| Editoriale: Catania bagnato, Catania fortunato |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Stefano Auteri | |||
| Domenica 13 Marzo 2011 18:33 | |||
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Esistono due diverse scuole di pensiero su quale sia la vittoria più bella. Alcuni teorici, fra cui i massimi esponenti sono i tifosi del Barcellona, reputano più appagante un successo di larga misura, con giocate entusiasmanti e superiorità netta sugli avversari; altri invece amano ottenere i tre punti lottando, disputando magari partite non perfette sul piano tattico ma piene di vigore agonistico e sbloccando il risultato nei minuti finali in un tripudio di rabbia e gioia. Tra questi ultimi, alcuni dei teorici di maggior spicco fanno parte indubbiamente del popolo rossazzurro e la partita contro la Sampdoria è stato l’esempio perfetto di tale assunto. 90 minuti intensi fatti di corsa e concentrazione con una proprietà di palleggio ed una personalità raramente visti fino ad ora nella gestione Simeone che hanno permesso agli etnei di superare la Sampdoria nella graduatoria. Dopo la sconfitta di Firenze infatti tutti si aspettavano un Catania grintoso e così è stato.
Le primissime battute non hanno deluso le attese e sono state caratterizzate dall’aggressività di Maxi Lopez e compagni, favorita dal perfetto approccio mentale con cui erano entrati in campo. Il vero assedio, la vera battaglia però è iniziata a partire dal minuto 23 quando una trattenuta di Tissone ai danni di Gomez aveva punito con il secondo giallo il mediano blucerchiato regalando una superiorità numerica insperata ai padroni di casa. Da quel momento in poi in campo c’è stato solo il Catania. Nel fango di un Massimino appesantito da una pioggia incessante, la squadra di Simeone ha tenuto il pallino del gioco per tutti i restanti 67 giri di lancetta chiudendo gli ospiti all’interno della propria area di rigore. Un assalto all’arma bianca che troppo spesso si è infranto centralmente contro il muro formato da Volta e Martinez ma che, col passare del tempo, è riuscito a sfiancare gli avversari trovando su palla inattiva una rete tanto bella quanto importante. Stavolta inoltre anche le direttive del Cholo sono sembrate azzeccate poiché la sua costante richiesta a Lodi di allargare il gioco sulle fasce per Schelotto è stata una delle armi vincenti insieme all’inserimento di Llama autore fino ad oggi di una stagione non proprio esaltante. Oltre ai tre punti importantissimi per una classifica che stava diventando sempre più preoccupante in virtù dei risultati inaspettati di Brescia, Cesena e Bari, in questa vittoria possono essere evidenziati tre aspetti positivi che serviranno sicuramente per ridare convinzione al gruppo dopo la batosta di Firenze.
In primis il fattore campo. I rossazzurri con questo risultato hanno messo a segno la terza vittoria consecutiva tra le mura amiche, un fattore decisivo in questi cinque anni di Serie A e che in questa stagione non stava fornendo l’apporto aspettato. In aggiunta inoltre questi tre punti sembrano aver rinvigorito il feeling tra la squadra e la tifoseria apparsa titubante riguardo alcune scelte del mister e l’approccio mentale degli undici mandati sul rettangolo verde (la contestazione di giovedì durante la seduta di allenamento lo dimostra). Il secondo dato da evidenziare riguarda invece il reparto difensivo ed il povero Andujar. Dopo ben 1080 minuti la porta dell’estremo difensore argentino finalmente è rimasta inviolata, risultato che non accadeva esattamente dalla vittoria interna per 1-0 contro il Brescia. Il numero 0 nella casella dei gol subiti sarà sicuramente una dose di fiducia aggiuntiva per Andujar e compagni, anche se effettivamente il peso offensivo dell’avversario odierno è stato inesistente e solo in un’occasione Maccarone è riuscito ad avvicinarsi alla porta avversaria. L’ultimo ma non meno importante elemento di riguardo è stato l’autore del gol, Cristian Llama.
Al suo ingresso in campo dalle tribune si è avvertito un leggero mugolio di dissenso che è diventato sempre più sonoro ed incisivo ad ogni palla sbagliata dal giocatore in maglia numero 16. Effettivamente sarebbe difficile dare torto al pubblico rossazzurro. Nei 22 minuti che hanno separato il suo ingresso in campo dal gol partita, Llama non è riuscito a combinarne una giusta. Passaggi elementari sbagliati, tentativi di dribbling insensati e puntualmente sventati dalla difesa, nonché cross mal calibrati inutili per il duo Bergessio-Maxi Lopez. Un disastro insomma fino al momento in cui si è ricordato di avere un sinistro da urlo ed ha deciso di mostrarlo all’incolpevole Curci. La perla al volo direttamente da calcio d’angolo è uno di quei gol che difficilmente ti scordi in carriera e se ad un tale gesto balistico aggiungi l’importanza della segnatura, il gioco è fatto. L’effetto di questa prodezza potrebbe far ritrovare al Catania il giocatore tanto apprezzato la scorsa stagione che aveva fatto interessare anche le grandi in sede di mercato e che per Lo Monaco era un bene prezioso.
Tre aspetti di fondamentale importanza dunque che sommati ad un balzo in classifica potranno sicuramente aiutare i rossazzurri nello sprint salvezza passando per la complicata trasferta di Udine nella speranza di non rivedere il film di Napoli e Firenze.
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