti, Martinez 9, Mascara 8, Morimoto 5, Biagianti e Ricchiuti 3, Llama 2, Izco, Spolli, Silvestre 1.

 

Mine vaganti

Li abbiamo citati già ma meritano un plauso particolare alcuni calciatori su tutti: Terlizzi ritrovatosi ha riconquistato il rapporto col pubblico che adesso lo vede come un perno della difesa se mantiene la concentrazione per tutti i 90 minuti come ha dimostrato, ma anche Alvarez, Llama e Izco tre giocatori vituperati nelle passate stagioni ma che si sono presi la loro rinvilita sul campo. In negativo Ledesma, Delvecchio, Morimoto e per buona parte della stagione Capuano tra chi ha giocato di più, non hanno rispettato le consegne deludendo.

 

Dirigenza

Fatta la squadra mancava qualcosa, non solo per i tanti giocatori che non hanno rinnovato del resto i calciatori non sono eterni e ci può stare, quanto per l’evidente mancanza di un alternativa a Morimoto visto che Plasmati e la storia lo ha dimostrato (non è sceso in campo quando avrebbe potuto e dovuto) non è stato mai considerato una vera alternativa al giapponese. La dirigenza ha capito l’errore sottolineato anche da veementi critiche da parte del resto delle famose 5 componenti ha fato il suo con l’impegno di migliorare dalla prossima stagione. Il centro sportivo, l’acquisto dei giovani, la voglia di Europa, i conti apposto sono segni tangibili di una programmazione ottimale che viaggia verso traguardi importanti.

 

Rapporto col pubblico

Concludiamo questa panoramica della stagione molto leggera e veloce con il pubblico, colpito in negativo ad inizio stagione, ma che è sempre stato vicino alla squadra nel bene e nel male in casa come in trasferta. Loro, i tifosi, ci sono sempre e come giusto e normale nel calcio subiscono anche il colpo di una squadra che non gira e possono allontanarsi disamorarsi, contestare, ma solo per il troppo amore, amore che è sfociato ben presto di nuovo ed ha contribuito anche questo alla salvezza del gioiello della città più lucente ed in vista, il Calcio Catania