| Editoriale: Vacanza prolungata per i rossazzurri |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Stefano Auteri | |||
| Domenica 08 Gennaio 2012 17:43 | |||
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Valigie piene di carbone quelle con cui i ragazzi di Montella faranno ritorno da Bologna, dove è andata di scena una delle peggiori, se non la peggiore prestazione stagionale del club etneo piegato con merito dalla formazione allenata da Stefano Pioli. In realtà la preoccupazione in vista del match del Dall’Ara era alta, soprattutto perché si trattava della prima gara dopo la sosta invernale, da sempre scoglio insormontabile per gli etnei che anche in questa occasione hanno mostrato limiti fisici imbarazzanti. Nei precedenti cinque anni di massima serie, infatti, il bilancio dei rossazzurri nel primo match di gennaio parla di tre sconfitte, un pareggio ed una sola vittoria (guarda caso proprio contro i felsinei nella stagione 2009/10) e con questo ennesimo passo falso incrementano una striscia negativa preoccupante.
Dopo il quadrangolare di Malta, in cui Maxi e compagni avevano messo in evidenza una discreta condizione fisica, quella di oggi pomeriggio contro il Bologna è stata una vera e propria doccia fredda per i tifosi rossazzurri, convinti di poter ‘racimolare’ qualche punto prezioso in terra emiliana utile a compiere quel salto di qualità in classifica auspicato da tempo. E invece no. Vacanza prolungata per tutta la rosa, visto che per tutti i 90 minuti il Catania non si è mai espresso come nelle precedenti occasioni, mostrandosi in debito d’ossigeno, ma anche di idee, causa dell’inconsueta tendenza a ricorrere al lancio lungo, opzione che ha mandato su tutte le furie Montella. Poche giustificazioni dunque davanti ad un Bologna più ‘affamato’, voglioso di contendere ogni pallone agli avversari in ogni parte del campo, autore di un pressing forsennato sulla fonte del gioco rossazzurro, Lodi, e caparbio nella marcatura di Maxi Lopez e Gomez, sterili ed invisibili negli ultimi 15 metri. Stavolta, a differenza di Parma, non sono neanche bastate le contromosse del tecnico Montella. L’ingresso di Biagianti prima, con la volontà di liberare Lodi dal pressing di Diamanti, e di Llama e Bergessio poi, con il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-1-2 non hanno dato i frutti sperati, concretizzandosi solamente in un possesso palla alquanto sterile che non ha mai liberato al tiro le punte. Ad incupire ancor di più i pensieri dei tifosi ci ha poi pensato il solito Alvarez, che a Bologna non riesce proprio a combinarne una giusta, e dopo l’espulsione rimediata lo scorso anno, stavolta ha evitato in prima persona di lasciare il campo anticipatamente, ma ha costretto, con un errore banale, il compagno di squadra Biagianti a rimediare il secondo giallo e dunque il rosso.
Partita da dimenticare, anche se nella nebbia della pianura padana è possibile rintracciare qualche spunto positivo per il futuro. Campagnolo, promosso titolare dopo il divorzio tra la società ed Andujar, non ha demeritato, risultando incolpevole su entrambe le reti avversarie, frutto unicamente dei soliti errori di concentrazione della retroguardia, e potrebbe essere un’opzione per il futuro se la dirigenza deciderà di non operare sul mercato. Un’alternativa futura, per Montella, sarà poi Llama, al debutto stagionale nella seconda frazione sulla corsia di sinistra, utilizzato nel doppio ruolo di esterno nel 3-5-2 e di mediano nel successivo 4-3-1.2. Come il resto della squadra, anche l’argentino non ha brillato, anzi le poche palle giocate hanno messo in evidenza una condizione lontana dal cento per cento, però la sua duttilità e la sua proiezione offensiva potranno essere un’arma importante per il proseguo della stagione. Infine ultima nota che può far sorridere la tifoseria, è quella relativa agli altri risultati giunti dai campi della massima serie in cui erano impegnate le formazioni candidate alla lotta salvezza. Lecce, Cesena e Novara hanno racimolato la bellezza di zero punti, lasciando così invariato il distacco di più dieci che il Catania è riuscito a costruire in questo girone di andata, e aumentato il distacco dalla quart’ultima a sei lunghezze.
Insomma un Catania che può metabolizzare la sconfitta con estrema serenità, anche se Montella dovrà rapidamente pensare ad un rimedio definitivo per i troppi gol subiti (i rossazzurri sono la quinta peggior difesa del campionato) e soprattutto per recuperare un talento ormai in fase calante, quel Gomez che tutti pensavano potesse esplodere quest’anno, e che invece anche al Dall’Ara ha mostrato apatia ed egoismo, venendo sostituito dopo appena 45’ minuti. Domenica prossima ad attendere il folletto argentino c’è la Roma di Luis Enrique, formazione che evoca dolci ricordi al fantasista, autore lo scorso anno del delizioso gol vittoria, ma che rappresenterà un esame importante per tutta la formazione, orfana di Marchese e Biagianti (squalificati) e che dovrà fare i conti con una squadra in salute, contro cui non saranno ammesse distrazioni.
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