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Focus: ancora errori fatali dietro...che pesano PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Daniele Di Frangia   
Domenica 22 Gennaio 2012 19:32

Niccolo.Cherubin.Bologna.FC.v.Catania.Calcio.lr1BEsui8v9l

 

Un’altra sconfitta da amaro in bocca per i rossazzurri, un’altra sconfitta che fa arrabbiare Montella e i tifosi. Rispetto a Bologna meno atteggiamento molle e più possesso palla, ma ancora poca, pochissima concretezza sul piano della lucidità negli ultimi metri. Un po’ come a Genova, col Chievo e col Cagliari, è mancata quella precisione nei momenti importanti della gara, seppur la squadra abbia giocato e tenuto bene il campo.

 

Ma più che la fase offensiva, a far male è ancora la fase difensiva. Anche quest’oggi sono arrivati errori importanti da parte dei singoli che sono costati cari nell’economia della gara. Il tre contro tre in contropiede dopo solo un quarto d’ora di gioco fa riflettere anche se Montella lo cataloga come “situazione di gioco che ci può stare quando si fa la partita”. Sempre Armero taglia poi a fette la difesa rossazzurra ed entra in area ancora dall’esterno verso l’interno un po’ come Ibarbo del Cagliari. Altro errore da matita rossa insomma. L’analisi scandisce ad ogni partita almeno un errore. Già prima della sosta tra Bergamo, Parma, Cagliari e Chievo ne avevamo viste delle belle (o meglio delle brutte). Dopo la sosta sono arrivati gli errori di Bologna (palla inattiva, gol di Cherubin), con la Roma (angolo, testa di De Rossi solissimo) e adesso Udine.

 

Errori netti, evidenti, fatali. Ma con chi è giusto prendersela? Col portiere che pur è cambiato dopo la sosta? O con Legrottaglie? Con Spolli o con Potenza? Con Marchese o con Bellusci? Con Alvarez o con il centrocampo che non copre adeguatamente?
In realtà ogni svista ha avuto responsabili diversi e diventa dunque difficile poter buttare addosso la croce a qualcuno, a patto che questo aspetto possa risolvere i problemi.

 

Ma l’aeroplanino sembra glissare sulle distrazioni dei singoli, piuttosto preferisce prendersela con la fase offensiva che sbaglia scelte negli ultimi trenta metri. Cosa c’è dietro tutto ciò? La voglia di non parlare in pubblico delle distrazioni dei suoi o l’interesse “zemaniano” a fare un gol in più degli altri con la possibilità già messa in conto di subirne qualcuno?