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Editoriale: Catania cantiere aperto PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Domenica 22 Agosto 2010 23:39

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Editoriale - Finisce con tre sonore sberle dell’Athletic C. Bilbao la serata di fine estate che doveva rappresentare la rampa di lancio verso la nuova stagione del Catania e che invece si è trasformata in uno stucchevole spettacolo poco istruttivo per altro da un mero punto di vista tattico. Si perché l’espulsione di Delvecchio macchia definitivamente una gara che poteva e doveva offrire nuovi spunti tattici, spunti che Giampaolo successivamente in mixzone svelerà essere i pilastri del nuovo Catania. E sì, proprio così, dopo un mese e mezzo di allenamento con un determinato modulo il 4-4-2 il Catania vira rotta definitivamente sul più consono (sono parole del tecnico) 4-3-1-2 che permetterà a detta del mister svizzero, di poter sfruttare al meglio le caratteristiche dei giocatori in rosa. Quella dunque che doveva rappresentare l’amichevole della definitiva consacrazione tattica, la prova generale in vista della prima di campionato, è diventata in un sol colpo punto d’inizio di una nuova concezione tattica che se non destabilizza gli animi poco ci vuole. Insomma Giampaolo mette da parte il 4-4-2 per far spazio al 4-3-1-2 e a dire il vero i risultati iniziali non erano stati poi malaccio.

 

La squadra è entrata in campo con Andujar fra i pali, Alvarez e Capuano sulle fasce, Silvestre e Terlizzi al centro. In mediana Delvecchio davanti la difesa con Izco alla sua destra e Pesce stranamente utilizzato da interno sinistro. Rombo completato da Ricchiuti dietro le punte Maxi Lopez e Mascara. Così schierati i rossazzurri non hanno sfigurato affatto a meno di un individualità oggi al quanto al di sotto degli standard della sufficienza, Delvecchio, reo a fine primo tempo di aver commesso il fallo da espulsione che ha condizionato la gara. Alla mezz’ora però il Catania era già sotto per un rigore decretato da Orsato e trasformato da San Jose. Tutto sommato però fino a che le squadre sono rimaste in parità numerica il Catania si è battuto alla pari con gli avversari, facendo vedere anche degli ottimi spunti sull’asse Ricchiuti-Izco. Bene anche Alvarez in una condizione straripante tanto da costringere il numero 11 avversario Muniain a non tentare più alcuna giocata per non sfigurare. Nel secondo tempo non c’è nulla da fare se non testare la condizione psico-fisica di alcuni giocatori fin li in panchina vedi Ledesma, Carboni, Morimoto e Antenucci. Bene l’attaccante di Termoli in formissima sia nei movimenti senza palla che nelle incursioni anche se è mancato il goal. Arrivano così gli altri due goal degli spagnoli (una è un’autorete di Silvestre) per un risultato finale di 0-3 che lascia poco spazio all’immaginazione anche se poi appare pesante sotto il profilo del passivo esagerato.

 

Finisce la gara, poche le indicazioni da poter trarre da una partita segnata da quella maledetta espulsione, maledetta dal momento in cui rimangono soli 7 giorni per provare il nuovo concetto tattico la nuova disposizione. Ok, è vero che il Catania è abituato a giocare col 4-3-3 ma magari ci si poteva pensare un po’ prima a cambiare modulo, che senso ha avuto il lavoro fatto finora? E’ davvero possibile che il mister abbia scoperto solo a 7 giorni dall’inizio della stagione di avere giocatori inadatti ad interpretare il 4-4-2 puro? Come reggeranno il cambio i giocatori che si stavano mentalizzando diversamente? Il Catania non ha solo perduto una partita ha perduto l’identità tattica, manca poco tempo all’inizio della stagione bisogna affrettarsi a ritrovarla, nell’equazione che vuol dire salvezza ci sono tante, forse troppe incognite, bisogna sbrigarsi a trovare la soluzione il campionato è alle porte.





Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Agosto 2010 14:16