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Editoriale: Chi si accontenta gode… PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Stefano Auteri   
Domenica 10 Aprile 2011 17:34

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Lo ripetevamo da una settimana: “quella di Bari non sarà una scampagnata”, e così è stato. Quella che è andata in scena allo stadio San Nicola è stata una partita dura, tatticamente molto contratta, giocata da due squadre in preda ad una sindrome da sconfitta che alla fine ha prodotto un pareggio che se tutto sommato fa sorridere il popolo rossazzurro, ha per i pugliesi il sapore della retrocessione. Sin dai primi minuti è stato subito chiaro il canovaccio imposto da mister Simeone: ritmo lento e circolazione della palla in attesa di trovare il pertugio giusto per castigare la precaria difesa dei galletti. Ma la strategia del tecnico di Buenos Aires è stata ben presto rovinata da un atteggiamento decisamente volitivo da parte di un Bari pimpante e mai arrendevole, capace di mettere in difficoltà la squadra ospite con la velocità del suo tridente. Il gol poi con cui Gazzi ha portato in vantaggio i suoi (gentile regalo di Carboni autore di una marcatura alquanto rivedibile) sembrava aver peggiorato inesorabilmente la causa del Catania facendo presagire l’ennesimo ko esterno.

 

Ed invece ecco la reazione che non ti aspetti. Velocità raddoppiata, Marchese ed Alvarez più propositivi in fase offensiva e soprattutto un Maxi Lopez capace finalmente di mettere in ambasce da solo la difesa avversaria. Proprio il numero 11 è stato sul finire della prima frazione l’autore di un gol dall’altissimo coefficiente di difficoltà con una torsione straordinaria in mezzo a due avversari all’interno dell’aria di rigore concluso con un destro sporcato da una deviazione che si è lentamente spento in fondo al sacco. Ecco dunque i due elementi di fondamentale importanza da ricordare e conservare in un cassetto pronti per essere utilizzati nelle prossime gare. In prims l’aspetto caratteriale con cui i rossazzurri hanno saputo emergere da una situazione difficile, aiutati soprattutto dall’autorevolezza con cui Ledesma ha guidato il centrocampo e dalla freschezza ed agilità di un Alvarez ritrovato. Il fattore carattere nel secondo tempo è stato un costante leitmotiv favorito anche dal perfetto avvicendamento di Lodi (apparso completamente avulso dal gioco) con Schelotto comandato da un Simeone attento ed abile nel girare in suo favore la partita. In secondo luogo l’altro punto fondamentale che già si era intravisto nel magnifico poker della scorsa settimana è rappresentato dalla ritrovata condizione fisica, e soprattutto mentale, con cui Maxi Lopez è riuscito a farsi carico del reparto offensivo allargandosi sovente sull’out di sinistra e incarnando perfettamente il ruolo di leader con assist al bacio per Bergessio (oggi molto impreciso) ed incursioni personali sempre pericolose.

 

Una partita bifronte dunque, esemplare per gli amanti del solito dibattito riguardante il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Indubbiamente classifica alla mano e considerando il valore dei singoli giocatori, la partita odierna per qualcuno potrebbe essere stata un’occasione gettata al vento per portare a casa il bottino pieno ed infatti nel corso della ripresa almeno per ben tre occasioni gli uomini del Cholo si sono presentati indisturbati davanti a Gillet senza mai affondare il colpo. A discolpa però di una squadra mai completamente corsara in trasferta bisogna ricordare l’importanza di questo punto conquistato tenacemente, a fronte degli altri risultati delle dirette concorrenti. Ad oggi infatti il Catania occupa il 14° posto in classifica con cinque lunghezze dalla terzultima che a sei giornate dal termine rappresentano un bottino più che importante e che domenica prossima contro la Lazio potrebbero addirittura aumentare regalando una tranquillità assoluta.

 

Inutile dunque amareggiarsi per ciò che poteva essere e non è stato, del resto bisogna anche considerare le difficoltà difensive con cui gli etnei sono scesi in campo (inedita coppia centrale Augustyn-Terlizzi) e l’arrembaggio finale con qualche sbavatura di Andujar che avrebbe potuto compromettere una partita “onesta”. Insomma né entusiasmo né pessimismo, ma piuttosto tranquillizzante realismo con cui affrontare le prossime insidie cercando di sfruttare a pieno il tanto famigerato “fattore Massimino” consapevoli che i ragazzi hanno cercato anche oggi di seguire a pieno i dettami del mister non sottovalutando assolutamente un match delicato che in ogni caso permetterà di aumentare ancor di più il morale di uno spogliatoio ancora eccitato dopo il trionfo del derby.