| Focus: il Massimino stavolta danneggia il Catania |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Stefano Auteri | |||
| Sabato 14 Gennaio 2012 23:36 | |||
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45 minuti di grande calcio da parte del Catania di Vincenzo Montella, ma a mettere la parola finea quella che poteva essere un’occasione d’oro per fare uno sgambetto alla Roma è stato il terreno dello stadio 'Angelo Massimino'. Sono bastate infatti poco più di due ore di pioggia intensa per rendere impraticabile un campo che fino alla fine del primo tempo sembrava poter reggere ancora in maniere dignitosa. Ed invece niente da fare. Proprio durante l’intervallo le pozzanghere hanno preso il sopravvento costringendo il signor Tagliavento a bloccare in due occasioni le ostilità per provare il rimbalzo del pallone prima di rinviare definitivamente il match.
Un vero peccato visto che la partita si era messa sui binari desiderati da Vincenzo Montella, con una squadra compatta e attendista, che durante la prima frazione è riuscita a ripartire con velocità e precisione soprattutto grazie ai due furetti Gomez e Barrientos, a tratti imprendibili per gli esterni avversari. Perfetta è stata la lettura del match da parte del tecnico campano che con un 4-4-2 in fase di non possesso ha reso quanto mai sterile il prolungato possesso palla avversario, sfruttando, ogni qual volta veniva recuperata la sfera, dei cambi di gioco illuminanti ed utili per creare la superiorità numerica. Altro dato da sottolineare, la croce e delizia provocata dalle palle inattive, con il gol di De Rossi, nato dall’ennesima ingenuità difensiva che andava ad impattare la dodicesima rete su palla inattiva per gli etnei messa a referto dal gigante Legrottaglie sugli sviluppi di un calcio piazzato battuto da Lodi.
Insomma, in questa occasione si può parlare a tutti gli effetti di un Massimino ostile, che nonostante gli sforzi non è riuscito a sostenere l’enorme quantità di acqua piovuta, e che costringerà le due squadre a scendere in campo nel mese di febbraio per gli ultimi 25 minuti. Di certo il peggioramento delle condizioni del terreno non potevano che favorire la formazione rossazzurra, annullando il maggior tasso tecnico avversario e mettendo in evidenza le doti di lottatore di Bergessio, vera spina nel fianco per la difesa giallorossa. Non a caso, infatti, sono stati proprio i giocatori etnei a chiedere con insistenza il proseguo delle ostilità, mentre ad opporsi con veemenza è stato Luis Enrique, che aveva intuito l’impossibilità per i suoi di mettere in atto il solito “tichi tichi taca”. Per quanto riguarda la tenuta del manto erboso le opinioni sono divergenti, fra chi esalta addirittura il Massimino per aver resistito almeno fino al 60’ sotto le secchiate d'acqua, e chi invece lo giudica ancora inadatto rispetto ad altri campi della massima serie sottoposti in molte più occasioni a temperature rigide e piogge incessanti.
Un problema, quello della pioggia, che si ripresenta puntuale ogni inverno e che con ogni probabilità continuerà ad affliggere uno stadio sicuramente deficitario e che metterà in futuro il Catania nuovamente di fronte all'impaccio di dover disputare partite infrasettimanali fuori programma. Adesso infatti non resta che aspettare l’8 o il 15 febbraio, date in cui potrebbe essere recuperato il match, partendo dal ventesimo minuto della ripresa, con la certezza di non aver di fronte né Totti né De Rossi, entrambi sostituiti da Luis Enrique, e con la speranza di ammirare un Catania ancora grintoso e ficcante… pioggia permettendo
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