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Carboni: “Colpa di Simeone? No, dei giocatori” PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Daniele Di Frangia   
Mercoledì 09 Marzo 2011 17:01

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Ezequiel Carboni analizza il momento del Catania. Il centrocampista rossazzurro non si è tirato indietro dopo la brutta partita di domenica (“la peggiore”) ma rialza la testa e guarda avanti. Troppo importante battere la Sampdoria e tirarsi su da una situazione pericolosa:

 

“È stata una sconfitta brutta ma che abbiamo meritato perché penso che abbiamo fatto la partita peggiore del campionato. Però già da ieri ci stiamo allenando con la testa alla Sampdoria, sappiamo che ci giochiamo gran parte della salvezza e speriamo di arrivare a 40-41 punti il prima possibile ripartendo da questa domenica. Rimangono dieci finali e questa è la prima. Non si può sbagliare più.”

 

“Quando si perde una partita la squadra non fa bene in nessuna fase. Penso che è stata simile alla partita di Cagliari, altre squadre che ci hanno messo sotto non me ne ricordo. Aldilà del risultato del Cesena, sapevamo che bisognava fare risultato per forza. Abbiamo iniziato bene, fino al ventesimo era equilibrata, loro hanno sbloccato con un calcio d’angolo e dopo hanno avuto più spazio poi non abbiamo capito più niente e poteva finire anche peggio. Purtroppo è stato così. si esce lavorando assieme e siamo convinti che ci salveremo prima della fine perché il gruppo c’è. Servono i fatti ma siamo convinti che lavorando così questa squadra si salva presto.”

 

“Il mister si è preso le colpe però in campo vanno i giocatori. Si gioca con il cuore, con la rabbia, con la grinta, con la cattiveria e magari domenica ci è mancato tutto questo. L’allenatore può fare tattiche però gli unici che vanno in campo sono i giocatori. Dobbiamo guardare avanti alla Sampdoria e non pensare a quello che abbiamo fatto.”

 

“Dopo una sconfitta del genere si può parlare, dire tanto ma bisogna guardare avanti. Meno chiacchiere e giocare e fare risultato. Vi posso garantire che questa squadra resterà in Serie A con i fatti.”

 

“Il mister sta studiando la Sampdoria, se loro stanno lì con noi a due punti vuol dire che tanto bene non stanno facendo. Domenica sarà una guerra e chi mette più cuore, più grinta vincerà. Pensiamo alla partita che dobbiamo fare noi.”

 

“La gente paga il biglietto ed ha il diritto di esprimere quello che crede. Però in questo momento abbiamo bisogno di tutti, stare tutti assieme ed il tifoso anche se è arrabbiato deve darci una mano. Quelli che ci stanno peggio di tutti siamo noi giocatori che ci mettiamo la faccia. È la città di Catania che deve rimanere in Serie A.”