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Focus: Montella aggredisce il turnover di Mazzarri PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Stefano Auteri   
Sabato 29 Ottobre 2011 20:24
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E sono 8. Il ciclo terribile che avrebbe dovuto portare il Catania a soffrire le pene di un calendario ostile con Inter, Fioretina, Lazio e Napoli in successione, è quasi giunto al termine e adesso finalmente possiamo dirlo: i rossazzurri sono una squadra matura. Dopo l’entusiasmo causato dal 2-1 contro l’Inter, la sorpresa provocata dai due pareggi fuori casa nelle trasferte di Firenze e Roma, in pochi pensavano che l’ennesima prova del nove potesse essere superata così brillantemente, ed invece adesso siamo là nei piani alti con 14 punti, 8 dei quali rimediati proprio nel mese orribile. Una partita, quella contro i partenopei, vinta soprattutto a centrocampo dove grazie ad un calendario benevolo per gli etnei, visti gli impegni ravvicinati di coppa della squadra campana, Mazzarri è stato costretto ad un robusto turnover lasciando in panchina Maggio e Dzemaili ed inserendo Dossena e Santana. Precisa e puntuale la contromossa di Montella, che ha piazzato sin dall’inizio Almiron e soprattutto Ricchiuti in pressione sui due centrocampisti centrali avversari costringendo Santana spesso alla fase di interdizione, arginando le avanzate dei rossazzurri con interventi fallosi.

 

Da questa difficoltà nella mediana sono scaturiti i maggiori pericoli per gli ospiti grazie anche al lavoro sporco di Bergessio, vero e proprio punto di riferimento per tutte le manovre offensive, capace di “venire incontro”  per poi offrire un uno-due veloce con Ricchiuti o Gomez. Una sensazione di superiorità tattica venuta a galla dopo il quarto d’ora iniziale con quel gol subito a freddo da Cavani (unica distrazione della retroguardia etnea) ma tipico ormai dei Montella boys, ideali per gli scommettitori amanti della puntata handicap-1. Mediana bloccata dunque dai due furetti argentini, ma anche i due tenori e mezzo (per la cronaca un po’ ingrati i fischi riservati a Mascara) nei primi 60 minuti sono stati quasi del tutto annientati, con una marcatura asfissiante a turno di Legrottaglie e Spolli su Cavani, ed una copertura efficace su Lavezzi agevolata dal costante raddoppio di Lodi. Insomma una squadra che ha evidentemente dimostrato la sua superiorità sul piano tattico mettendo in palese difficoltà gli undici avversari alternando una fase difensva attenta ed aggressiva ad un’impostazione offensiva che nella prima frazione, come nella trasferta di Roma contro la Lazio, non ha disdegnato anche qualche lancio lungo su colosso Bergessio e sulle accelerazioni in profondità di Gomez mostrando una duttilità di schemi non limitata al solo possesso palla asfissiante.

 

Poi indubbiamente a mettere la partita sui binari rossazzurri è stato il secondo giallo rimediato da Santana, ma ancor più favorevole è stata la scelta di Mazzarri di affidarsi nel reparto arretrato contemporaneamente a FIdeleff e Fernandez, due giocatori ancora acerbi per la massima serie italiana che Montella ha subito deciso di pressare alti, lasciando larghi sia Bergessio che Gomez così da favorire l’attacco della zona centrale da parte di Almiron e Ricchiuti e costringendo spesso il povero Cannavaro al lancio lungo. Insomma la solita partita perfetta di super Vincenzo che poi nel secondo tempo ha azzeccato anche i cambi inserendo Catellani per un Gomez esausto, e soprattutto facendo rifiatare Ricchiuti in favore di un Barrientos raramente visto così in palla e così voglioso di fare bene, stimolato forse dal confronto con i molti connazionali e soprattutto con Lavezzi. Di grandissimo spessore infatti è stata la prestazione del numero 22 del Napoli, folletto presente in ogni parte del campo in tutti i 90 minuti e autentico trascinatore con le sue continue accelerazioni contenute con affanno nel finale da un Catania un po’ impaurito.

 

Eh sì perché l’unico rimbrotto da poter fare alla formazione di Montella è stato non essere riuscita a chiudere la partita con qualche minuto di anticipo viste le ghiotte occasioni capitate sui piedi prima di Gomez e poi di Delvecchio, alimentando le speranze di rimonta degli avversari che nel finale hanno fatto stare tutto il Massimino con il fiato sospeso. Però tutto è bene ciò che finisce bene, ed il Catania che non muore mai continua a far sognare con l’ultimo miracolo Montelliano, ossia l’essere riuscito a far segnare anche Giovanni Marchese in una notte fantastica che proietta i rossazzurri in Paradiso, dove ad attenderli però domenica prossima ci saràad attenderli il diavolo rossonero.





Ultimo aggiornamento Domenica 30 Ottobre 2011 12:45