| Vincere oggi per convincere domani |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Domenica 12 Settembre 2010 18:42 | |||
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Obiettivo tre punti, obiettivo vittoria. Il Catania torna nella sua casa per trovare il conforto della sua gente, la spinta del suo pubblico nonostante scioperi e prese di posizione contro la tessera del Tifoso. La cornice di pubblico sicuramente non è la solita ma la gente presenta dimostra di voler trascinare la formazione rossazzurra nonostante il silenzio delle curve.
Il passato che torna da scacciare, i fantasmi dell’uomo nero Marino da tenere in soffitta per dare spazio alla rabbia e alle motivazioni di una squadra ferita dopo la sconfitta di Verona di due settimane orsono. Angoli da smussare e difetti da limare queste le risposte che Giampaolo ricerca dal suo Catania formato casa. Il 4-3-1-2 non si tocca con l’unica novità consegnata dall’innesto di uno scalpitante Potenza al posto di Alvarez e il ritorno di Biagianti in mediana a dirigere i tempi dell’azione. Per il resto Ricchiuti si muove tra le linee da trequartista puro alle spalle delle due punte Lopez e Mascara.
Il Parma arriva al Massimino con un secco 2-0 al Brescia che ha consegnato a Marino buone indicazioni sulla salute del suo team e sulla comprensione dei meccanismi offensivi e tattici del suo 4-3-3. Gara viva e piena di agonismo in avvio, con continui capovolgimenti di fronte; soprattutto il Catania dimostra di voler fare la partita, mettendo subito le cose in chiaro, con la spasmodica ricerca fin da subito del gol. Ricchiuti si muove bene e non consegna punti di riferimento alla mediana di Marino: i movimenti dell’argentino uniti a quelli di Mascara spesso portano gli etnei a ricalcare l’attacco solito a tre. Proprio Mascara e Ricchiuti in non possesso stringevano centralmente per ripartire a ventaglio supportando ai lati Lopez. Le occasioni non mancano, il Parma fa poco e si vedeva solo con le “genialate” di Giovinco, mentre i rossazzurri con Mascara prima, tiro fiacco su buona iniziativa di Ricchiuti, e lo stesso argentino poi sfioravano la rete del vantaggio.
Il gol del vantaggio ritarda di qualche minuto: Spolli in mischia veniva abbracciato affettuosamente da Lucarelli…Tommasi da par suo era pronto a fischiare il penalty: rigore perfettamente tirato e trasformato da capitan Mascara che siglava l’uno a zero. Paradossalmente, dopo il gol, la formazione di Giampaolo rinculava eccessivamente il baricentro magari con l’intento di bucare con la velocità nelle ripartenze un parma che in ogni caso doveva uscire fuori da guscio per riprendere la gara. Premevano i ducali, provando soprattutto sugli esterni a creare la superiorità grazie alla vivacità di Antonelli. Marques risultava evanescente ma Potenza era chiamato a al doppio lavoro per il latitare, in pressione, di Izco. Le azioni pericolose per il Parma arrivavano sul soffrire nelle palle inattive del Catania: la difesa a zona portava ancora qualche falla in occasione dei tagli da sinistra verso destra che per fortuna non venivano sfruttati dagli avanti Crociati. Andujar volava e salvava il primo tempo su colpo di testa Paci lasciato colpevolmente da solo dalla retroguardia rossazzurra.
La ripresa e’ un non senso da parte di Giampaolo: il tecnico del Catania chiama la sua squadra alla fase difensiva totale: il Catania i primi quindi minuti non oltrepassa la mediana con Ricchiuti e Mascara schiacciati sulla linea dei centrocampisti ed il solo Lopez a dannarsi l’anima: trenta metri di distanza tra Lopez e il centrocampo e inevitabile pressione del Parma. I ducali non soffrono anzi pressano e cominciano con gli esterni e con la fantasia di Giovinco a creare problemi alla difesa in ossigeno del Catania. Andujar compiva il secondo miracolo stavolta su Zaccardo lasciato tutto solo e Giovinco su calcio piazzato baciava il palo e rossazzurri salvati dalla dea bendata.
Il Catania scompare non crea più gioco offensivo nonostante il doppio cambio di Giampaolo che metteva dentro Gomez per Ricchiuti e Carboni per Izco: 4-5- e Lopez a distanza di quaranta metri con Mascara e Gomez larghi sugli esterni a supportare i tre in mediana. Solo Gomez crea vivacità e solo sulle ripartenze per il resto è un monologo Parma in fase di possesso con la fortuna che i ducali non creavano presupposti di pareggio. Il secondo miracolo e salva risultato lo firmava ancora Andujar, migliore in campo, che toglie nuovamente le castagne dal fuoco alla difesa del Catania: soffre, non riesce a gestire il possesso insomma un Catania in trincea. Minuti che per fortuna dei rossazzurri passano con la difesa che per un verso o un altro riesce a non dare più spazio ai ducali e Giampaolo trova un jolly in Antenucci. Finisce il pomeriggio horror per Lopez che ha vissuto un vero e proprio incubo sportivo, avendo toccato solo tre palloni e aver corso in lungo e in largo in un pressing continuo ma senza senso. Gli applausi al momento della sostituzione non ripagano l’angoscia del bomber argentino, ma consegnano successivamente gloria ad Antenucci: in meno di due minuti il numero nove del Catania punta l’avversario e si procurava il secondo rigore di giornata. Mascara con classe gli consegnava la sfera e Mirko metteva dentro il raddoppio facendo tirare un sospiro di sogli evo a tutto il Massimino.
Nel finale Marino veniva cacciato da Tommasi per proteste, mentre Giovinco rimetteva in corsa nel recupero, con una punizione delle sue, il Parma. Non c’èra però più tempo, il triplice fischio di Tommasi fermava le speranze di rimonta degli uomini del tecnico di Marsala consegnando i primi tre punti in questo campionato al Catania. Vittoria cercata, vittoria ottenuta…oggi vale questo. Il cantiere di Giampaolo è in piena evoluzione, prova a trovare gli equilibri giusti, prova a migliorare giorno dopo giorno per trovare la quadratura del cerchio più avanti.
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| Ultimo aggiornamento Sabato 12 Febbraio 2011 12:22 |






