| Editoriale: c’è da lavorare Diego |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Daniele Di Frangia | |||
| Sabato 22 Gennaio 2011 21:06 | |||
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C’è una sottile linea di amarezza in ogni tifoso rossazzurro dopo la sconfitta del Tardini. La ventata d’entusiasmo arrivata in settimana dopo il cambio del tecnico aveva risvegliato i torpori e gli umori di città e tifoseria e l’arrivo di Diego Pablo Simeone aveva fatto credere di cambiare rotta già in pochi giorni.
E invece la infida e pericolosa Serie A ci punisce e ci risveglia chiamando tutti a rimboccarsi le maniche. Primo fra tutti proprio Diego Simeone, l’uomo della provvidenza che per quanto bravo sia non può certo moltiplicare i pani e i pesci in due allenamenti. Servirà un po’ di tempo anche se di tempo poi non ce n’è. Sta di fatto che già una prima positiva impressione el Cholo l’ha data. Per un tempo la squadra è stata sui binari giusti. Corta, aggressiva, coraggiosa e motivata. Ma con ancora il fantasma Giampaolo ad aleggiare sul Tardini. Non è stato tutto spettacolo anche nel primo tempo quando il Parma pauroso e timido costringeva quasi lo stesso atteggiamento ai rossazzurri per alcuni tratti. Ma la pericolosità degli etnei comunque c’è stata. Un paio di occasioni d’oro, soprattutto quella capitata al Papu Gomez solo davanti la porta. L’idea del Cholo si è intravista, la mobilità dei tre tenori (Gomez, Mascara, Ricchiuti) dietro il soprano Lopez con la possibilità di scambiarsi palloni e posizione è una prima infarinatura del tecnico che va ancora affinata e lavorata con cura. Lo stesso Ledesma ci ha messo intensità e ritmo e questo è un buon segnale.
Poi c’è la grande prova di Fabio Sciacca. Lanciato al posto di Carboni, il numero 26 rossazzurro ha giocato con eleganza e personalità, assaggiando e affondando i tacchetti ai mediani ducali. Diversi i falli sistematici su di lui per non fare ripartire l’azione. Adesso bisogna entrare nei tempi e nei meccanismi della squadra ma il segnale è decisamente positivo.
Consideriamo la difesa. Qualche occasione concessa al Parma (vedi Zaccardo su palla inattiva nel primo tempo o Candreva in contropiede che spreca) di troppo e un movimento non coordinato sul primo gol (Candreva doveva essere in fuorigioco). La punizione di Giovinco è una prodezza che non può essere considerata nell’economia puramente tecnica del gioco.
Infine la mentalità. L’idea di una squadra corta ed aggressiva è quella che perseguirà il tecnico sudamericano. Ma ci sarà da lavorare su. Non tanto per la qualità dei giocatori che c’è e permette un gioco più palla a terra ma per una questione fisica e di tempo. Fisica perché la squadra deve essere sorretta da un’ottima condizione per giocare al massimo 90 minuti. Questo è un tipo di gioco più dispendioso e dunque saranno decisivi anche i ricambi. Con Barrientos e Antenucci ceduti, è chiaro che le armi a disposizione per un calcio offensivo sono diminuite. Se consideriamo anche il cambio di modulo del Cholo nella ripresa (da 4-2-3-1 a 4-3-1-2) capiamo come il tecnico possa far ricorso anche alle due punte nel corso della partita. E allora dovrà guardare la panchina e far scaldare l’uomo giusto. A patto poi che la squadra si sollevi anche in caso di momentanea sconfitta.
Mentalità e gioco dunque, forza Diego, che la forza sia con te.
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