| Focus: L'aeroplanino fa decollare il suo 3-5-2 |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Stefano Auteri | |||
| Sabato 15 Ottobre 2011 19:51 | |||
E adesso via con i proclami di salvezza per placare la fantasia galoppante del popolo rossazzurro. Il due a uno arrivato in rimonta contro l’Inter rappresenta la prova di maturità per una squadra apparsa convinta dei propri mezzi e dotata di grande personalità già nelle prime uscite stagionali, ma che dopo il successo di oggi potrà sicuramente guardare al futuro con occhio diverso. A rendere ancora più difficile ed emozionante il tutto, ci aveva pensato Cambiasso, la bestia nera per gli etnei, che dopo appena 6’ era riuscito a sbloccare il match, creando non pochi grattacapi a Montella. Il tecnico campano non ha però perso la calma, continuando ad incitare i suoi senza adottare stravolgimenti tattici, continuando a puntare sul quel 3-5-2 che buone cose aveva fatto intravedere in quel di Novara.
“La duttilità dei miei uomini mi permette di alternare i due schemi”. Erano state queste le parole del tecnico durante la conferenza stampa della vigilia, e così, tornati abili e arruolabili Spolli e Bellusci, l’aeroplanino non ha avuto alcun dubbio sul puntare dal primo minuto su una difesa a tre, pronta a trasformarsi in una linea a quattro facendo scalare Marchese sull’out di sinistra e allargando Bellusci su quello opposto nella fase di non possesso. Poco importa agli undici di casa se a sbloccare il punteggio è stato un inserimento dalle retrovie. Legrottaglie e compagni hanno continuato a giocare come se nulla fosse successo, tenendo sempre la palla bassa (verbo predicato con insistenza da Montella) e cercando di trovare il varco giusto nella retroguardia avversaria con un giro palla, apparso in verità un po’ lento nella prima frazione. Un primo tempo, infatti, vinto ai punti da Ranieri, soprattutto per l’umiltà chiesta in particolare ai suoi due centravanti, che a turno si sono sfiancati in una marcatura ad uomo su Lodi, il Pirlo etneo fonte costante della manovra, ma anche a tutto il resto della squadra che ha difeso tenendo undici uomini dietro la linea della palla per evitare di ripetere gli errori difensivi commessi in passato.
L’intervallo avrebbe potuto far pensare ad un cambio tattico da parte di Montella, che invece ha chiesto ai suoi solo di aggredire ancor di più gli avversari sfruttando maggiormente il dinamismo di Izco e gli inserimenti senza palla di Almiron. Grazie anche ad un pesante indietreggiamento della linea di pressing dell’Inter, i rossazzurri hanno così avuto a disposizione maggiori spazi, riuscendo a dialogare liberamente e con maggiore velocità. Proprio questo è stato un altro dei dati rilevanti per quanto riguarda la seconda frazione. Lodi e compagni hanno mantenuto il possesso del pallone per oltre 8 minuti di più rispetto alla squadra di Ranieri, mettendo in mostra un’abilità di palleggio degna di una grande squadra, nonché una spiccata personalità; indispensabile per mettere in atto quell’uno-due micidiale che ha tagliato le gambe ai nerazzurri.
Prova del nove superata dunque per il tecnico etneo che dopo Conte è riuscito ad imbrigliare anche Ranieri, mister stimato ed apprezzato, ma che nonostante la buona intuizione nell’annullare Lodi non è riuscito ad arginare l’entusiasmo del suo più giovane collega. Ciò che impressiona maggiormente in positivo per quel che riguarda Montella è la sua voglia di trovare soluzioni sempre nuove di domenica in domenica, adattandosi agli avversari, ma anche riuscendo a valorizzare al meglio la condizione di forma dei suoi uomini. Letteralmente perfetta, a conti fatti, la scelta di puntare su Bellusci, Legrottaglie e Spolli, un trio possente ed invalicabile, sempre pronto in anticipo e mai titubante. Decisivo nella mediana il ruolo svolto da Almiron, autore di un gol da cineteca e di una prestazione piena di qualità e quantità. Da elogiare poi Izco e Bergessio, due giocatori completamente rinati dopo l’intervallo e capaci di dare quella profondità ed assistenza ai compagni in ogni angolo del campo. Insomma una squadra in piena saluta sia fisica che mentale, un gruppo coeso, in cui le riserve non sembrano tali ma piuttosto delle validissime alternative pronte a dare il proprio contributo (vedi Catellani e Maxi Lopez). Spazio all’entusiasmo dunque e soprattutto ai complimenti, con un condottiero, Montella, giovane e intelligente pronto a sorprenderci anche nel proseguo della stagione
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