| Catania...Maxi Chapeau |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Attilio Scuderi | |||
| Domenica 16 Maggio 2010 17:25 | |||
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Tante forse troppe le emozioni sicuramente maggiori di quello che ha consegnato il campo da una gara di fine anno e di fine campionato sotto un sole cocente ravvivato dal vento che attutiva la fatica.
Catania e Genoa hanno giocato una gara aperta e con emozioni tra primo e secondo tempo con Lopez ancora una volta in gol a regalare il record di 45 punti al Catania di Mihajlovic. Record e cavalcata pazzesca della formazione etnea, straordinaria la sua scalata dalla 16 giornata del girone d’andata a oggi. 36 punti conquistati in 22 gare numeri da Champions League e numeri che solo la Roma di Ranieri ha potuto scalzare. Il miracolo Catania però forse nasceva dalla consapevolezza della bontà del lavoro con cui si era costruita questa squadra dal duo Lo Monaco-Pulvirenti ed un plauso va proprio a loro oltre che hai giocatori. Bravi Lo Monaco e Pulvirenti a non abbassare la guardia anche quando le cose non andavano bene, anche quando si era toccato il fondo della classifica. Loro ci sono sempre stati contestando e rispondendo a chi distruggeva e sono stati certosini nell’andare a colmare i difetti di calcolo personale che avevano fatto. Non tanto nella scelta di Atzori anche se Mihajlovic ha dato la marcia in più quanto nel scovare un mostro tramutato in attaccante chiamato Maxi Lopez capace di segnare 11 reti in 16 gare portando alle casse del Catania la bellezza di 12 punti.
La giornata della festa ma anche degli addii quello del Malaka Martinez e quello di Marcuccio Biagianti: due giocatori che si sono congedati da quel pubblico che gli ha osannati in questi ultimi tre anni. Martinez con i suoi pregi e i suoi difetti due anni per capire che il calcio italiano non è solo individualità ma gioco corale per esaltare anche il tuo stesso genio e nel momento migliore quello della consacrazione Martnez ha risposto presente giocando finalmente in maniera europea aumentando in maniera esponenziale anche la sua caratura tecnico-tattica. Le nove reti sono state altrettanto importanti per materializzare il miglior campionato di Martinez in rossazzurro. Biagianti e le sue lacrime a testimoniare tutto ciò che ha dato e ricevuto in questi 4 anni Biagianti a Catania. Arrivato dalla Pro Vasto di mister Puccica…Lilly cosi veniva chiamato il piccolo Marco negli spogliatoi della Pro Vasto è giunto in punta dei piedi come la solita scoperta dal nulla firmata Lo Monaco. Dopo il minuto come esordio contro la Roma, ecco arrivare al primo vero esame durante la partita della vita e della seria contro il Chievo dove quel ragazzino gioca in maniera perfetta 45’ di grande livello. La crescita di Biagianti è stata costante anno dopo anno sia con Baldini ma soprattutto con Zenga quando ha avuto in mano le redini del centrocampo. Segna poco? Bene quest’anno ha stupito tutti anche sotto porta realizzando tre reti importanti che hanno sbloccato anche l’ultimo tassello di crescita della sua carriera…ed ora va via perché come dice Lo Monaco il vento non si può trattenere e Marco nonostante le lacrime è pronto all’ennesimo salto come Martinez. Fine della favola e di questo ennesimo campionato tra gioie molte e dolori, una classifica con 45 punti che consegna e scrive una nuova storia, un nuovo capitolo, un nuovo futuro. La stagione che ha insegnato a tutti di parlare alla fine e non all’inizio… analizzare si, valutare anche ma non distruggere, perché alla fine ha ragione chi credeva fin dall’inizio all’ennesimo progetto e chi sta costruendo qualcosa di nuovo, di diverso, di magico non ancorato alla semplice salvezza…. per crescere come Biagianti e Martinez…tutti insieme con l’aiuto di tutti. Chapeau!
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| Ultimo aggiornamento Domenica 16 Maggio 2010 18:19 |





Partiamo dalla fine: le lacrime di Biagianti li assorto dagli applausi del pubblico del Massimino e coperto dalla maglia per non far vedere la commozione. Questo è il calcio vero, queste sono le emozioni consegnate da Catania e Genoa senza dimenticare Orazio Russo il figlio dell’Etnea che gioca e bene gli ultimi minuti della sua carriera proprio con quella maglia con cui fin da piccolo aveva cominciato grazie al Cavaliere Massimino.