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Editoriale: l'anarchia e' un segnale preoccupante PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Attilio Scuderi   
Domenica 30 Gennaio 2011 00:52

cataniamilan02_2    Tanta preoccupazione oggettiva intorno all’ambiente rossazzurro. Si poteva perdere per carità, in fondo al Massimino c’era in campo la capolista, ma quello che lascia perplessi sono sempre i soliti noti…gli errori, la mancanza di convinzione, l’essere arruffoni e un pericoloso vento di demotivazione che pervade il team etneo.

 

Gara fisica....il Milan, in fondo nel primo tempo, ha fatto il gioco del Catania e i rossazzurri targati Simeone somigliavano molto a quello firmato Giampaolo con le due linee molto strette, Gomez che ripiegava in mediana e Mascara unico a sostenere Lopez per il classico 4-4-1-1 . Partita brutta e poco spettacolare, imballata e spezzettata da innumerevoli falli a lenire il concetto di calcio. Doveva agire in contropiede il Catania, tattica giusta, ma non è mai riuscito a fare male, perche’ la ripartenza risultava sempre imballata, lenta e troppo macchinosa per consegnare pericolosità alla retroguardia rossonera.

 

Un aspetto negativo e’ stato dettato dalla confusione….non parliamo poi dei minuti finali, dove Simeone in maniera scriteriata a messo dentro tutto il potenziale offensivo che aveva in panca….ma anche nel primo tempo le competenze sembravano solo mera utopia, un’anarchia in campo che portava solo confusione anche nell’impostazione della manovra.

 

Mancanza preoccupante di lucidità dettata da molti passaggi sbagliati, appoggi errati e lanci verso Lopez approssimativi che limitavano il talento argentino. Anche le scelte iniziali si capiscono poco: gli infortuni per carità sono tanti, forse troppi, ma Simeone sicuramente ha messo del suo: il capitolo Carboni e’ emblematico…un giocatore,l’ennesimo, che non sta bene in campo? Un giocatore che non ti garantisce più il dinamismo di una volta in una gara del genere? Per carità scelte da parte del tecnico albiceleste, ma ci permetta errata.

 

Stesso discorso nell’incaponirsi in maniera costante sulla posizione da trequartista atipico di Mascara….la marcatura asfissiante di Van Bommel ha limitato totalmente il capitano etneo, che in più non appare sereno, vedi i nodi contratto con il Napoli alla finestra, palesando anche difetti di condizione, salta poco l’uomo. L’argomento poi si sposta su Ricchiuti… relegato in panca invece di dare fosforo a quella mediana che non e’ mai riuscita a dettare i tempi o accelerare la ripartenza…insomma forse anche Simeone come Giampaolo lo vede solo da trequartista e non da interno.

 

Simeone ha provato per carità a dare una scossa, la squadra per un lungo periodo dopo la rete del Milan ha premuto, mettendo i rossoneri dentro la loro area di rigore. Pressione totale si, ma mai veramente pericolosa tolto il colpo di testa di Pesce o la conclusione di Ricchiuti. Anche la scelta della difesa a tre poteva pagare, dava un segno di riscossa, di voler recuperare il gap, ma alla fine ha permesso al Milan di andare a nozze in contropiede la tattica preferita da Allegri. Fisiologico.

 

La confusione, ripetiamo, è stata totale e anche i semplici attacchi erano dettati più dalla disperazione o giocata del singolo, che da una pensata e concordata manovra collettiva. Anarchia tattica forse specchio anche della testa in questo momento dell’intero gruppo etneo. Tutto poi amplificato dallo scarso rendimento anche di chi va in campo: oggi non c’è un solo giocatore che stia ripetendo i fasti dello scorso campionato, anzi. Un calo totale delle prestazioni che sta facendo sprofondare anche il concetto di squadra.

 

Andujar continua con le sue “paperonzole” in ruolo assai delicato come quello del portiere, risultando purtroppo decisivo ma in maniera negativa. Non riusciamo purtroppo a ricordare un intervento, che sia uno, decisivo che abbia portato punti pesanti all’economia di squadra o alla classifica del Catania ed anche ieri dopo l’errore a Parma ancora una sua incertezza ha aperto la strada della vittoria al Milan. Rimaniamo in attesa, ma questo è il momento più difficile della gestione Pulvirenti: sarà forse un’eresia, ma le convergenze avverse sono totali e l’aria che si respira tra giocatori, dirigenza e pubblico non e’ sinceramente delle migliori. Urgono interventi repentini nel mercato…mancano poche ore e tutti si aspettano qualcosa da Lo Monaco: fatta secondo radiomercato per Bergessio, bisogna dare spazio e tempo alla manovra della mediana ergo un centrocampista di qualità e d’ordine al Catania servirebbe eccome, perche’ anche lo stesso Sciacca può crescere, ma ieri contro il Milan e’ apparso un Cucciolo indifeso.

 

I Numeri purtroppo sono impietosi: 7 sconfitte nelle ultime nove gare, una sola vittoria ed un pareggio, score che consegna solo sfiducia in tutto l’ambiente e lo stesso Simeone non sta trovando la corda giusta per stimolare un gruppo che sembra solo attendere che gli avversari facciano male e vincano la gara. Una strana atrofia insomma…speriamo di sbagliare nelle valutazioni e il trittico di gare che arriveranno possono subito scacciare via i nostri discorsi: Cesena, Bologna e Lecce risultano gare di vitale importanza, match decisivi per la classifica degli etnei che devono fare punti contro tutto e tutti provando a buttare oltre l’ostacolo qualsiasi mugugno di spogliatoio o qualsiasi incomprensione. Simeone però deve dare delle certezze anche  a livello tattico, perche’ se è vero che con Giampaolo la fase offensiva risultava sterile almeno l’organizzazione di gioco era impeccabile….e forse i problemi erano altri, insomma gli stessi che sta incontrando Simeone evidenziando, ma speriamo di sbagliare, che forse il male non è nella gestione tecnica, ma di chi va in campo.           





Ultimo aggiornamento Domenica 30 Gennaio 2011 10:26