| Editoriale: Quel pizzico di esperienza… |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Daniele Di Frangia | |||
| Domenica 09 Gennaio 2011 20:37 | |||
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Proviamo a dare i numeri. Due partite, due sconfitte, tre gol fatti, sei subiti, zero punti. Fin qui nulla da eccepire. Poi però ci sono i fatti, i non numeri, le situazioni. Ci sono le palle gol create in due gare ma non sfruttate, le ripartenze sfumate, gli arbitri (o gli assistenti se volete), gli infortuni e l’esperienza. Quella che oggi è mancata ai rossazzurri per abbattere l’Inter e regalare una nuova storica gioia dopo quella del marzo scorso.
Iniziamo dalle attenuanti alla squadra. Il doppio impegno nel giro di tre giorni, il tremendo uno-due Roma-Inter (difficile da gestire anche per una big), gli indisponibili (Mascara, Biagianti e Morimoto su tutti) con annessa poca possibilità di cambiare uomini nelle due sfide, la poco ortodossa direzione del duo Brighi-Musolino all’Olimpico. Insomma nel calderone ci sono tante situazioni che spesso il tifoso medio tende a dimenticare in fretta poiché bisogna andare subito al sodo che in gergo si chiama risultato. Ma fatto sta che nonostante tutto ciò il Catania ha accarezzato forse ingenuamente due vittorie che avrebbe accolto come un bambino con le caramelle. Dimenticare Roma non era facile, bravo Giampaolo a compattare l’ambiente e non dare alibi ai giocatori che si sono subito calati nella mentalità giusta per affrontare l’Inter. Ed effettivamente i nerazzurri di Leonardo erano stati ben imbrigliati nel primo tempo. Gara con il lucchetto chiuso da una parte e dall’altra, nessun rischio e troppi tatticismi. E dire che Leo nel post partita dichiarava “abbiamo subito poco” come se l’obiettivo dell’Inter fosse non perdere.
Quasi per magia nella ripresa il match cambiava forma e colore. Da inconsistente e grigia a ricca e variopinta. I due tecnici si sfidavano a colpi di scacchi. Bastava muovere una torre per costringere il collega a spostare pedina. Il cambio di Llama con Martinho è sembrata la prima mossa ed in effetti il brasiliano aggiungeva quel pepe alla squadra coi suoi inserimenti. Poi toccava a Leo scambiare le posizioni di Stankovic e Motta e spostare Cambiasso da mediano ad incursore (mossa decisiva). Ma la partita si accendeva. L’Inter veniva finalmente fuori ad aggredire cercando di trovare il pertugio giusto. Il Catania sfruttava lo sbilanciamento trovando gli spazi. Le occasioni limpide arrivavano ma per il Catania. Maxi sparava addosso a Castellazzi prima del gol stile rugby rossazzurro con la band di Giampaolo ad avanzare in massa nell’area interista ed arrivando al gol quasi sfondando la porta in un batti e ribatti. Apoteosi. A quel punto bisognava gestire il match con forza, equilibrio e saggezza, armarsi di coltello ed ascia da guerra e stare attenti alle nuove mosse dell’avversario che nel frattempo aveva proposto una nuova strategia con l’ingresso di Pandev e le tre punte fisse. Un’Inter per forza di cose arrembante in un momento positivo per il Catania ma dove le energie fisiche e mentali venivano messe a dura prova. E purtroppo il conto era stato già ordinato e presto servito al tavolo. Prima un inserimento centrale, poi una correzione aerea davano il sorpasso ai nerazzurri. Il killer aveva sempre lo stesso nome, Esteban Cambiasso, già vecchia conoscenza del Massimino. Due stoccate terrificanti che avrebbero abbattuto anche il toro più inquieto. Stanca e priva di energie la squadra abdicava. L’ingresso di Spolli resta un rammarico. Pablo Alvarez aveva chiesto il cambio dopo il pareggio ma si sperava di ritardare un po’ l’ingresso del centrale ancora non al meglio. Ma tant’è. Se il pomeriggio romano ha lasciato rabbia e polemica, questo lascia un vuoto per quello che poteva essere e non è stato, per quella gioia strozzata in gola, per quella incapacità di tenere il risultato quando lo hai preso e messo in tasca. Forse si chiama esperienza, forse carisma, forse cinismo, forse non ha un nome. È quel male oscuro che ti lascia a zero punti. Ma una risposta questa gara l’ha data: il Catania c’è.
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Gennaio 2011 21:12 |






