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Eccoci al nostro terzo capitolo…discussioni come al solito tra noi e il mister rossazzurro. Nuova vittoria e soprattutto secondo squillo di Simeone da quando siede, da sette gare, sulla panchina etnea. Vediamo il tutto però da un’altra prospettiva: insomma secondo successo nelle ultime tre gare e tutto diventa più interessante e propositivo.
Un traino importante per togliere definitivamente il freno a mano a questa squadra, molte volte impaurita e spesso sempre imbarazzata almeno all’inizio alle prime mosse avversarie. La vittoria conta tanto, forse troppo, perche’ maturata ed ottunuta grazie ad un secondo tempo bello, arrembante e spettacolare, con tanto di rimonta, la seconda, dopo quella contro il Lecce. Insomma, nulla di mai banale…sempre la sofferenza come chiave di volta dei successi che sicuramente lasciano un sapore diverso e speriamo possano spingere oltre l’ostacolo anche le perplessità del momento, la sfiga degli infortuni e il solito calo di alcuni o le scelte iniziali di Diego.
Ragioniamo come al solito a posteriori anche se proprio dai microfoni di Catanista avevamo anticipato le difficoltà della gara, avevamo sponsorizzato Ricchiuti titolare e una spinta sugli esterni che avrebbe limitato la spinta del grifone. Cosi per la terza settimana continuiamo le nostre domande o i dubbi, ma oggi anche gli apprezzamenti per un lavoro del Cholo che piano piano fa intravedere qualcosa e consegna forse anche certezze per il futuro. La solita analisi discreta e senza verità assolute sulle scelte o considerazioni di Simeone, che per carità vive tutta la settimana d’allenamento e proprio lui sceglie non in maniera masochistica, ma affidandosi a chi può consegnargli il risultato positivo. Riflettere, però, non sempre guasta la minestra, anzi serve per capire e interrogarsi sul da fare e nello stesso tempo elogiare risulta scontato quando proprio il tecnico fa il suo dovere sfruttando a dovere la panchina
Quindi, Caro mister intanto le chiediamo:
- 1) Perche’ la scelta iniziale del 4-3-3? Soprattutto perche’ nel corso della gara proprio lei suggeriva sia a Gomez, sia a Bergessio di venire dentro, tra le linee, per sfruttare proprio quella zona morta lasciata isolata e non battuta dai mediani del Genoa. La scelta non sembra delle più azzeccate, anche perche’ il campo non ha dato nel primo tempo risposte positive sul suo modo di impostare la gara. Idea che, per carità, non era male, ma mettere dentro qualcuno di ruolo, cosa che successivamente lei ha fatto, sarebbe stato forse la soluzione più consona
- 2) Scegliere due esterni marcatori, inizialmente, non ha pagato; anche perche’ il Genoa proprio sul lato di Potenza ha schierato due difensori, Moretti basso e Criscito in spinta, giocatori sicuramente non esperti ma cn caratteristiche poco spiccate in fase di spinta e che difficilmente avrebbero fatto male sulla fascia essendo poco propensi al gioco di rimessa e d’attacco. Infatti il grifone ha spinto molto di più, nel primo tempo, sul lato di Alvarez dove ha creato densità e profondità con due elementi diversi come Mesto e Rossi. Il tutto confermato poi nella ripresa col cambiamento in essere dato proprio dal tecnico etneo grazie a Schelotto.
- 3) Tre come difesa....Benedetta difesa a 3….Caro mister, provaci! Se il tuo pensiero corre su questa soluzione non limitare l’istinto. Per carità ragiona, valuta, prepara anche la gara sulle caratteristiche dell’avversario e sulle soluzioni entro i 90 minuti, ma non rimanere impaurito dalla classifica. Questa squadra soprattutto con Schelotto ha dimostrato di possedere le caratteristiche per mettere in atto il progetto di una retroguardia duttile ed elastica. Linea bassa pronta in non possesso a chiudersi a 4 o 5, ma sfacciata nel sguinzagliare gli esterni, blindando il centro con i 3 marcatori in linea. Il tutto confermato anche dal ritorno di Carboni, difensore aggiunto, bloccato davanti alla difesa….insomma il classico libero vecchio stampo pronto a schiacciarsi sul centrale consentendo ai due esterni della difesa a 3 di allargarsi per formare sempre una copertura a 4.
Finale invece dedicato agli elogi:
- Straordinaria e decisiva la scelta di lanciare Schelotto ad inizio ripresa da esterno basso di destra: Potenza non aveva fatto male, ma non ha le caratteristiche dell’italo-argentino. Schelotto è stato perfetto in fase di spinta, costringendo il Genoa ad arretrare il baricentro soffocato dal dinamismo del numero 7 nei trenta metri avversari. Ottimo il Levriero anche nella fase di non possesso soprattutto quando il Catania si e’ ritrovato in 10 uomini. Un plauso ancora a mister Simeone per essere molto argentino e poco italiano: perfetto l’agonismo e la voglia consegnata al suo gruppo, che per la seconda volta consecutiva raddrizza la gara nei secondi 45 minuti…e un elogio per non aver sostituito Potenza con Marchese…una scelta che tutti si aspettavano, ma che avrebbe consegnato ancora una volta la gara al Grifone..segno di debolezza insomma che avrebbe limitato anche la squadra.
- Perfetto l’inserimento di Ricchiuti. Una mediana con due assaltatori e palleggiatori come Lodi e Ricchiuti ha completamente spaccato il centrocampo del Genoa facendo saltare qualsiasi competenza. Adrian e’ fondamentale per donare l’ultimo passaggio verso Lopez e Bergessio, indispensabile anche nel cambiare ritmo alla gara; l’unico insieme a Lodi o Gomez che salta l’uomo consegnando superiorità numerica.
Questi i temi della nostra solita analisi, la nostra solita chiacchierata metaforica con mister Simeone… Bisogna continuare cosi, bisogna insistere per togliere definitivamente il freno a mano ad una squadra che deve ricominciare ad aggredire gli avversari, mettendo ritmo e facendo male in ripartenza. Un unico appunto finale….caro mister adesso prova a non buttare i primi 45 minuti, anche con alcune scelte non sempre azzeccate; perche’ non sempre le rimonte riescono e trovare anche un assetto e pseudo titolari forse potrebbero consegnare nuove sicurezze al gruppo. Buon lavoro
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