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Editoriale: Ce l’ho, mi manca PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Daniele Di Frangia   
Domenica 15 Maggio 2011 19:35

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Vittoria al 95esimo? Ce l’ho. Sgambetto ai giallorossi? Ce l’ho. Vittoria contro una grande? Ce l’ho. Record di punti in Serie A? Ce l’ho pure. Si potrebbe tranquillamente giocare con le figurine questa sera dopo la girandola di emozioni vissute oggi al Massimino. Uno stadio stracolmo di gente e di entusiasmo per l’ultimo abbraccio della stagione ai propri beniamini che chiuderanno il campionato domenica a San Siro. I prezzi popolari sono certamente serviti ma aldilà di questo era la partita in sé a creare attese e motivazioni. Dopo una settimana spesa a caricare l’ambiente e chiedersi se si fosse messo l’impegno giusto per una partita che a livello di classifica non contava nulla, oggi hanno parlato i fatti. E soprattutto hanno gioito coloro i quali in barba alle quote dei bookmakers si sono giocati l’1 fisso dei rossazzurri. Fiducia ripagata al 95esimo e risposta anche alle insinuazioni o alle preoccupazioni degli ambienti laziali. Forse Reja e compagnia dimenticavano i trascorsi biancazzurri di Diego Simeone che uno sgambetto ai giallorossi lo avrebbe fatto ben volentieri anche per una questione di appartenenza. La Roma scesa al Massimino non ha fatto una grande impressione. Vero il discorso degli infortuni e delle squalifiche, così come i problemi fisici dei vari Juan, Borriello, Greco e Cassetti durante la partita danno un alibi a Montella che ha visto accendersi la spia rossa della benzina già ad inizio ripresa. Ma in chi era in campo non si è vista quella cattiveria e quella convinzione di poter raggiungere la Champions. La radiolina da Verona non aiutava nemmeno visto che l’Udinese ipotecava il quarto posto con un secco 2-0.

 

E allora l’arrembaggio del Catania doveva riuscire prima o poi a premiare squadra e pubblico che tanto credevano alla rimonta. Simeone smentiva il proprio cambio togliendo Terlizzi ed inserendo Lodi lasciando una difesa a 3 con due terzini. Rischio calcolato visti gli sterili attacchi giallorossi. Il resto è stato foga, volontà e determinazione in una gara che a qualcuno avrà ricordato la drammatica salvezza del 2008. Il canovaccio è stato molto simile, gli obiettivi decisamente diversi.

 

E poi i giocatori in campo. difficile citare qualcuno e ignorare qualcun altro. Ma certamente Gonzalo Bergessio, il campo dice questo, è l’uomo più in forma del Catania. Terzo gol consecutivo, tutti fondamentali e tutti da attaccante puro. Una delle tre pedine di gennaio rivelatasi decisiva per una salvezza consacrata nelle ultime partite. È quasi un peccato che il campionato debba finire adesso sul più bello. I rossazzurri, alla terza vittoria consecutiva, hanno raccolto 10 punti in 4 partite, posizionandosi al primo posto della colonna di destra della classifica ma a -2 da un Genoa definita la regina del mercato in estate.

 

Il dubbio che questa squadra fosse cresciuta nel finale c’era già, adesso il ragionamento può essere confermato dai fatti. Gli stessi che parlano di record di punti in Serie A (46, un numero amico) in una stagione dove il pessimismo aveva preso il sopravvento. Più della scorsa stagione quando la cavalcata di Mihaijlovic sembrava un qualcosa di sensazionale (ma si pagò l’inizio disastroso). Insomma tante soddisfazioni da mettere nell’album dei ricordi di quest’anno in attesa dell’eventuale ciliegina di domenica prossima a San Siro.