Home
 170 visitatori online

Giampaolo: “Assistenti condizionati.” L’Inter? “E’ quella del Mou” PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Daniele Di Frangia   
Sabato 08 Gennaio 2011 20:07

giampaolo_400

 

A ventiquattro ore di distanza dalle dichiarazioni di fuoco di Pietro Lo Monaco sul sistema, arrivano le parole del tecnico rossazzurro Marco Giampaolo. Più pacato nei modi e meno polemico ma comunque preciso e lucido nella condanna a ciò che spesso si verifica nei campi calcistici: il condizionamento verso la terna arbitrale. Il mister ha puntato il dito contro il problema svelando che aveva proposto tempo fa a Collina una soluzione. Sull’Inter c’è la convinzione che sia tornata la squadra di Mourinho ma il Catania si farà trovare pronto.

 

“L’adrenalina conta a prescindere da Roma nel senso che Roma si deve dimenticare perché altrimenti rischia di costituire un alibi per la partita di domani e per le partite future. La società si è espressa in merito e per noi deve essere un capitolo chiuso e guardare avanti. Però giochiamo a distanza di tre giorni contro una squadra abituata a giocare sempre ogni tre giorni. Noi siamo abituati a scandire la nostra settimana, abbiamo i nostri tempi di recupero, soprattutto mentali, quindi il gap lo dovremo colmare attraverso la capacità di accendere subito il motore soprattutto sul piano mentale. Questo è l’aspetto più importante.”

 

“Il problema dell’Inter era recuperare i tanti infortunati, poi è una signora squadra. Se ci soffermassimo a quello che sono i discorsi tecnici, invece non dobbiamo parlare di questo. Sul piano fisico la squadra ha dimostrato di star bene dopo la lunga pausa ma questo lo sapevo perché i ragazzi avevano lavorato in maniera seria. Adesso la cosa più importante è accendere il quadro elettrico ovvero l’attenzione, la concentrazione sulla partita che è molto difficile.”

 

“Penso ad una partita difficile dai ritmi scanditi anche dall’avversario che potrà speculare per l’esperienza, per i colpi, per le qualità. Per questo l’anticipare le situazioni mentalmente può far la differenza per noi,  annullare il gap tra noi e loro.”

 

“Quest’ultima Inter ha connotati più fisici rispetto a quella di Benitez, non so fino a che punto per scelta di Benitez o per problemi di infortuni. Però quell’Inter ha giocato molte partite con Biabiany e Coutinho quindi aveva un connotato più tecnico che di spessore fisico. L’Inter che ha giocato contro il Napoli è la prima Inter di Mourinho con Stankovic dietro le punte e i tre centrocampisti. Quindi è una squadra che ha riacquistato fisicità, più pratica che bella, che va al sodo. Squadra in grado di vincere le partite per le qualità dei singoli.”

 

Mascara? “Sul piano nervoso una parte della gara la può fare perché poi lui non è un ventenne, ha la capacità di saper gestire i momenti, sa come correre, sa come stare in campo. Poi conto di recuperarlo al meglio della sua condizione psicofisica col passare dei giorni.”

 

“Damato lo stimo molto, è uno fra i migliori, mi aspetto un arbitro sereno. Nessuno deve essere sotto il giudizio degli altri. L’arbitro deve essere sereno, deve fare al meglio il suo lavoro. Io sono portato a non protestare per una forma di carattere. Quando subisci delle pressioni, nelle situazioni ibride, incerte, puoi risentire di quel condizionamento, fa parte della natura umana. Allora come possiamo abbattere il problema, evitando le proteste, evitando i condizionamenti sanzionandoli. Fa parte anche della discrezionalità dell’arbitro punire un giocatore per un’ingiuria o meno. Però il metro di misura deve essere più o meno simile per tutti. Il condizionamento lo puoi subire dal pubblico ma non dagli addetti ai lavori. Due anni fa chiesi a Collina di evitare il contatto tra il guardalinee e la panchina durante le partite. Le partite molte volte si decidono più per un errore di un assistente che dell’arbitro. Il fuorigioco di Maxi è una chiara azione da gol, l’arbitro segnala perché l’assistente segnala, il fuorigioco di Vucinic è perché l’assistente non segnala.”

 

“Lopez è tornato il 27 perché non è andato a casa. Si è allenato molto bene coi compagni, mi pare che abbia metabolizzato tante cose, soprattutto il fatto di dare una grande mano al Catania per raggiungere l’obiettivo perché poi questo possa costituire un trampolino di lancio per una grande squadra. Tutto questo deve essere sostenuto da una condizione fisica e mentale al 100%. Nella prima parte della stagione ha fatto fatica a ritrovarsi. Noi ci siamo messi a disposizione sempre e lui piano piano l’ho visto allenarsi meglio, fare le cose per bene. Deve continuare così e raccoglierà i frutti di questo lavoro. Adesso è un giocatore sereno, entusiasta, poi le qualità nessuno mai le ha discusse.”

 

“Sciacca secondo me ha le caratteristiche per giocare davanti la difesa, più lì che mezzala. Dovrà pur giocare, ci sono tante partite. Io al ragazzo ho detto che lui deve convincere me. È un ragazzo serio, professionale, pacato. Se gioca deve essere tranquillo, con la personalità giusta, senza remore. Lui sta imparando e quindi potrà giocare domani, in futuro ma è un giocatore sul quale conto.”