| Editoriale: Aquila tramortita, ora è caccia alla Zebra |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Domenica 28 Novembre 2010 17:00 | |||
![]() Lazio Catania finisce in pareggio, ed i rossazzurri gongolano per un risultato che poteva addirittura vedere la vittoria se Potenza avesse avuto il coraggio di tirare in porta e far goal all’ultimo secondo di partita. Niente di grave però, perché il pareggio è stato sudato e giusto ed il Catania esce più forte e consapevole dei propri mezzi dall’Olimpico di Roma, con un Martinho in fase ascendente, così come Ledesma, Terlizzi e Alvarez bene nonostante abbiano trovato la titolarità solo da poche partite.
PRIMO TEMPO – squadre che si affrontano a volto coperto nessuna delle due vuole rischiare nulla, nemmeno la Lazio che gioca in casa e dovrebbe sfruttare il fattore campo. Reja dunque non snatura la sua squadra ed il suo modo di pensare il calcio, dimostrando grande rispetto per i rossazzurri oggi in maglia rossa a bande bianco-azzurre. Il Catania si procura diverse occasioni di cui nessuna limpidissima tanto che i più pericolosi sono proprio i laziali con il talento brasiliano Hernanes che non riesce a convertire in rete un ottimo pallone stoppato di petto in area avversaria. Partita blanda senza grosse emozioni sbloccata dal solito calcio piazzata vera arma in più di questo Catania versione Giampaolesca: Llama taglia un cross dalla bandierina per la testa di Silvestre che sfrutta le sue doti di saltatore raggiungendo a quota due reti stagionali il compagno di reparto Terlizzi. Ma come contro il Palermo la gioia rossazzurra dura pochissimo pochi giri di lancette e Hernanes sfrutta la distanza tra i reparti etnei e buca Andujar che forse qualcosa in più su quella conclusione da fuori poteva fare. Il risultato del resto rispecchia ciò che si è visto in campo.
SECONDO TEMPO – stesso trend della prima frazione di gara anzi se possibile pure più noioso. Pochissimi acuti uno per parte con una magia di Zarate che fa il funambolo tra le maglie etnee e conclude con un tiro morbido diretto all’incrocio dei pali che Andujar manda ottimamente in angolo e poi con la giocata di Ledesma che viene chiuso in area da Radu per un rigore solare non concesso ai rossazzurri. Poteva essere il colpo del KO in ragione del fatto che la Lazio non ha poi dimostrato la verve giusta per vincere la gara. Giampaolo come suo solito non è ligio a sovvertire le scelte fatte ad inizio gara e aspetta qualche minuto prima di inserire Martinho che ha subito un ottimo impatto in campo anche se si dimostra poco preciso in alcuni lanci tentati. Discutibile il doppio cambio che ha messo fuori Llama e Mascara entrambe in ombra quest’oggi ma gli unici della formazione rossazzurra in grado di calciare i piazzati. Il primo dei due era infortunato d’accordo e dunque giusto inserire Martinho, ma perché togliere un pur spento Mascara per un defunto Izco? Mossa che non ha sortito effetti anzi è stata a tratti molto negativa, ma soprattutto cambio sprecato che invece poteva essere utilizzato subito per togliere Morimoto dal campo e inserire Antenucci cercando di sfruttare prima la velocità dell’Italiano. Andujar salva tutto all’ultimo minuto e sul ribaltamento Potenza servito da Gomez in un tre contro due spreca il goal della vittoria.
Rimane il punto conquistato e la consapevolezza di disputare un campionato in linea con quello che è l’andamento delle altre formazioni. Fermare la Lazio in casa, una Lazio seconda in classifica, è un ottimo viatico per il prosieguo della stagione, ma si può sempre fare meglio, curare i dettagli porterà questa squadra un giorno (speriamo davvero vicino) a quel definitivo salto di qualità tanto atteso che sarà foriero di nuove ed esaltanti conquiste. Il prossimo futuro però dice Juventus in casa, arriva la Zebra più pesante e meno agile dell’Aquila, l’Elefante è comunque pronto a darle la caccia.
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| Ultimo aggiornamento Domenica 28 Novembre 2010 17:16 |






