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Editoriale: graffiati dalla Signora PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Daniele Di Frangia   
Lunedì 06 Dicembre 2010 00:22

Gomez_Azione

 

Questa volta proprio no. Non è andata come doveva andare. Questa volta intesa come gara serale (il Catania aveva battuto Cesena, Udinese e Varese e Brescia in Coppa Italia). Questa volta intesa come sfida con una big del campionato (dove il Catania tira fuori il meglio che ha). E soprattutto questa volta intesa come gara casalinga. Già perché si è arrestata stasera dopo un anno (Catania-Livorno 0-1 dicembre 2009) l’imbattibilità del Massimino per i colori rossazzurri. Un 2010 ostico per tutte le avversarie scese dall’aereo a Fontanarossa che risalivano le scalette al massimo con un punto in saccoccia. Il Catania perde il primato contro una Signora squadra non c’è che dire. Tutti prima del match avrebbero pensato ad una squadra, quella bianconera, stanca, delusa dall’eliminazione di Europa League e preoccupata dall’ostacolo Catania. Ed invece Del Neri ha dimostrato come il foglio di via in Europa non fa strappare i capelli a nessuno, anzi libera forze ed energie per il vero obiettivo della stagione: lo scudetto. Squadra solida, concreta e convinta ma che ha sbattuto nella prima mezzora contro un Catania pimpante, deciso per una volta a non attendere le mosse dell’avversario ma ad animare lui il match.

 

La mossa che non ti aspetti è Gomez dietro Lopez e Morimoto. Giampaolo si affida alla vivacità del Papu per innescare gli Starsky ed Hutch dell’attacco etneo anche se per gran parte del match non si capisce chi debba fare Starsky e chi Hutch nel senso chi la prima e chi la seconda punta. In realtà Maxi e Taka sarebbero due prime punte pure ed il sacrificato di turno stasera è il biondo argentino che occasioni non ne crea proprio. I due palloni che passano dal quartiere del giapponesino ex triste invece sono scagliati nella direzione giusta. Uno entra, l’altro è salvato da un miracolo di Storari. Bene anche Martinho. Il paulista mette la quinta sulla sinistra ed il biondo Sorensen non lo prende più. Segnali di crescita più che incoraggianti da una delle prossime colonne portanti del Catania versione futuro prossimo.

 

Poi però ci sono gli spettri. La fase difensiva oggi è stata tutt’altro che impeccabile. Errori da matita rossa per Biagianti e Terlizzi e anche Andujar finisce dietro la lavagna in punizione. Clamoroso il lasciapassare che Marco concede a Quagliarella sul 3-1. Vero che non c’è copertura ma il numero 27 si ferma appena sente arrivare la punta juventina quasi certo del fallo che non arriva. Poi ci sono gli svarioni di Terlizzi dietro che non chiude il cross di Iaquinta sul primo gol e vari rischi in una difesa da bollino rosso in prima visione. Infine Andujar. Non irresistibile sul gol di Pepe, beffato da trenta metri da Quagliarella e a farfalle su un’uscita volante ancora su Pepe.

 

Detto questo, onore ancora al merito ad una Juve certamente squadra di caratura superiore. Il Catania, questo Catania è squadra rispettata da tutti. Ma non prepariamo pentoloni dove bollire il colpevole di turno per una sconfitta che brucia certo, ma che può starci. Gli obiettivi dei bianconeri sono alti, quelli dei rossazzurri sono giustamente più ridotti. Ciò non esclude le soddisfazioni che il calendario ci deve riservare.