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Qualificati...ma con i soliti sospetti PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Attilio Scuderi   
Mercoledì 27 Ottobre 2010 22:48

spolli_esulta

 

Mercoledì freddo in tutti i sensi. La temperatura in quel di Catania si abbassa e lo stesso gelo si avverte sugli spalti deserti a rilevare l’ormai inutile importanza della Coppa Italia rimasta avida di allori e stimoli. Motivazioni che, però, non mancano in casa etnea, soprattutto da parte di quei giocatori finalmente stuzzicati dal tecnico di Bellinzona pronti a trovare il campo dopo essersi accomodati in questi tre mesi iniziali tra panchina e tribuna.

 

Molta curiosità per la prima del santificato Pablo Barrientos, stesso discorso per il banzai giapponese Taka Morimoto tornato a riassaporare il clima partita. Test dunque da non sottovalutare per Giampaolo che, nonostante la scarsa caratura delle seconde linee del Varese, provava a valutare nuove soluzioni e stato di forma di giocatori che potrebbero tornare utili nelle modifiche tattiche future.

 

Giampaolo lanciava un classico 4-3-3 pronto come al solito a ripiegare in 4-1-4-1 in non possesso: linea difensiva rivoluzionata per trequarti col solo Spolli confermato vista la squalifica di Bellusci. Campagnolo tornava tra i pali protetto da Alvarez, Terlizzi, Spolli, Marchese, mentre la mediana a tre vedeva Carboni davanti alla difesa supportato da Barrientos mezz’ala destra e Pesce a sinistra con il tridente offensivo Llama, Morimoto e Antenucci.

 

Scrivere della gara risulta difficile e stucchevole dati i ritmi blandi e noiosi della gara. La cronaca dei primi quaranta cinque minuti consegna però le due reti doverose che chiudono la pratica Varese già nel primo tempo grazie alla stoccata di Pesce e raddoppio che nasceva da un’invenzione di Barrientos che lanciava tutto solo Pesce altruista nel far segnare Antenucci. Queste le due reti, nel mezzo invece bisogna registrare le buone cose in palleggio di Pitu Barrinetos, ottimo come sapevamo nel tocchettare, piedi di fata, scaltro nel dribbling aiutato anche dalle marcature non asfissianti, ma leggere.

 

La sua gara consegna passi importanti verso il suo totale rientro, ma ha confermato il suo essere ancora acerbo dal punto di vista fisico per affrontare una gara in serie A.

 Per chiudere il cerchio della frazione iniziale non prendeva voto la difesa quasi mai stuzzicata dagli avanti del Varese e si registrava solo il cambio Terlizzi- Martinho per un problema muscolare occorso al centrale romano. In mediana Carboni risultava altamente falloso con continui errori in appoggio, mentre oltre la rete e l’assist Pesce era il più vivo e il più in palla. In avanti il tridente non ha fatto sfracelli con Llama spettatore disincantato e Morimoto vivo, ma spesso arruffone e non sempre disciplinato nell’aggredire lo spazio.

 

Cambiano gli uomini, ma gli errori sono sempre gli stessi: cosi si apre il secondo tempo dei rossazzurri che in avvio subiscono la rete del Varese con la stessa sbavatura purtroppo ammirata nelle scorse gare. La percussione di Mustacchio arrivava dalla sinistra, Alvarez non aggrediva, il cross preciso scavalcava Spolli e trovava la testa di Eusepi che anticipava la diagonale di Marchese. Fotocopia insomma delle ultime quattro reti subite dal Catania in campionato.

 

Per fortuna la gara non si complica, almeno per ora, e sfruttando la prima occasione stavolta su palla inattiva Del vecchio, appena entrato per Carboni, metteva nelle condizioni Morimoto di carambolare in rete il nuovo più due sui varesini.

 

Applausi per Del vecchio che scaldava le mani al portiere Rodrigo e Spolli perfetto nell’arpionare sulla linea il pallone calciato a botta sicura da De Luca dopo aver scavalcato Campagnolo.

 

Ripresa, però, che ha visto la scomparsa dal campo di Barrientos ha confermare ancora le titubanze di Giampaolo, stesso discorso ancora per Llama mai entrato in partita, mentre Antenucci ha un passo in più rispetto a tutti, ma non allunga per salvaguardare la gara contro la Fiorentina. Bene Martinho invece anche in fase difensiva ed applausi per Maxi Lopez entrato al posto di Antenucci.

Gara finita? Per nulla e a riaprirla ci pensa lo stesso Catania con ancora gli stessi errori o orrori: prima Alvarez dopo Chievo atterra in area De Luca per il più classico dei penalty. Rigore trasformato da Frara per il 3-2. Non è finita: perché il Catania si complica la vita ancora con l’immobilismo della linea difensiva che ancora una volta passivamente permette il cross ancora dal lato di Alvarez per il colpo di testa in totale solitudine di Frara per il clamoroso 3-3.

 

Dalle stelle alle stalle… con tredici minuti per trovare una qualificazione che sembrava scontata, demolita dalle amnesie tattiche e mentali della formazione rossazzurra. Campagnolo smanaccia la beffa di Eusepi che fa sussultare i pochi presenti allo stadio indispettiti dall’atteggiamento dei giocatori etnei.  

Minuti finali che consegnano solo confusione e poche occasioni con Spolli attaccante aggiunto per sopperire ad un Barrientos senza gamba e fiato relegato davanti alla difesa solo a toccare il pallone con passaggi di prima. Ad un secondo dalla fine Llama ha l’occasione per timbrare la presenza ma tutto solo decide per il colpo sotto a scavalcare Rodrigo ma la sfera veniva salvata sulla linea da Corti.

 

Si aprivano le porte dei supplementari e trenta minuti a riscaldare l’infreddolito pubblico, con Del vecchio assoluto protagonista: prima Rodrigo in apertura diceva no ancora all’inzuccata del numero 4 etneo che si ripeteva ad inizio secondo periodo in acrobazia, ma la sfera finiva sopra la traversa. Barrientos si accasciava a terra per i continui crampi e Catania praticamente in dieci a soffrire fino alla fine.

 

Non incideva nemmeno Maxi Lopez sempre oggetto isolato dal concetto di squadra ed esaltato solo da se stesso con azioni personali create e concluse senza fortuna.

Il sussulto però arrivava al minuto 115’: Llama finalmente azzeccava qualcosa e la traiettoria su calcio d’angolo trovava la testa di Spolli che centrava l’incrocio bucando l’estremo varesino per il tormentato 4-3.

 

Finiva cosi con il sospirato triplice fischio finale che sanciva una qualificazione fin troppo sofferta. Una vittoria che regala di buono solo il passaggio al turno successivo, ma che lascia i soliti dubbi dell’immediato periodo, con i soliti errori, le solite sbavature e le solite lacune dal punto fisico e tattico di alcuni singoli.





Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Ottobre 2010 23:23