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Editoriale: cuore si, punti no PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Daniele Di Frangia   
Domenica 06 Febbraio 2011 17:37

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Continua a non girare la ruota in casa Catania. Per l’ennesima volta ci troviamo a dover commentare una partita sfortunata, segnata da errori di qualcuno e che lascia l’amaro in bocca per quello che poteva essere e non è stato. A Bologna l’approccio alla gara era stato più che buono con una squadra aggressiva, volitiva e pronta a depredare il Dall’Ara dei tre punti. Il finale ci penalizza ancora.

 

Il transfert di Bergessio continua a fare le bizze e allora Diego Pablo Simeone opta per due dei tre acquisti. Conferma per Lodi dopo l’ottimo impatto di Cesena ed esordio per Ezequiel Schelotto, slegato sulla fascia destra di un offensivo 4-2-3-1. E come detto sopra l’inizio era stato incoraggiante. Subito squadra pimpante in cerca ancora della giusta quadratura ma vogliosa e motivata in un campo tutt’altro che semplice. Solo il Milan capolista è stato capace di affondare gli artigli al Dall’Ara segno del grande campionato disputato fin qui dai ragazzi di Malesani. El “Papu” Gomez innescato dalla trequarti in su ci provava con soluzioni da fuori area mentre a centrocampo si scatenava la battaglia. E proprio lì peccano però i guerrieri rossazzurri. Pablo Alvarez (al rientro dallo stop) cade ingloriosamente su due situazioni identiche. Subisce le avanzate felsinee sul suo out e dopo un primo allarmante giallo ricade in tentazione e trattiene Ekdal. Banti (fiscale ma da regolamento) lo punisce col secondo giallo e lo manda sotto la doccia. Minuto di gioco ventunesimo. Le certezze crollano. El Cholo prova a riorganizzarsi abbassando Schelotto terzino destro cambiando di fascia Gomez. Per Ricchiuti lavoro doppio: partenza da sinistra a cucire con Maxi Lopez. Ma l’inferiorità numerica è una mazzata grande in questo momento del campionato e regalare un uomo al Bologna è come risvegliare i rossoblù da un torpore quasi naturale. Il problema è che il clima da battaglia rischia di fare altri morti. Pablo Ledesma già sanzionato, rischia più volte l’uscita. Banti lo grazia. Al 41esimo come una mannaia arriva la rete. Azione in area rossazzurra, Spolli cerca di mettere una pezza ma tiene in gioco Portanova che insacca. Lodi avrebbe la possibilità di rimettere in carreggiata gli etnei ma Viviano giustifica la sua presenza in campo.

 

La ripresa si propone come la più problematica del Cholo allenatore. Sotto di un gol con un uomo in meno e in un momento particolarmente complicato di classifica. Eppure Diego riesce ad infondere calma e grinta allo stesso tempo ai suoi. Che accettano il clima da battaglia e lottano su ogni pallone. La difficoltà di arrivare negli ultimi trenta metri e le pochissime occasioni da rete fanno diventare il match un calvario. Vorrei ma non riesco diventa il motto dei giocatori. Martinho ha il piglio giusto ma difetta in precisione di passaggi e movimenti. Il Bologna cala decisamente alla distanza e comincia a temere di non vincere. I rossazzurri prendono coraggio e sfidano la sorte. Schelotto e Britos fanno a testate ed escono. Llama entra e va a destra per sfruttare i rientri ed i cross. Si va a caccia di palle inattive dove si sa che i pericoli possono trovarsi dal nulla. Silvestre (ed Andujar) si fiondano fino all’ultimo dei sette minuti di recupero ma non c’è nulla da fare. Ad esultare sono gli uomini di Malesani che si trovano tre punti in saccoccia alquanto insperati. Il Catania recrimina ancora contro tutto e tutti. Aspettando che la ruota si decida a girare.