| Esclusiva Catanista, Baiocco: "Nel derby fondamentale il collettivo” |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Stefano Auteri | |||
| Mercoledì 14 Dicembre 2011 19:59 | |||
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Si scalda il clima in casa rossazzurra in vista del derby di domenica pomeriggio tra Catania e Palermo, inusuale scontro al vertice che potrebbe sancire il sorpasso degli etnei nei confronti dei cugini rosanero. Proprio in vista del big match del Massimino ai microfoni di Catanista è intervenuto in esclusiva il capitano di tante battaglie sotto il Vulcano, Davide Baiocco.
Il derby di domenica è stato definito da molti ‘derby d’alta quota’; in realtà tu ne hai vissuti altri come nella stagione 2006/07 e nel 2008/09, quando però alla fine il Catania ha dovuto lottare per non retrocedere. Cosa pensi sia cambiato rispetto ad allora? Credi che la formazione rossazzurra sia ormai una squadra da medio-alta classifica?
"Sicuramente rispetto ad allora è cambiata la posizione tra Catania e Palermo. Dove può arrivare la formazione etnea non lo sappiamo, ma di certo fra le due squadre sulla carta non c’è più la differenza che c’era un tempo, visto che negli altri derby si parlava sempre di un Palermo più forte. Il gap si è molto limato. Questa di certo è la cosa più importante. Comunque questo è un punto di partenza importante per il Catania, ma non vuol dire che la sfida sia più facile perchè il derby è sempre una partita diversa rispetto alle altre”
Per quanto riguarda lo stato delle due formazioni, il Catania viene da due sconfitte casalinghe mentre il Palermo stenta ancora lontano dal Barbera. E’ possibile pensare a due squadre che non vogliano farsi troppo del male e possano accontentarsi di un pari o nel caso del derby questi ragionamenti non valgono?
“Il derby è una partita che va aldilà della classifica, che porta strascichi positivi o negativi per tanto tempo. E’ un discorso che non si limita al risultato ma può contribuire a portare entusiasmo oppure arrecarti ancora più problemi. Quando purtroppo i risultati non vengono c’è sempre un malcontento generale che con una partita così importante può aumentare notevolmente. Poi alla fine in palio ci sono tre punti come nelle altre partite, ma dietro ci sono altri risvolti di natura psicologica ed emotiva”
La dirigenza del Catania ha scelto il silenzio per i suoi giocatori. Pensi che per un derby sia meglio tenere alta la concentrazione o cercare di alleggerire la pressione. Insomma il Catania ha fatto bene o no a prendere questa posizione?
“Penso proprio di sì. Lo so che è il vostro lavoro, ma in determinati momenti della stagione è anche giusto chiudersi in se stessi e concentrarsi più che sulle chiacchiere, sul lavoro sul campo. Alcune volte, anche se può sembrare non corretto nei confronti della stampa o della gente, bisogna capire che in determinati momenti, alla vigilia di una partita così importante con una classifica molto corta, una scelta del genere può essere la più opportuna. Penso che queste situazioni devono essere gestite con attenzione e soprattutto capite e accettate da tutti”
Qual è il derby che ricordi con maggiore affetto e quello che invece che ti provoca maggiori rimpianti e magari vorresti rigiocare?
“Il derby che vorrei rigiocare è sicuramente quello del 2 febbraio, finito in tragedia. Lo vorrei rigiocare con la speranza che abbia un epilogo differente. Quello che invece ricordo con più piacere risale alla stagione 2008/09, quando ci siamo imposti per 4-0 a Palermo”
Chi pensi potrà essere decisivo da una parte e dall’altra, e poi se ti senti di sbilanciarti in un pronostico.
“Nelle due squadre ci sono tanti giocatori importanti, dotati di grande qualità, da Ilicic a Lopez, Gomez, Bergessio e Almiron; tanti in entrambe le squadre. Ciò che importa in queste partite è il collettivo, noi contro il Palermo avevamo di fronte una formazione con individualità molto importanti, ma nonostante ciò con un gioco di squadra notevole abbiamo contrapposto il nostro modo di giocare alle loro spiccate individualità. In questa partita più che in altre conta ciò che è in grado di fare la squadra. Il mio pronostico è ovviamente per il Catania, essendo un catanese di adozione è normale che la squadra per cui tifo è quella rossazzurra. Mi auguro che faccia sempre bene, che ogni anno si salvi e che in futuro possa togliersi ancora grandi soddisfazioni”
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Dicembre 2011 21:36 |






