| Cronaca: da poker a poker |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Daniele Di Frangia | |||
| Domenica 17 Aprile 2011 18:04 | |||
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Poker che dai, poker che prendi. Il pubblico del Massimino aveva lasciato gli spalti dello stadio con la quasi “manita” ai cugini palermitani mentre oggi deve tornare a casa provando quell’amarezza che i rosanero assaporarono due settimane fa. Un risultato netto, pesante, che non lascia alibi per un match affrontato senza cattiveria e senza grinta.
Formazioni previste, Simeone ritrova Capuano a sinistra e torna al 4-2-3-1 del derby. Reja punisce il discolo Zarate lasciandolo in panchina per un ritardo ingiustificato alla rifinitura. Dentro Sculli. Pronti via e si capisce che la partita la faranno i biancocelesti che prendono sempre più campo e cercano il pertugio giusto. Catania troppo remissivo e schiacciato all’indietro. Ne nasce un giro palla biancoceleste che, anche se non sempre pericoloso, blocca gli etnei. Al quarto d’ora Sculli si fa male e lascia il posto proprio a Zarate, uomo che si rivelerà decisivo per i suoi. La Lazio è più pimpante e al 40esimo passa. Lichsteiner in mezzo per Mauri che fa la sponda ad Hernanes che trova il tap-in vincente. Si va all’intervallo.
Ripresa col botto. Neanche un minuto ed il Catania pareggia. Ci prova Bergessio, Muslera respinge e Schelotto di rapina sigla il pari. Sempre l’italo-argentino ha l’occasione del vantaggio con un bel tiro a giro terminato alto di poco. Il Catania però non tiene il ritmo e la Lazio si fa di nuovo sotto. Zarate serve Mauri in area che appoggia in rete. Le immagini riveleranno che il giocatore era in netto fuorigioco. Gli etnei non abbozzano ad una reazione ed anche i cambi non svegliano una squadra assente. Così ancora Hernanes può tagliare la difesa come vuole e servire Floccari per il 3-1. La ciliegina sulla torta la mette Mauro Zarate il migliore dei suoi che su punizione dal limite firma il 4-1.
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