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Editoriale: tre punti di platino PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Daniele Di Frangia   
Domenica 27 Febbraio 2011 18:27

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Chiamiamoli come vogliamo sbizzarendoci con appellativi che qualifichino e che sottolineino l’importanza di cotanta vittoria ma i tre punti di oggi risultano veramente come l’ossigeno per la squadra rossazzurra. Anzitutto per la classifica. In una giornata dove tutte e sei le squadre del comitato salvezza hanno raccolto punti (Catania e Cesena col massimo bottino) era indispensabile non restare fermi nel campo minato di quota 26. In più i rossazzurri in un colpo solo hanno scavalcato Parma e Lecce anche se il duello si basa sulla lotta punto a punto. Poi per il solito morale, quella componente essenziale che in questi momenti conta quanto e forse più della condizione fisica. Una seconda rimonta consecutiva casalinga potrebbe far entrare nel guinness dei primati gli etnei che in cuor loro si stanno convincendo di poter ribaltare tutti i match messisi in salita (peccato a Napoli ma la musica era la stessa). Dunque la convinzione, un qualcosa sulla quale Diego Pablo Simeone sta lavorando sodo provando a sotterrare e cancellare altri limiti psicologici.

 

Quello che di buono la squadra ha fatto è certamente da sottolineare nel secondo tempo. Il canovaccio da alcune partite a questa parte sembra essere sempre lo stesso. Falsa partenza nei primi 45 minuti con risultato di svantaggio o comunque prova non convincente, coraggio da leoni e unghia affilate nella ripresa con gara riacquistata in pugno. Nei secondi tempi i rossazzurri entrano in campo con determinazione e grinta e la dimostrazione, ancor più delle altre gare, è arrivata oggi. Due reti in cinque minuti, risultato ribaltato e affondi col vento in poppa per chiudere il match. I cambi del Cholo ancora una volta si sono dimostrati decisivi. Schelotto ha cominciato a carburare come il miglior pendolino (esclusi i ritardi) e Ricchiuti ha dato verve e vivacità alla trequarti (oggi anche qualche metro più indietro). Il motore tenuto spento nella prima frazione ha cominciato ad accendersi e a correre. Gonzalo Bergessio ha fatto capire che tipo di giocatore sia. Il numero 9 ha corso, lottato, preso botte ma ha quantomeno liberato un po’ Maxi dal mirino dei difensori rivali. Prova ne sia che il biondo attaccante ha avuto qualche occasione in più proprio per i varchi creati da “Lavandina” (soprannome argentino di Bergessio). Ed anche quest’ultimo ha beneficiato della compagnia di Maxi trovandosi in ottima posizione per scagliare il tiro del vantaggio.

 

Poi c’è la prova di Mariano Andujar che meriterebbe qualche rigo in più. Il numero 21 rossazzurro regala il vantaggio agli ospiti con l’ennesima amnesia su tiro da fuori. Respinta centrale e tap-in facile di Floro Flores. Già visto nelle settimane passate. Errore ancor più grave se consideriamo il momento della gara in un contesto particolare come quello che si vive oggi al Massimino. Ma va dato atto al portiere argentino il fatto di non abbattersi e rimanere concentrato. La deviazione su Rossi al 36esimo ai più sarà passata di mente ma è forse quello l’episodio decisivo fra i tanti del match. Si perché uno 0-2 all’intervallo sarebbe stata una mazzata troppo pesante da digerire per i soldati rossazzurri. Poi c’è il rigore. Mariano sa che lì si decide il destino della gara (visto che il Catania è rimasto anche in dieci) ma resta freddo e neutralizza lo spauracchio Veloso. Finalmente un +3 sulla casella punti portati dal portiere.

 

Infine un cenno sulla prova di Giovanni Marchese. Entrato a freddo al posto di Gomez e in fase di stanchezza generale, ha dato una grossa mano al reparto arretrato, posizionandosi da centrale e sventando alcune occasioni pericolose. Un plauso anche a lui.

 

L’augurio di Simeone e di tutto l’ambiente resta quello di avere più continuità nel corso della partita. Non deve essere utopia pensare ad un Catania per tutti i 90 minuti con la stessa intensità. È la prossima tappa del Cholo.