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Editoriale: Qualcosa non va… PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Stefano Auteri   
Sabato 28 Gennaio 2012 21:15

 

Gennaio è il primo crocevia della stagione delle formazioni di Serie A, il primo checkpoint utile per fare i primi bilanci di ciò che si è fatto e degli obiettivi futuri, con un occhio privilegiato ovviamente al capitolo mercato. Ecco, al Catania questo mese non ha mai portato troppa fortuna, ed anche il terzo match di inizio 2012 ha lasciato l’amaro in bocca a tifosi e dirigenza, consegnando a Montella&Co. un misero punticino casalinga al cospetto di un Parma quanto mai remissivo. Un film già visto, remake della scorsa stagione, quando la formazione di Giampaolo aveva racimolato una sconfitta all’Olimpico contro la Roma (4-2), un’altra battuta d’arresto in casa con l’Inter (1-2) e per finire un pari, tanto simile a quello odierno, per 1-1 di fronte al Chievo. Il risultato di queste tre partite, lo conosciamo tutti, fu l'esonero del tecnico di Bellinzona e l'arrivo in Sicilia di Simeone. Ovviamente questo discorso non vale per Montella, poichè nonostante i punti ottenuti siano quasi identici a quelli di Giampaolo prima del benservito (23 Montella-22 Giampaolo), qualcosa di diverso il Catania l’ha mostrato sotto il punto di vista del gioco e della maturità, anche se qualcuno inizia ad avanzare inquietanti dubbi.

 

Lo spauracchio retrocessione, infatti, lontano dalle menti dei tifosi fino a dicembre, adesso inizia ad aleggiare sopra il Massimino, soprattutto per colpa di quella discontinuità di rendimento messa in evidenza dalla banda rossazzurra, incapace di riproporre il calcio spumeggiante di inizio stagione, ma anzi caduta in un pericoloso processo involutivo. Se quella di Bologna era stata una partita storta, quella di Udine una sciagurata collezione di errori difensivi, il pareggio contro il Parma a cosa è dovuto? Di certo non ci si può appellare alla partenza di Maxi Lopez, evento mediatico che ha catturato l’attenzione del popolo etneo, e non solo, ma che comunque non può rappresentare l’alibi per gli undici scesi in campo, visto che in realtà il biondo centravanti era ormai da qualche settimana un ex atleta rossazzurro, e soprattutto le voci di mercato non dovrebbero infastidire eccessivamente professionisti strapagati e idolatrati come lo sono i calciatori.

 

Ecco perché dunque l’involuzione di cui si parla va ricercata in primis nell’aspetto fisico relativo allo stato di forma di molti elementi a disposizione di Montella. Biagianti, subentrato nella ripresa a Bologna (poi espulso), titolare a Udine ed anche contro il Parma, ha accumulato un trittico di prestazioni negative non degne del suo nome e della sua caratura tecnica, figlie dunque indiscutibilmente di uno stato di forma ancora lontano dal 100% a causa dei problemi muscolari che lo hanno fermato nella prima parte di stagione. Altra nota stonata e per certi versi incomprensibile è l’altalena di rendimento di Gomez, furetto imprendibile contro la Roma, e vero desaparecido a Bologna e a Udine. Fortunatamente contro il Parma è andata un po’ meglio, specialmente nel primo tempo, ma anche lui può sicuramente dare molto di più al resto della squadra. Sempre per quanto riguarda il mercato poi, una notazione non può non essere fatta alla questione portiere. In molti all’addio di Andujar hanno stappato bottiglie di champagne, ma adesso la situazione vi sembra migliorata? Fino alla sfida odierna, le attenuanti per i gol subiti da Campagnolo erano plausibili, ma oggi la responsabilità sul gol del pari degli emiliani è certamente sua, vista la debolezza e la distanza del tiro di Modesto. Va bene un passo avanti nelle uscite, ma non potrà di certo essere lui la saracinesca del futuro… chissà Frison.

 

Altro dato fornito dall’anticipo di questa ventesima giornata di campionato è sicuramente l’imprescindibilità di Almiron e Legrottaglie per la formazione di Montella. La loro assenza ha causato una preoccupante mancanza di personalità in difesa, ed uno stallo del gioco a centrocampo dove mancava proprio un uomo capace di prendere in mano le redini e trasformare l’azione da difensiva in offensiva. A salvare la giornata rossazzurra è il reparto offensivo con una certezza ritrovata, Bergessio, ed una speranza per il futuro, Suazo. L’attaccante argentino, infatti, è sembrato quello di inizio stagione, gagliardo e combattivo su ogni palla, pronto a sacrificarsi per i compagni, e soprattutto prolifico in zona gol. Per quanto riguarda l’honduregno, invece, nove minuti colmi di aspettative e buoni propositi per un proseguo di stagione, si spera di alto rendimento (intanto accontentiamoci che non si sia ri-infortunato…). Insomma calma e sangue freddo, i problemi ci sono e sono anche evidenti, ma il temperamento e la crescita della formazione rispetto allo scorso anno è netta soprattutto per merito di Montella che dovrà comunque lavorare, in attesa di qualche regalo da parte del direttore Lo Monaco negli ultimi giorni di mercato





Ultimo aggiornamento Sabato 28 Gennaio 2012 21:21