| Centrocampo arma vincente |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Mercoledì 21 Aprile 2010 12:51 | |||
Spesso si indica come zona neutra, come parte del campo in cui il pallone viaggia dalla difesa all’attacco, come cerniera tra i reparti e chi ne fa parte spesso fa il lavoro sporco, quello rude che consiste in recuperi del pallone a scapito anche delle caviglie avversarie, di sgroppate palla al piede per trasformare le azioni da difensive in offensive per poi cedere palla al “numero 10” di turno, piuttosto che coprire un terzino che sale a dar manforte all’azione offensiva. Ma nel calcio non tutti i centrocampisti sono così sfortunati, quelli del Catania ad esempio rientrano nell’elite di mediani che hanno anche compiti di un altro tipo, più offensivi. Si perché a vedere giocare il Catania ci si rende conto di come quei giocatori negli anni spesso bistrattati e meno considerati rispetto ai colleghi attaccanti siano diventati cardini fondamentali di uno scacchiere tattico che fa perno proprio su di loro.
CON MIHAJLOVIC – Sinisa è stato chiaro fin dal primo giorno “voglio i vostri inserimenti” ha detto ai suoi mediani e detto fatto, Juentus-Catania viene vinta grazie ad un contropiede innescato si da una punta (Plasmati) ma concretizzato dall’insospettabile Mariano Izco, al suo primo goal in serie A con la maglia del Catania (uno in Coppa Italia lo aveva già fatto). Da quel giorno i centrocampisti etnei sono diventati letali e fino ad oggi hanno messo a segno pensate il 24% delle reti rossazzurre (9 reti su 40 totali). In realtà alcuni di questi goal erano arrivati anche nell’era Atzori segno che il lavoro del tecnico di Collepardo non era un lavoro fine a se stesso ma aveva valevoli fondamenta. Biagianti (3), Ricchiuti (3), Llama (2), Izco (1) sono questi i numeri del centrocampo rossazzurro ad oggi, numeri importanti che fanno capire la genuinità di un lavoro certosino sviluppato nel tempo, amichevole dopo amichevole, partita dopo partita.
SOLO MARINO COSI’ – la recente storia del Catania consegna numeri molto differenti che si avvicinano a quelli della stagione 2009/2010 solo nella prima era calcistica in massima serie con Pulvirenti, la gestione Marino. Furono anche allora 9 le reti messe a segno dal centrocampo rossazzurro che aveva in organico un Fabio Caserta allora strepitoso autore di ben 6 reti stagionali. Pacchetto reti completato dalle 3 marcature di Colucci.
ZENGA E BALDINI-ZENGA – nella scorsa stagione invece arrivarono solo 4 reti dalla mediana ad opera di Ledesma (2 uno su rigore contro il Chievo), Baiocco e Tedesco. Era un Catania diverso che fondava tutto il suo essere sul carattere infusogli dal tecnico Zenga e dalla capacità di qeust’ultimo di preparare le gare come partite a scacchi variando spesso impostazione di gioco. Non era dunque previsto uno schema fisso come quello che porta all’inserimento in questa stagione di un centrocampista in ogni azione ficcante da parte degli avanti rossazzurri. Stesso discorso col Catania di Baldini-Zenga (subentrato al toscano nelle ultime 7 giornate). Ancora 4 reti dalla mediana ad opera stavolta di Baiocco e Colucci nell’era Baldini e doppio Vargas (Napoli e Udinese) in quella Zenga che muoveva i primi passi col suo Catania e indovinava la mossa Vargas in mediana.
Insomma nel calcio il centrocampo può addirittura rompere gli equilibri sistematicamente in ogni gara, è questa l’indicazione più forte che arriva dalla gestione Mihajlovic, chissà che la permanenza del tecnico serbo la prossima stagione sulla panchina del Catania non porti calciatori in quel ruolo che abbiano fame di goal e che siano di un certo calibro, ma soprattutto che quelli che già ora ci sono e che magari hanno dato meno in questa stagione possano strabiliare e tornare grandi la prossima, Ledesma, Sciacca e Del vecchio sono avvisati.
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Aprile 2010 12:58 |





