| Editoriale: Simeone recita il mea culpa |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Daniele Di Frangia | |||
| Domenica 06 Marzo 2011 20:14 | |||
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Un passo avanti e uno indietro. È questo l’andamento che vige in casa Catania nelle ultime settimane. Non è ormai più un caso il digiuno che si verifica regolarmente nelle gare esterne mentre il sollievo arriva dalla ritrovata prolificità tra le mura amiche. Questa volta ci siamo cascati tutti però. Chi prima della gara del Franchi avrebbe scommesso su un 3-0 secco alzi la mano. Tanti erano i segnali che facevano pensare ad un Catania ritrovato, tonico e pronto a fare il pirata corsaro in quel di Firenze. Anzitutto il risultato di domenica scorsa ottenuto dopo una ripresa arrembante con armi ed uomini in più nello scacchiere di Simeone (vedi Bergessio ad esempio). Poi il momento grigio della viola, una squadra che quest’anno sembrava abulica, priva di mordente e di giocatori decisivi per vari motivi (infortuni, squalifiche, cali di concentrazione) ed infine il grande ex, quell’amore che prima o poi ti ritorna davanti e verso il quale brami desideri di vendetta (anche se poi tutto quest’astio non ci sarebbe proprio). Ma il destino giocava uno scherzo da non poco. Sinisa a soli cinque punti in più del Catania avrebbe rischiato non poco in caso di ko e la stessa Fiorentina si sarebbe messa in cattive acque. Tre segnali, tre squilli prima del match e altri tre durante i novanta minuti.
Ma la trama del film è stata tutta un’altra. Il risveglio dal torpore di Adrian Mutu e della sua band che davanti al proprio pubblico ha ritrovato energie, motivazioni e ardore agonistico. Di fronte un Catania piccolo, modesto ed impaurito. Una squadra che nei primi minuti dava l’impressione di esserci e di preparare la battaglia. Ma le armi le avevano gli avversari. Una squadra che aldilà delle individualità e degli errori dei singoli (ancora decisivi) ha deluso nel collettivo e nella determinazione. Una gara chiusa già al 24esimo dopo un uno-due terribile del romeno bestia nera dei rossazzurri. E dopo match saldamente in pugno dei viola senza stavolta la reazione giusta per rialzare l’animale ferito.
El Cholo ha provato a dare la scossa coi cambi inserendo quel Ricchiuti ancora nella ripresa (questa volta per la febbre e non per scelta tecnica) ma anche il secondo tempo ha chiuso ogni discorso dopo soli quindici minuti col 3-0 viziato da un netto fuorigioco di Montolivo. A quel punto è iniziata la lenta agonia di un match ancora lungo nei tempi non negli argomenti.
Diego Simeone nel post partita si è preso totalmente le responsabilità di questa disfatta spiegando e non spiegandosi come la gara preparata fosse un’altra, che questo Catania era solo la brutta copia di quello gestito in settimana. Conferma arrivata anche da chi aveva visto gli allenamenti di una squadra più convinta rispetto al passato. La mossa del Cholo in realtà è stata più quella di un trainer che protegge i suoi uomini per non affibiare la colpa a qualcuno in particolare perché salvare qualcuno dalla prova di oggi è davvero compito arduo.
Spulciando sugli altri campi notiamo come le sabbie mobili si alzino di nuovo. Il Cesena indovina il filotto con sette punti in tre partite e raggiunge il Lecce a quota 28. Pareggia a sorpresa anche il Brescia contro un Napoli in calo e Chievo e Parma si annullano a vicenda. Le note positive arrivano da Marassi dove la Samp perde proprio col Cesena mettendosi in discussione per la lotta salvezza. Domenica prossima al Massimino aria di battaglia. Sperando di alternare la rotta, torna il momento di esultare.
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