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Avversario: il punto debole è la difesa PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Stefano Auteri   
Venerdì 15 Aprile 2011 15:30

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Il primo match point in chiave salvezza è finalmente arrivato e adesso al Catania non resta che fare quel punto, pardon quei tre punti, che possano sancire finalmente la fine di una partita, di una stagione piena di alti e bassi, condizionata da giudizi a volte troppo prematuri e da una condizione mentale spesso eccessivamente labile che ha costretto il popolo rossazzurro a soffrire fino a questa 33^ giornata. Quella contro la Lazio infatti non sarà sicuramente una passeggiata ma visti gli incontri proibitivi di Sampdoria e Parma (rispettivamente contro Milan ed Inter) potrebbe creare quel solco incolmabile che tutti ci aspettiamo. Sia i rossazzurri che i biancocelesti si presentano a questo match in una condizione psichica e fisica ottimale. I padroni di casa infatti possono contare sul primo risultato utile esterno dopo una lunga serie di sconfitte ed un ipotetico successo al Massimino rappresenterebbe la quinta vittoria consecutiva in casa (mai successo in Serie A). Dal canto loro, gli uomini di Reja sono tornati prepotentemente in lizza per un posto in Champions e nonostante le perplessità sulla qualità della rosa, specialmente in fase difensiva, sembrano aver assunto quella convinzione degna di una big. Le due formazioni scenderanno in campo con ogni probabilità con un atteggiamento abbastanza speculare ed al 4-2-3-1 di Simeone, l’allenatore laziale risponderà con un 4-3-2-1 caratterizzato da una difesa bassa utile per sfruttare le ripartenze dei veloci trequartisti.

 

Mister Reja capovolgerà in parte la squadra scesa in campo contro il Parma confermando solamente sette undicesimi degli uomini che hanno nettamente sconfitto gli emiliani. A difesa dei pali biancocelesti, nonostante i dissidi per un ritardo nel rinnovo del contratto, agirà Muslera; davanti a lui Lichtsteiner e Radu formeranno la coppia di terzini, con quest’ultimo rientrante dopo la squalifica di tre giornate rimediata nel derby; mentre la coppia centrale sarà composta da Dias e da Biava. I maggiori dubbi per il tecnico friulano si concentrano su centrocampo ed attacco. Nonostante la buona prestazione della scorsa settimana infatti quasi sicuramente Mark Bresciano verrà rispedito in panchina ed al suo posto tornerà Stefano Mauri che insieme agli intoccabili Brocchi e Ledesma completerà la cintola del centrocampo. Per quanto riguarda invece la fase offensiva, il ritorno al gol di Floccari lo ha candidato prepotentemente ad un posto da titolare come centroavanti classico e alle sue spalle l’uomo sacrificato potrebbe essere Sculli, con il profeta ritrovato, Hernanes, e lo sgusciante Zarate pronti a sfruttate le sponde del numero 22.

 

Una formazione per niente rinunciataria dunque spavalda nel reparto avanzato con due trequartisti classici ed un incursore pericolosissimo come Mauri. Da valutare però sarà la solidità difensiva che nonostante il rientro di Biava e Radu sembra non essere all’altezza delle prime della classe ed ha bisogno di un filtro costante in mezzo al campo. Per questo mister Simeone sta pensando attentamente a quali potrebbero essere le contromosse vincenti ed i nomi caldi potrebbero essere quelli di Schelotto e Gomez. Il tecnico di Buenos Aires infatti schiererà con ogni probabilità la stessa formazione che si è imposta nettamente due settimane fa contro il Palermo grazie al rientro dalla squalifica di Silvestre ed al quasi certo recupero di Spolli. Ciò non toglie che con il proseguo del match, l’uomo incaricato di rompere gli equilibri possa essere proprio El Papu, apparso in netta ripresa in quel di Bari, e consapevole di poter essere il valore aggiunto in questo finale di campionato.

 

In favore dei rossazzurri inoltre gioca il fatto che la Lazio non sia riuscita fare punti lontano da Roma nelle ultime tre trasferte racimolando sempre sconfitte contro Cagliari, Roma e Napoli. Un tabù per i biancocelesti che inoltre non possono sorridere neanche guardando le statistiche relative ai precedenti. Negli 11 incontri disputati al Massimino nella massima serie infatti i padroni di casa si sono imposti per ben 7 volte mentre gli aquilotti sono riusciti a strappare 3 pareggi ed una sola vittoria risalente al lontano 1960/61.

 

Una partita dal risultato aperto dunque in cui, nonostante le parole di Lotito e la sua Task Force privata, le motivazioni saranno forti da entrambi i lati con un fattore decisivo però in favore dei rossazzurri ossia il pubblico.

 

Nonostante ciò però non è da escludere che alla fine le due squadre, da sempre in ottimi rapporti, propendano per non farsi troppo del male e dividersi la posta in palio con un punto a testa che le garantirebbe di rimanere perfettamente in corsa per i rispettivi obiettivi. Ovviamente la speranza è che questa ipotesi venga scongiurata ma perché ciò accada ci sarà bisogno del solito Catania arrembante e aggressivo visto tra le mura amiche e non di certo di quello impaurito e timido di Bari.