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Editoriale: episodi, errori, sfortuna e… PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Daniele Di Frangia   
Domenica 29 Agosto 2010 22:35

pellissier-mascara

 

Inizia con una sconfitta la nuova stagione del Catania. In un campo ostico come quello del Bentegodi i rossazzurri approcciano bene la gara e tengono in mano la partita per un tempo. Un netto calo nella ripresa permette il ritorno dei gialloblù che con un rigore di Pellissier trovano il gol vittoria della serata. Ottima prova di Ricchiuti nel primo tempo ma due errori pesanti di Silvestre ed Alvarez costano la sconfitta ai rossazzurri.

 

Gli schieramenti delle due squadre sono quelli annunciati in settimana: 4-3-1-2 a specchio con Ricchiuti dietro Mascara e Lopez da una parte e Bentivoglio a supporto di Pellissier e Moscardelli dall’altra. Izco-Carboni-Ledesma a far da diga in mezzo e Terlizzi preferito a Spolli in difesa. E quello che colpisce subito è la freschezza del Catania. Difesa alta, ritmo ed intensità della manovra, puntelli essenziali del credo di Giampaolo. Ricchiuti dimostra di essere in palla e fa girare tutta la squadra. Un Catania che riesce a rimediare in 5 minuti al pasticcio difensivo (errore di Silvestre) e con un’azione da manuale (splendido il velo di Mascara su assist di Capuano) trova il pareggio col suo uomo migliore, Adrian Ricchiuti. Anche le fasce funzionano: Capuano sembra tornato quello di due stagioni fa, corre e tanto sulla sua corsia, ingaggiando duelli con l’ex Sardo mentre Alvarez avanza quando il semaforo è verde. La diga in mezzo procede. Izco è il solito motorino, Carboni dà equilibrio spegnendo Bentivoglio mentre Ledesma si rende utile (e soprattutto mobile) nel centro-sinistra. Insomma gli etnei fanno la gara e il Chievo e Pioli sembrano sorpresi. Provano con le ripartenze i gialloblù cercando la profondità di Pellissier ma la difesa tiene con qualche fuorigioco. I fraseggi ci sono, la squadra gira ma c’è una nota stonata. Si chiama Maxi e per una sera poi tanto Maxi non è. Il biondo si perde tra i due mastini Cesar e Andreolli e fatica a trovare spazi.

 

La ripresa è un colpo al cuore e anche all’anima. Pronti via e c’è un cambio (quasi) a sorpresa. Fuori Terlizzi, dentro Spolli. A Giampaolo non deve esser piaciuto il gol subito o forse vuole più centimetri per contrastare Moscardelli. Ma è un altro Chievo e soprattutto un altro Catania. I gialloblù sono più pimpanti e provano a fare la gara. Ci riescono. Il Catania comincia a spegnersi lentamente. Prima Lopez (che non si è mai acceso) che Giampaolo cambia con Antenucci, poi (e ben più importante nell’economia del gioco) Ricchiuti. Il fantasista di Lanus dimostra ancora una volta come la prima parte dell’incontro sia il suo piatto forte mentre la ripresa è da amaro o caffè. Quello che dovrebbero prendersi i giocatori etnei che subiscono troppo passivamente il Chievo. I cambi decisivi sono Bogliacino per il fantasma Bentivoglio e Granoche per il buon Moscardelli. Lo sponsor etneo dovrebbe rifornire di benzina i motori rossazzurri che vanno sempre più a rilento. Così una plateale spinta di Alvarez (forse iniziata fuori area) regala il rigore a Pellissier. Vero che il bomber si apprestava a tirare in area ma la spinta da dietro non è stata una mossa felice da parte di Pablo. Il rigore è una formalità. Chievo avanti a 7 dalla fine. Il tecnico prova la mossa della disperazione: fuori proprio Alvarez, dentro Morimoto. Troppo poco tempo per il giapponesino ma l’occasione del rammarico arriva con la traversa di Capuano sul gong dell’arbitro.

 

Perdere a Verona col Chievo ci può stare come afferma anche l’ad Lo Monaco ma il modo in cui si è perso lascia oltre che l’amaro in bocca alcune riflessioni. Ad esempio: perché non inserire in rosa un’alternativa di qualità a Ricchiuti. Il genietto di Lanus ha tecnica e tenacia ma ingolfa il motore dopo un’ora. Giusto dunque trovare un elemento in grado di sostituirlo per l’ultima mezzora. Forse quei nomi ci sono. Gomez o Barrientos di mestiere fanno i trequartisti ma hanno bisogno di pratica per capire se affidabili in sostituzione di Adrian. Il problema del calo collettivo è invece figlio della condizione ancora scarsa e ciò potrà migliorare solo col tempo. Ultimo pensiero sui difensori. In Serie A certi errori si pagano a caro prezzo e stasera si è avuta la netta dimostrazione.





Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Agosto 2010 14:24