| Giampaolo tra avversario, modulo e tessera |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Daniele Di Frangia | |||
| Sabato 20 Novembre 2010 15:14 | |||
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Vigilia di Catania-Bari al centro sportivo di Massa. Il tecnico Marco Giampaolo si è presentato ai microfoni della stampa ponendo l’accento soprattutto sull’avversario, quel Bari di Ventura che a dispetto della classifica, sa giocare al calcio e negli ultimi due anni lo ha dimostrato. Una gara da non sottovalutare ma da vincere per far sorridere la classifica.
“Il derby fa parte del passato, rimarrà negli annali della storia del Catania e del Palermo ma è già dimenticato come ogni partita nel bene e nel male dev’essere messa da parte e pensare immediatamente a quella successiva.”
“Io non ho mai vinto partite prima di giocarle, tutte quelle che ho giocato sono state sudate. E anche domani mi aspetto una partita difficile, complicata, dove ci sarà da sudare. Il Bari, nonostante qualche assenza, è una squadra dove il leader è il gioco quindi è una squadra che recita uno spartito e anche i sostituti sono capaci di interpretare quello spartito lì. Magari a differenza di tante altre squadre dove le individualità sono messe in primo piano e mancando quelle la squadra ne può risentire. Non credo sia il caso del Bari che è in grado di sopperire alle assenze con un’idea di gioco collettiva che ha saputo esprimere negli ultimi due anni con ottimi risultati ed un calcio brillante. Io non penso che l’allenatore sia in bilico lì perché credo che sia la migliore garanzia per ottenere il loro risultato. Molto probabilmente devono recuperare gli infortunati, hanno qualche squalificato e alla lunga credo che il tempo giochi a loro favore quindi non c’è da temere la posizione dell’allenatore ma c’è da giocare una partita difficile contro una squadra che sarà in grado di mettere in campo undici giocatori credo anche specifici per recitare quello spartito di cui parlavo prima. Bisogna fare una partita prestando attenzione alle caratteristiche ed alle qualità del Bari che ha saputo dimostrare negli ultimi due anni.”
“Il Bari ha giocato e gioca il più bel calcio, tra i migliori in Italia, che va pensato prima a bocce ferme, che va costruito attraverso la specificità di alcuni calciatori e loro si sono mossi in questi anni sul mercato alla ricerca di quei calciatori lì. È un calcio propositivo ma è anche fatto di grande collettivo. E’ diverso dal nostro perché usa un sistema di gioco diverso però è una squadra che ha le idee chiare, sia quando ha la palla che quando non ce l’ha. È una squadra che non si affida al caso, che ha certezze.”
“Terlizzi ha forzato nelle ultime due partite però ha recuperato e quindi sarà della partita. Domani sono tre punti importantissimi, pesantissimi, che ci farebbero guadagnare un bel bottino per quello che è il campionato e che ci darebbero una bella iniezione di fiducia. La squadra ne è consapevole e giocheremo per prenderceli. È un Bari che con l’organico al completo sa dir la sua. Credo che quello lì è un sistema di gioco che viene valorizzato con le qualità tecniche e il Bari ne ha tanti di giocatori bravi sul piano tecnico. Qualche partita l’ha persa immeritatamente e quando ti trovi a gestire situazioni di emergenza non è mai semplice. Sono importanti gli accorgimenti dentro la partita che sono tutte quelle cose che ci devono portare ad aver vantaggi sull’avversario e non svantaggi per contrapporsi alla filosofia della squadra avversaria.”
Sulla tessera ed il calo impressionante di affluenza al Massimino, Giampaolo si esprime così: “Le grandi conquiste poi diventino un qualcosa da difendere con grande passione e con grande entusiasmo. Questo è il quinto anno del Catania in Serie A e quindi ha saputo dare continuità nella massima serie migliorandosi ogni anno. Molto probabilmente le aspettative sono diverse, l’assuefazione ad un campionato dove devi salvarti all’ultima giornata può diventare routine e non più una grande conquista e questo potrebbe essere una delle giustificazioni così come credo ci sia il problema della tessera del tifoso che va a penalizzare il cuore della tifoseria, quindi coloro che sanno darti la spinta in più quando giochi le partite. Entrambe le cose dunque.” “La squadra ha questo dna che ha maturato negli anni quindi la strada è quella lì, all’interno di quella strada possiamo fare degli aggiustamenti, delle variazioni cammin facendo di partita in partita.”
“Il calcio deve esprimere libertà di sentimenti. Bisogna fare un passo avanti sotto ogni punto di vista. Non ci deve essere né la tessera del tifoso né impedire ai tifosi di andare a vedere la propria squadra e né tantomeno aver la possibilità di acquistare il biglietto al botteghino per vedersi la partita. È chiaro che se dietro tutte queste cose ci sono segnali di violenza il tutto va ripensato dal principio però credo che il calcio debba esprimere libertà.” “Con i due attaccanti appaiati ci si può giocare ma dobbiamo ripensare ad un centrocampo diverso così come è stato con l’Udinese. Quella è una partita in cui ritenevo opportuno giocar così però cambiano i presupposti degli altri, disperdi alcuni giocatori perché è un sistema diverso. Di volta in volta chissà decideremo, può darsi che domani ci giochi o meno, in base alla condizione di ognuno di loro ed alle caratteristiche difensive dell’avversario. Per domani non mi esprimo perché non voglio dar vantaggi all’avversario chiaramente però abbiam provato quindi la possibilità di giocar così c’è. La formazione è l’ultima cosa alla quale penso, è la valutazione di un lavoro settimanale.”
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