| Avversario: Macheda e Maccarone in cerca di riscatto |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Stefano Auteri | |||
| Venerdì 11 Marzo 2011 11:47 | |||
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Catania e Sampdoria sono pronte ad incontrarsi in una valle di lacrime e la perdente rischia di precipitare in un burrone profondo ed inquietante come il fantasma della Serie B. Se ad inizio campionato avessero chiesto agli addetti ai lavori che tipo di partita sarebbe stata questa, molti sicuramente avrebbero pensato ad un match di fine stagione in cui i punti avrebbero rappresentato un bottino marginale per due squadre oramai quasi matematicamente salve e pretendenti per una tranquilla posizione di metà classifica. Come sappiamo però qualcosa è andato storto e le due berline si sono tragicamente trasformate in utilitarie da rottamare causando così, sia in Sicilia che in Liguria, un’attesa snervante per questo match che potrebbe valere un’intera stagione. La condizione fisica e psicologica delle due formazioni è la medesima. Due sconfitte nette con tre gol al passivo (non ingannino le due reti blucerchiate regalate da Antonioli e dal direttore di gara) in una giornata in cui la Sampdoria era data per favorita ed il Catania si aspettava di fare risultato a Firenze. Ed invece niente; zero punti ed operazione affossamento completata con ammissione di responsabilità da parte sia di Simeone che di Di Carlo, quest’ultimo più sfortunato visto l’esonero dell’indomani.
I blucerchiati dunque arriveranno a Catania con un animus pugnandi degno dei tempi di Walter Novellino ma dovranno fare a meno di numerosi uomini chiave in cima su tutti il capitano Angelo Palombo, vittima di uno pneumotorace che lo terrà lontano dai campi per circa 20 giorni. Il neotecnico Cavasin perciò avrà il suo bel da fare per mettere in campo una formazione competitiva e a causa del ritiro in cui si è chiusa la Sampdoria sarà difficile ipotizzare uno schieramento, ma vista la sua esperienza ed il suo conservatorismo con ogni probabilità la scelta ricadrà sul sempreverde 4-4-2. In difesa davanti all’altalenante Curci sulle fasce dovrebbero agire Zauri e Ziegler mentre il pacchetto centrale dovrebbe essere composto da Lucchini e Volta che dopo aver siglato il suo primo gol in A contro il Cesena prenderà il posto dello squalificato Gastaldello. La mediana è scuramente il reparto che maggiormente subirà le assenze e per quanto Cavasin possa cambiare le carte in tavola gli interpreti dovrebbero essere Mannini sulla destra, Guberti sull’out opposto ed in mezzo l’inedita coppia Dessena-Poli, con quest’ultimo in forte dubbio vista la condizione non ancora al top, e con l’alternativa Tissone pronta a dare quelle geometrie mancanti a causa del forfait del capitano. In avanti la coppia che avrà il compito di creare grattacapi alla retroguardia rossazzurra sarà formata quasi sicuramente da Macheda e Maccarone, i due flop della campagna acquisti invernale che sicuramente avranno voglia di mettersi in mostra per rispondere alle critiche di addetti ai lavori e tifosi. Il jolly, il cui utilizzo è ancora tutto da stabilire, è Jonathan Biabiany che potrebbe partire dal primo minuto accanto a Maccarone o largo sulla destra oppure entrare a partita inoltrata per sfruttare la stanchezza degli avversari con la sua velocità supersonica.
Delle scelte obbligate dunque per i doriani che potranno sopperire alla carenza tecnica unicamente con l’orgoglio di una grande ferita ma che, dopo le partenze di Cassano e Pazzini, assomiglia piuttosto ad un’adolescente in crisi d’identità. Il Catania dal canto suo non vive una situazione sicuramente migliore sul profilo del morale e dell’autostima, ma dal punto di vista della condizione fisica c’è da sperare. La squadra vista a Firenze infatti non ha perso a causa di cali fisici o infortuni ma probabilmente non è scesa in campo con la giusta mentalità, cosa che certamente non avverrà domenica. Nella mente di Simeone si annida ancora qualche dubbio relativo sia agli uomini da mandare in campo sia allo schieramento tattico, un 4-2-3-1 o uno spregiudicato 4-3-1-2 con il ballottaggio tra Ricchiuti e Bergessio.
Una gara dall’altissimo contenuto emotivo in cui bisognerà porre attenzione ad ogni singolo dettaglio ed in cui gli etnei potranno trovare conforto osservando i precedenti. Fra le mura amiche infatti il Catania si è imposto per ben sette volte e negli ultimi quattro confronti il risultato è di 3 vittorie ad una in favore dei padroni di casa. A stimolare l’ottimismo di Pulvirenti e Lo Monaco infine basterà ricordare i marcatori che sancirono la sconfitta dell’anno scorso, Pazzini e Gastaldello, entrambi non presenti nella sfida di domenica; un segnale positivo forse, o piuttosto una pura casualità ma sta di fatto che non importa come (con fortuna, col bel gioco o magari con un autogol di Curci) ma l’unica cosa fondamentale è che i 3 punti rimangano in Sicilia perché se il Catania vorrà vincere il suo scudetto, questa sarà una tappa fondamentale.
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