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Avversario: L’ex Mihajlovic in cerca di riscatto PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Stefano Auteri   
Venerdì 04 Marzo 2011 16:49

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Il passato a volte ritorna e quella che per molti sarà una sfida dai toni romantici, per Mihajlovic potrebbe essere l’ultima partita sulla panchina viola. La sfida con il Catania infatti per il tecnico serbo rappresenta proprio l’ultima spiaggia vista la violenta contestazione che in questi giorni sta caratterizzando la piazza toscana. Il pareggio di Bari non è stato ben digerito da una parte della tifoseria che ha già manifestato contro la squadra al suo ritorno dalla Puglia e che, secondo La Repubblica, potrebbe tornare a far sentire la propria voce tramite un corteo durante l’Antognoni-day che si terrà venerdì. Un clima rovente dunque che potrebbe essere un’arma a doppio taglio per i rossazzurri che avranno l’opportunità di sfruttare la confusione e le polemiche nate intorno alla squadra di casa o soccombere davanti alla necessità di vittoria di quest’ultima. In effetti le due squadre si presentano a questo incontro con due stati d’animo diametralmente opposti. La squadra di Della Valle ha collezionato 3 pareggi nelle ultime quattro partite e nonostante sia in serie positiva da 5 turni, la mancanza di continuità tra le mura amiche ha esasperato la tifoseria. I rossazzurri al contrario sono usciti rinfrancati dalla sfida contro il Genoa e dopo l’ennesima vittoria in rimonta Maxi Lopez e compagni potrebbero aver ritrovato quella sicurezza recentemente smarrita e tentare il colpaccio esterno.

 

Nonostante il diverso stato psico-fisico, Mihajlovic sembra intenzionato a riproporre la stessa formazione che per 60’ aveva rischiato di portare a casa il bottino pieno da Bari. Davanti a Boruc agiranno sulle fasce Pasqual e Comotto mentre la coppia centrale sarà formata da Gamberini-Natali relegando nuovamente Camporese in panchina pronto ad entrare a partita in corso. Le mediana a tre che dovrà ancora fare a meno di D’Agostino, infortunato e pertanto nemmeno convocato, avrà come interpreti Donadel, Montolivo e Behrami, ultimo arrivato ma subito ambientatosi perfettamente. Vicino alla bocca di fuoco Gilardino infine agiranno con ogni probabilità Santana e Mutu con la licenza di svariare e scambiarsi di ruolo, per evitare di dare punti di riferimento alla retroguardia avversaria.

La squadra tipo dunque che rispecchia esattamente quella immaginata nella vigilia da Simeone che probabilmente risponderà confermando in toto, o quasi, i magnifici interpreti della vittoria casalinga contro il Genoa eccezion fatta per uno tra Carboni e Ledesma in ballottaggio per un posto da titolare con Schelotto.

 

Qualunque siano gli interpreti e la strategia tattica impostata dal tecnico, gli occhi degli ospiti dovranno per forza di cose essere puntati sul pericolo pubblico viola, Alberto Gilardino, unico uomo in grado di mettere la palla in fondo al sacco da qualunque posizione all’interno dell’area di rigore. Una marcatura attenta di Silvestre potrebbe essere la soluzione ideale e con il rientro in campo di Spolli dopo la squalifica, la zona centrale dovrebbe essere al sicuro; attenzione però anche ai due fantasisti, Santana e Mutu che, nonostante non stiano passando un grande stato di forma (Santana ha saltato la trasferta di Bari per infortunio), potrebbero sempre tirare fuori il coniglio dal cilindro e creare la superiorità numerica sulle fasce. L’unico punto interrogativo per Mihajlovic e di conseguenza per Simeone è l’inserimento o meno di Vargas. Il peruviano infatti è tornato a calcare i campi ormai da due settimane, ma la condizione fisica ancora non sembra essere al top. Se l’ex di turno verrà impiegato dal primo minuto come laterale basso, come ipotizzato alla vigilia, la contromossa rossazzurra potrebbe essere quella di lasciare Schelotto in una posizione avanzata in modo tale da creare qualche remora all’avversario nel compiere le sue leggendarie discese. Una partita a scacchi insomma tra due allenatori preparati ma soprattutto convinti che fondamentale sarà l’approccio mentale e caratteriale con cui entrare sul rettangolo verde. Certamente il vantaggio di Mihajlovic sarà quello di conoscere a menadito i suoi ex giocatori dei quali potrà prevedere le mosse ed enfatizzare gli errori.

 

A favore del Catania invece c’è la cabala. In 13 incontri in Serie A infatti gli etnei non sono mai riusciti a portare via dal Franchi il bottino pieno mentre solo 4 volte (l’ultima risale addirittura al 1971) hanno limitato i danni impattando i viola in un pari. Una maledizione da sfatare quindi con cattiveria agonistica ed una lucida spavalderia, cercando sin dall’inizio di aggredire la formazione di casa e di non far ragionare i suoi compassati playmaker in modo da colpire in velocità col duo albiceleste Maxi Lopez-Bergessio