| Editoriale: emozioni, gol e tanto carattere |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Daniele Di Frangia | |||
| Domenica 02 Ottobre 2011 14:12 | |||
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Prima regola: abbattersi mai. Neanche quando sembra tutto perso alla fine di un match che hai condotto per due volte e che ti stava incredibilmente sfuggendo dalle mani. Come? Con convinzione, consapevolezza della propria forza e tanto carattere anche e soprattutto contro la sfortuna che ti toglie tre difensori prima del match e due giocatori durante. Anche contro quegli ex che fanno male perché spinti da grandi motivazioni e comunque contro una squadra che come era ampiamente previsto non era da sottovalutare. Conta tutto ma conta tanto la mentalità di questi ragazzi che dimostrano ancora dopo Genova di aver cambiato marcia. Più sicuri, più consapevoli e mai domi. Merito di un tecnico che ha stravolto nuovamente la squadra cambiando ancora. Più per emergenza che per propensione ma bravo a disegnare un 3-5-2 dinamico con interpreti pronti al sacrificio per la causa e bramosi di portare a casa il risultato.
Out Spolli dentro un Legrottaglie si e no al 50% con Bellusci e Marchese pronti a sostenerlo centralmente. Grande sacrificio per Davide Lanzafame, una seconda punta costretta a ripiegare quasi sulla linea di difesa ma ottima anche la cerniera centrale con Lodi ancora a dare ordine davanti ai tre e Delvecchio ed Almiron mezzali mobili e di sostanza. Muscoli e rapidità infine davanti con il confermato Bergessio e Gomez a svariare su tutto il fronte e fare impazzire letteralmente i quattro dietro del Novara. Scelte rischiose ma azzeccate per Montella che vince nettamente il duello con Tesser. Tanto che il tecnico veneto è costretto a cambiare le carte alla mezzora rinunciando a Marianini ed inserendo Pinardi. Il gol di Legrottaglie è un po’ fortunoso ma premia la grande volontà di questo esperto centrale che non giocava da tre mesi. Il secondo tempo vede il grande ritorno del Novara. La spinta dei piemontesi porta al rigore di Delvecchio trasformato da Rigoni. E’ il momento clou del match dove il Catania non deve abbattersi e infatti non lo fa. Montella freme per mettere Suazo e sfruttare la profondità ma è soprattutto Gomez a fare il diavolo a quattro con la difesa avversaria. Proprio il “papu” si procura la punizione dal limite che Lodi non può non trasformare. Troppo ghiotta l’occasione per il talento napoletano che pennella sul sette la palla del 2-1. Tesser dice che è il momento di Taka Morimoto, l’ex che più ex non si può. Mori è carico, lo sapevamo e infatti lo dimostra subito mettendo grande pressione alla retroguardia etnea. È lui a farsi trovare pronto su una sponda di un compagno e spingerla in rete. Esulta come è giusto che sia evitando falsi moralismi spesso inutili.
Il finale è la sagra del rocambolesco. Catania in emergenza pura senza punte di ruolo ma con Catellani a svariare con Gomez. Tesser che toglie anche il nervoso Meggiorini per un altro ex Jeda. Squadre stanche, lunghe e capovolgimenti di fronte continui. L’espisodio che può indirizzare il match accade ed è Legrottaglie che non ce la fa più e chiede il cambio. Montella non ha difensori in panca così non snatura il modulo e gli equilibri e chiede il sacrificio ad Almiron spostato a marcatore centrale, al suo posto in mezzo va Ledesma. Al primo affondo è Jeda ad inserirsi tra le maglie etnee e sfruttare la respinta corta di Andujar per il 3-2. Maledetti ex avrà pensato più di qualcuno davanti la tv. E quando i rossazzurri incerottati, stanchi e sfiniti dal match sembravano morti ecco la risurrezione firmata “papu” Gomez. Cross di Capuano, sponda di Ledesma ed esterno destro da biliardo di Alejandro che imbuca la pallina nell’angolo più lontano. Una giustizia divina che premia anche l’elefante autore di un’ottima prova. Un risultato giusto che con più attenzione e cinismo poteva diventare una vittoria. Ma prendiamo ciò che di positivo c’è in una prova come questa. Una squadra che sta visibilmente crescendo alla distanza e che fa dell’orgoglio una caratteristica fondamentale del proprio bagaglio. Senza sottovalutare il gioco che Montella sta pian piano trovando senza escludere nessuno. Tutti oggi in questo Catania possono ritagliarsi il proprio spazio. Basta crederci, come oggi.
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