| Focus: Giannoccaro decisivo, bene Maxi-Barrientos |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Stefano Auteri | |||
| Domenica 11 Dicembre 2011 17:44 | |||
Il Catania sceso in campo contro l’Atalanta per dimenticare i passi falsi casalinghi contro Chievo e Cagliari centra in pieno il suo obiettivo, e come nella trasferta di Lecce va vicinissimo al bottino pieno grazie alla rete di prepotenza firmata da Legrottaglie nel primo tempo, pareggiata successivamente dal duo Tiribocchi-Giannoccaro. Se il primo infatti è stato lesto e preciso nello sfruttare la libertà concessa dai difensori etnei sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il fischietto salentino è stato invece uno dei fattori determinanti nell’evoluzione del match a causa di alcune decisioni discutibili, su tutte l’espulsione sul finire del primo tempo di Spolli. 12 minuti, infatti, sono bastati al direttore di gara per mostrare il primo cartellino giallo al difensore argentino, sciocco nell’intervenire da tergo sulle caviglie di Denis all’altezza della metà campo. Già al 35’ poi sul suo taccuino erano presenti anche i nomi di Marchese e Delvecchio, autori di due interventi giudicati sicuramente in maniera troppo severa da Giannoccaro, impaurito forse dalla possibilità di vedersi scappare la partita di mano. In realtà però, fino a quel momento, il match era scivolato via senza mai dare l’impressione di poter degenerare, caratterizzato perlopiù da interventi maschi ma mai oltremodo scorretti. L’unica spiegazione può essere rappresentata dalla volontà del direttore di punire l’assiduità con cui gli etnei avevano cercato in più occasioni di spezzettare le manovre avversarie, ma ciò non giustificherebbe assolutamente la svista avvenuta in occasione del doppio giallo con cui ha mandato anzitempo sotto la doccia il numero tre. Il centrale sudamericano, infatti, era stato autore di uno dei tipici interventi denominati ‘d’esperienza’, con una mano galeotta sulla schiena di Denis, fondamentale per permettergli un anticipo certo; ma da qui a parlare di fallo, e per di più di provvedimento disciplinare, ce ne passa. Una situazione di gioco come tante, che di solito sfociano in un nulla di fatto, e che invece in questa circostanza ha maledettamente complicato un incontro fino a quel momento amministrato perfettamente dai rossazzurri.
La squadra di Montella, infatti, ed ecco qui il secondo elemento da tenere in considerazione e sottolineare nell’analisi del match è scesa in campo con una novità rilevante nel pacchetto avanzato, la staffetta fra la coppia Gomez-Bergessio con quella Barrientos-Maxi Lopez. Il numero 28 è stato spostato qualche metro più avanti rispetto alla posizione di mediano in cui è stato impiegato il più delle volte, ed è stato lasciato libero di svariare dietro le spalle di Maxi, mostrando un ottimo feeling con il biondo numero 11 in memoria dei vecchi tempi in Russia quando la loro tecnica era ala servizio del FK Mosca. Dal canto suo Maxi ha dimostrato per l’ennesima volta di voler dare tutto per questa maglia, sacrificandosi in fase di non possesso in ripiegamenti profondi e sfiancanti, che probabilmente ne hanno causato una perdita di lucidità dalle parti di Consigli.
Note positive ed incoraggianti dunque per tutti i 45 minuti, durante i quali i rossazzurri hanno dato vita ad una netta superiorità nel possesso palla, condita da una precisione in fase difensiva che ha reso irriconoscibile il capocannoniere del campionato, Denis. Dall’espulsione in poi, ovviamente, è derivata tutta un’altra partita, ed è qui che forse Montella avrebbe potuto intervenire in maniera più propositiva. Per sopperire, infatti alla perdita di uno dei tre centrali, il tecnico campano ha deciso di passare alla difesa a quattro indietreggiando Marchese e Potenza e a loro volta spostando a centrocampo Delvecchio sull’out di destra e Barrientos su quello opposto, lasciando così Maxi isolato là davanti a contendere la palla all’arcigna difesa avversaria. Per carità una mossa più che lecita, ma col passare dei minuti l’affaticamento soprattutto dei due esterni adattati era diventato palese, e Barrientos non riusciva più ad appoggiare la fase offensiva, costringendo il mister al cambio. In questo frangente, più che della calma di Sciacca, avrebbe forse fatto comodo la velocità e la capacità di tener palla di Gomez, che largo sulla fascia avrebbe potuto far rifiatare una formazione schiacciata negli ultimi 20 metri dagli avversari per gran parte della ripresa. Tutto sommato però il Catania può tornare sorridente da questa trasferta che, eccezion fatta per l’espulsione di Spolli e l’amnesia difensiva sul gol del pari, ha riservato spunti positivi per Montella caparbio nell’affidarsi ancora al 3-5-2, e soprattutto consapevole di potersi affidare ad un Almiron in condizione stratosferica che sommato all’esperienza e alla cattiveria di Legrottaglie, rappresenta il valore aggiunto che tanti si auspicavano lontano dal Massimino
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