| Editoriale: Catania-Inter, oggi come ieri |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Daniele Di Frangia | |||
| Domenica 16 Ottobre 2011 01:23 | |||
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fonte foto: corrieredellosport
Ebbene si, è riaccaduto. Un anno e mezzo dopo quel famoso 12 marzo 2010 il “Clamoroso al Cibali” sconquassa le menti dei nerazzurri che ormai vedono diventare sempre più bestia nera il Catania ed il Massimino. Come accadde in quei lontani anni 60, oggi come ieri ma un ieri anche recente visto che il precedente è molto vicino. La pioggia ancora a far da cornice al trionfo rossazzurro e allo scioglimento nerazzurro come neve al sole. La notte a impreziosire la gioia immensa dei tifosi. Questioni climatiche, ambientali, ci si attaccava a tutto prima del match e si conferma soprattutto dopo la ragione degli scaramantici che credono nella cabala e spesso, lo dobbiamo dire, ci azzeccano.
È forse la partita della svolta. Mentale perché fisicamente la squadra che pur patisce tanti infortuni (come altre squadre del campionato) regge bene nelle sue fondamenta. Ancora una volta una grande prestazione della difesa eccezion fatta per quel gol a freddo dopo quattro minuti, ancora grande sacrificio da parte di tutta la squadra e salto mentale che forse sussurriamo sta per compiersi. Battere una big come l’Inter può e deve dare un grande slancio a tutti come chi tocca il cielo con un dito. Parlare d’impresa oggi appare eccessivo e fuori luogo perché il Catania non è più nuovo al segno 1 con i colossi del campionato. E allora è giusto che questa vittoria serva soprattutto per il futuro, per una squadra che aveva già sfiorato per pochissimo il bis contro la Juventus (sempre sotto la pioggia) e farà di certo venire i sorci verdi a chi dovrà ancora scendere al Massimino.
Per l’Inter una batosta non indifferente che allontana sensibilmente i nerazzurri dalla vetta. Un’Inter forse sopravvalutata alla vigilia ma con quei nomi in rosa non puoi permetterti passi falsi. Oggi come ieri una sconfitta che pesa e tanto nell’economia di un campionato ma anche di una stagione. Se l’Inter mourinhiana pur con tutti i titolari perdeva al Massimino mettendo a rischio lo scudetto ma poi realizzava il Triplete, quella odierna sembra una copia sbiadita di quello squadrone robusto anche mentalmente. Il calo della ripresa resta inspiegabile e la pioggia ha reso ancor più deflagrante la prestazione della squadra. E se quel trionfo del 12 marzo arrivava ormai a tre quarti di campionato sul groppone, quello di oggi può aprire scenari importanti alla sesta. Una squadra che ha dimostrato di saper ruggire con tutti e che può dire la sua. Come dice un noto cantautore del momento “il bello deve ancora venire”
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