| Analisi tattica: si va avanti tra pregi e difetti |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Attilio Scuderi | |||
| Domenica 17 Ottobre 2010 19:16 | |||
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Ventiquattro ore per riflettere, guardare, rivedere e analizzare un pareggio che poteva anche essere vittoria o paradossalmente sconfitta e miseria se Cavani, nella seconda ed unica occasione della ripresa, non avesse centrato la Curva Sud invece che la porta . Catania-Napoli ha testato ancora una volta pregi e difetti della formazione rossazzurra che, dopo sette giornate, ha raccolto 9 punti dilapidando risultati pesanti proprio con le sue parigrado, su tutte le gare in trasferta contro Chievo e Lecce o la mancanza di cinismo sotto porta nelle ultime due casalinghe. Il Catania però dimostra di essere squadra e mina vagante di questa serie A: in altre occasioni forse la band etnea avrebbe perso partite del genere, oggi invece col grimaldello e cercando di lenire le caratteristiche principali dell’avversario si prova a vincere, soprattutto con le più quotate, mentre la cattiveria dovrebbe assalire le motivazioni e le membra dei giocatori di Giampaolo proprio con le compagini inferiori.
NOTE POSITIVE: Non era facile giocare contro un Napoli che in trasferta aveva schiaffeggiato tutti raccogliendo ben sette punti in campo esterno: Giampaolo dopo le prove settimanali, che vedevano Izco esterno d’attacco, ha virato per la soluzione maggiormente offensiva chiamata Gomez diventato ormai tassello per le partite casalinghe. Questo ha costretto Mazzarri intanto a mantenere bassi i suoi esterni Maggio e Dossena per rimanere incollati alla zona proprio del Papu e di Mascara. Napoli che in corsa e rispettando le sue caratteristiche ha commesso una mole innumerevole di falli tattici senza cartellino per lenire ai 40 metri la manovra etnea.
Marcature rigide e a uomo, Gargano su Biagianti, Cavani o Lavezzi a turno sulla fonte inadeguata Del vecchio e Pazienza su Izco a completare le consegne, con Grava bodyguard di Peppe Mascara. Catania che, nonostante questa asfissia nelle competenze di Mazzarri, ha provato con le palle inattive a mettere in difficoltà De Sanctis risultato il migliore in campo, addirittura straordinario sull’attaccante più pericoloso dei rossazzurri Silvestre. Non era facile sicuramente scardinare le due linee napoletane, soprattutto non era semplice gestire la gara dopo lo svantaggio: il rischio era molto alto, sarebbe bastato poco per prendere un’imbarcata nei contropiedi degli azzurri, tattica e strategia che Mazzarri stuzzicava per portarsi a casa i tre punti in stile Cesena. Invece il Catania non si è mai sbilanciato, ed è riuscito a giocare ed avanzare il baricentro creando la giusta densità, non prestando il fianco alle ripartenze del Napoli.
L’INTERROGATIVO Un aspetto però deve far riflettere: Silvestre terminale offensivo più pericoloso? Ebbene si, e proprio l’accadimento o la dinamica della gara ha portato tutto questo, anche perché Maxi Lopez, ancora una volta, risultava troppo solo e poco assistito. Da tale considerazione si apre il dibattito chiamato Ricchiuti.
Adrian ci vuole come il pane, soprattutto per consegnare fosforo alla manovra etnea: tre rompitori di gioco in mediana, senza giocate di prima o lanci illuminanti rendono prevedibile la manovra e non si può chiedere anche il lavoro di play basso a Mascara, che dovrebbe pensare a supportare Lopez per dare densità in fase offensiva. Con questo non vogliamo tarpare le ali ai ripiegamenti del capitano spesso decisivi e indispensabili, ma il numero sette etneo dovrebbe oscillare in una porzione di campo maggiormente offensiva. Giampaolo continua a sostenere che Ricchiuti e Gomez almeno dall’inizio difficilmente li vedremo, ma ogni volta che i due si mettono in contatto la musica in zona offensiva cambia consegnando occasioni e gol. Anche perché la gara col Napoli, soprattutto nell’atteggiamento tattico, somigliava molto alla gara col Bologna e contro i felsinei proprio Ricchiuti tra le linee aveva destabilizzato le competenze date da Malesani.
Stesso discorso ieri: ogni volta che Mascara o Gomez si accentravano creavano danni e l’ingresso di Ricchiuti in quella porzione di campo, inserendosi tra le linee di passaggio tra Gargano e Pazienza, ha sconquassato la difesa azzurra. Ecco il quesito: meglio un Catania più equilibrato inizialmente che prova ad offendere e gestire o meglio un Catania offensivo fin dall’inizio capace di mettere in cascina il risultato nel primo tempo? Ricchiuti regista fin dall’inizio o freccia decisiva per cambiare le sorti della gara a partita in corsa? Sono tutte considerazioni che deve fare Giampaolo in linea anche con le caratteristiche dell’avversario, riflettendo se il suo Catania deve adeguarsi o sono gli altri che devono preoccuparsi del Catania. Noi, però, ci chiediamo: perché lo scorso anno Ricchiuti giocava in mediana alle spalle del tridente Martinez, Lopez e Mascara e quest’anno con Gomez no? Che Giampaolo rifletta…
COSE NEGATIVE Giampaolo a fine gara difende Del Vecchio e ne ha ben donde, doveroso diremo,ma fondamentalmente difende una sua scelta, che invece viene scaricata dal suo giocatore: “non sono un mediano e non ho mai giocato davanti alla difesa”. Proprio su questo apriamo altre considerazioni: perché cambiare la posizione di Del vecchio dopo il suo utilizzo per tutta la settimana, compresa l’amichevole, da centrosinistra della mediana? Anche perché non avendo Carboni il suo sostituto naturale rimane Biagianti, soprattutto oggi che Marco non ha la gamba e la fisicità per essere letale da mezz’ala ed ha assunto maggiore libertà quando Giampaolo lo ha spostato davanti alla difesa consegnando qualità alle ripartenze del Catania. Stesso discorso per Izco, troppo pressato e chiuso, maggiormente libero di giostrare quando si è abbassato davanti ala difesa al fianco di Biagianti con l’ingresso di Ricchiuti . Gli errori in difesa continuano, soprattutto quando la linea a quattro viene tagliata con i cross da destra verso sinistra, vedi Lecce o prima ancora le azioni pericolose subite in casa contro il Parma. L’eccessiva applicazione dei dettami di Giampaolo da parte dei difensori, che guardano la palla e non l’uomo, destabilizzano e rendono negative queste situazioni: dentro l’area bisogna guardare la palla, ma soprattutto l’uomo e se Capuano avesse pensato a Cavani il Napoli non sarebbe mai passato in vantaggio. Giampaolo riguarderà e speriamo possa con i suoi giocatori limare queste sbavature che purtroppo il Catania sta pagando alla prima occasione.
Capitolo Lopez da inserirsi anche nel discorso precedente con l’utilizzo di Ricchiuti. Maxi lavora tanto, ma nel deserto e Ricchiuti consegna una spalla importante anche se i due spesso non collimano nei movimenti. Piccolo appunto invece per Gomez che dovrebbe aggredire maggiormente lo spazio e le diagonali offensive dentro l’area, cosa che ha fatto bene solo in occasione del gol.
FINALE L’ingresso di Llama è servito solo al ragazzo e non all’economia della gara risultato più zavorra che altro: meglio sicuramente anche un adattato Antenucci ha pressare la difesa stanca del Napoli. Proprio Mirko Antenucci consegna il finale: solo panca o spalla di Lopez? Il suo movimento senza palla non potrebbe creare maggiori garanzie li davanti anche negli inserimenti dei centrocampisti? Questo può dirlo solo il campo, sempre che il numero 9 del Catania ci vada…magari per un tempo maggiore di dieci minuti a partita.
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Ottobre 2010 09:17 |






