| Hoi Cholo...toc toc, posso? E la cura? |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Attilio Scuderi | |||
| Martedì 22 Marzo 2011 11:00 | |||
Siamo al sesto capitolo della nostra solita chiacchierata con mister Simeone… Speriamo a fine campionato di chiudere in bellezza conquistando questa ennesima e benedetta salvezza. Ancora una volta la solita maledetta trasferta, i soliti sospetti, con il bicchiere però mezzo pieno, grazie alle sconfitte delle dirette concorrenti. Insomma non e’ cambiato nulla, solo il Parma risale e ci raggiunge ed il Chievo per una domenica si tira fuori dalla corsa mentre la Sampdoria continua a sprofondare in maniera inesorabile.
Udine come Firenze? Assurdo solo pensarlo: il gioco espresso, unito alla prestazione parlano chiaro, ma alla fine il risultato, ancora zero nella casella vittorie fuori casa, e’ sempre lo stesso, non cambia, nonostante i passi positivi. Qualcuno ci sperava, per carità, anche se oggi battere l’Udinese di Guidolin appare mera utopia per tutti e non solo per il Catania, anche se la gara, per lunghi tratti, ha mostrato una squadra friulana stanca e vulnerabile anche per merito dei rossazzurri.
I soliti sospetti, però, rimangono, soprattutto la cattiveria di una squadra che negli ultimi metri non riesce ad essere cinica e spietata per dare una sterzata alla sua partita, mettendo in difficoltà l’avversario di turno. I palloni buttati al vento da Lodi o il contropiede di Ricchiuti sprecato da Bergessio o dal mancato suggerimento verso Gomez, apre nuovi rimpianti e il solito vorrei ma non posso da trasferta. Accadimenti molto simili, per certi versi, alle gare contro il Milan a San Siro, Roma sponda laziale e giallorossa con ripartenze in superiorità numerica gettate alle ortiche, che avrebbero sotterrato le squadre di casa. “Io penso una cosa sul rendimento della squadra fuori casa, ma e' meglio che io stia zitto"…Parole chiare e nette di Simeone nel post Fiorentina, concetto ribadito anche alla vigilia della sfida contro l’Udinese: insomma il dottor Cholo non riesce a guarire il malato immaginario Catania e nonostante il suo studiare la metamorfosi tra casa e trasferta il tecnico etneo continua a raccogliere polvere fuori dal Massimino.
Contro la Fiorentina era stato l'atteggiamento passivo della squadra aldilà di ogni dissertazione tattica, mentre al Friuli la compagine etnea ha giocato, sprecato e messo sotto la squadra più in forma della serie A, ma come dicevamo alla fine ha pagato con i soliti errori che domenica dopo domenica si ripropongono in maniera puntuale in campo avverso.
Proprio il Cholo, in settimana, aveva studiato la gara nei minimi particolari, specchio di tutto questo i primi venti minuti ad alto livello della sua squadra, fino all’infortunio di Schelotto. Il numero sette rossazzurro era l’ago della bilancia della sfida e perderlo sul più bello, non avendo gente con le sue stesse caratteristiche, ha stravolto l’idea iniziale. Povero Cholo non solo la sindrome esterna da risolvere nella testa del suo Catania, in più anche l’ennesimo infortunio a tarpare le ali della sua squadra. Oggi forse più che una soluzione tecnica o tattica, in seno al gruppo etneo, ci vorrebbe un bel psicoterapeuta pronto a chiedersi o risolvere i mali del gruppo di Simeone.
Aggrappiamoci dunque al solito e buon Massimino….il nostro fortino che oggi ci consegna la possibilità di mantenere ancora la serie A grazie ai 28 punti conquistati sui 32 totali. Nella speranza che vada sempre tutto bene in casa a partire dal derby tra due settimane contro il Palermo per poi mettere in campo agonismo e rabbia a Bari unico ingrediente oggi per battere i pugliesi che non regalano nulla
Così, per la sesta settimana, continuiamo i nostri interrogativi domenicali, la solita analisi discreta e senza verità assolute sulle scelte o considerazioni di Simeone, che, per carità, vive tutta la settimana d’allenamento e proprio lui sceglie non in maniera masochistica, ma affidandosi a chi può consegnargli il risultato positivo. Riflettere, però, non sempre guasta la minestra, anzi, serve per capire e interrogarsi sul da fare....insomma, come al solito chiedere è lecito, rispondere e' cortesia.
Quindi, Caro mister le chiediamo:
1) – Mercoledi, avevamo parlato insieme proprio dell’innesto di un centrale adattato a destra, vista l’assenza di Alvarez e Potenza. La scelta di Augustyn, provato più volte da esterno quest’anno, non e’ stata poi cosi sbagliata, soprattutto quando Schelotto ha garantito al polacco la giusta copertura in non possesso. L’idea tattica caro Cholo e’ stata ottima: chiudere gli esterni facendo la giusta densità, per poi ripartire con l’invettiva di Ricchiuti a lanciare la profondità o sulle linee laterali o in verticale verso la prima punta. L’esperimento Terlizzi e’ stato cavalcato, ma solo in parte, forse perché il duo Silvestre-Spolli ormai consegna automatismi e garanzie da non sconvolgere, per di più nel solito status di emergenza cronica in qui si trova il reparto domenica dopo domenica. L’asse difensivo e quello di centrocampo con i reparti molto stretti hanno fatto il resto…
2) – Gli interrogativi nascono su Bergessio, Morimoto e sulla mediana poco incisiva. Caro Cholo Bergessio ha deluso e anche tanto; in più, adesso, con questa scelta bisogna gestire i malumori di Maxi. Il campo non ha dato risposte concrete alla tua scelta, perché Bergessio si e’ sempre nascosto, non si e’ mai proposto senza palla, non ha mai cucito con i reparti, scordandosi anche la profondità. I movimenti di Ricchiuti sono stati emblematici: tolto il contropiede non andato a buon fine sempre per demeriti di Bergessio…Adrian ha sempre e solo duettato con Lodi al limite, o scaricato sull’esterno verso Schelotto. Il numero 19 del Catania ha trovato spesso le linee di passaggio chiuse, bravo Benatia, anche per la scarsità di movimenti senza palla di Bergessio. Per carità con Lopez non e’ cambiato molto, ma la partita era già chiusa e Maxi era entrato col fardello dell’esclusione. Paradossalmente caro Cholo, solo Morimoto aveva fatto bene nei primi quindici minuti del secondo tempo da prima punta, sfruttando alla perfezione la profondità donata dai lanci di Ricchiuti. Perche’ allora togliere il nipponico dal suo ruolo naturale per di più fatto bene, per relegarlo al suo non ruolo da esterno d’attacco?
Ultima perplessità, donata dalla ricerca immediata di personalità da parte di due giocatori come Lodi e Gomez. Il numero dieci del Catania deve fare di più e qui il Cholo deve entrare in gioco per stimolare nel migliore dei modi la luce del Catania. Lodi con i piedi e’ una delizia, ma non possiamo goderne solo a sprazzi; la squadra in determinati momenti della gara ha bisogno di un leader che possa trascinare o risolvere, con un giocata, situazioni intricate. Discorso comune per Gomez, giocatore irriconoscibile rispetto a tre mesi fa. Il Papu non salta più l’uomo e non si propone come prima: forse aver cambiato competenza d’azione, da destra verso sinistra, ha modificato qualcosa e ancora una volta lo vediamo più a suo agio quando cerca il centro del campo. Proprio l’adattamento di Gomez a destra, dopo l’infortunio di Schelotto, non ha garantito la stessa idea iniziale di gioco e forse se avesse spostato Lodi da laterale destro, ruolo ricoperto negli ultimi anni a Frosinone, inserendo Ledesma accanto a Carboni, qualcosa sarebbe cambiato, ma non avremo mai risposta.
Insomma, caro mister, come al solito, le soluzioni non mancano...notiamo però la solita mancanza di cattiveria negli ultimi metri e di cinismo quando si gioca fuori dal Cibali. Stabilità ed equilibrio questi i due ingredienti da ricercare nel prossimo futuro: intanto sotto mentalmente con il derby volano determinante per conquistare punti pesanti e giocarsi magari la definitiva salvezza proprio a Bari, guarda com’è strano il caso, proprio in trasferta, dove ci vorranno gli attributi, gli stessi che lei ha sempre messo in campo da giocatore. Perche’ la classifica non sempre ti aspetta, ed urge chiudere al più presto questo ennesimo capitolo firmato serie A. Buon lavoro mister.
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| Ultimo aggiornamento Martedì 22 Marzo 2011 11:53 |





Siamo al sesto capitolo della nostra solita chiacchierata con mister Simeone… Speriamo a fine campionato di chiudere in bellezza conquistando questa ennesima e benedetta salvezza. Ancora una volta la solita maledetta trasferta, i soliti sospetti, con il bicchiere però mezzo pieno, grazie alle sconfitte delle dirette concorrenti. Insomma non e’ cambiato nulla, solo il Parma risale e ci raggiunge ed il Chievo per una domenica si tira fuori dalla corsa mentre la Sampdoria continua a sprofondare in maniera inesorabile.
