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Grazie Maxi, come te nessuno mai! PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Renato Maisani   
Venerdì 27 Gennaio 2012 21:06

maxi_lopez_catania_palermo

 

"Tutto va come deve andare" recitava una celebre canzone di quelli che, nel 2001, erano ancora gli 883. E tutto è andato proprio così, proprio come doveva andare, seppur con un po' di ritardo. Caro Maxi, alla fine ce l'hai fatta! Il Milan ha rotto gli indugi e ti ha finalmente concesso la grande chance, quella che meriti!
 
Un anno fa, pur consapevole di essere il talento più puro in forza al Catania, mi hai accolto con la disponibilità del più umile dei 'portatori d'acqua', con una cordialità comune a pochi. Da oggi, esattamente 2 anni dopo il tuo arrivo in Sicilia, non sei più un giocatore del Catania. Sfogliando l'album dei ricordi dei tuoi 730 giorni rossazzurri, troviamo tanti goal ma, soprattutto, tanti sorrisi regalati a giornalisti, addetti ai lavori e a quei tifosi che non potranno mai dimenticarti.
 
Senza troppi giri di parole, se il Catania milita ancora in Serie A e può far leva su un progetto tra i più ambiziosi e solidi dell'intero movimento calcistico italiano, il merito è soprattutto di quegli 11 goal messi a segno in 17 gare dei quali forse, qualcuno, si è dimenticato troppo in fretta. "Mi avevano pagato per fare quei goal", mi hai risposto sorridendo quando ti ho fatto notare quanto decisivo eri stato per il futuro di squadra e società. Ironia della sorte, la stessa risposta che mi avrebbe dato qualche mese dopo Gionatha Spinesi. Un altro campione di umiltà che, a suon di goal, ha scritto la storia del Catania. Quella stessa umiltà con la quale, seppur sbattendo talvolta qualche porta, hai accettato di restare fuori anche quando - diciamocelo chiaramente - non lo meritavi.
 
Perchè, caro Maxi, di attaccanti forti come te, da queste parti, non ne erano mai passati. Un attaccante fenomenale ma, ancor prima, un professionista esemplare ed una persona sana e positiva.
 
La meravigliosa rovesciata di Livorno, la doppietta nel derby col Palermo, il super-goal a Bari nel momento più difficile dello scorso campionato, la prima perla all'Olimpico contro la Lazio, la rete  nella 'San Siro' rossonera contro il Milan, le lacrime dopo l'ultimo derby: sono soltanto alcuni dei momenti magici che hai regalato ai tifosi del Catania. Quegli stessi tifosi che, con estrema gratitudine, anche nei periodi più bui hanno continuato ad accoglierti con applausi ed ovazioni ogni qual volta la speaker del 'Massimino' annunciava il tuo nome o ti alzavi dalla panchina per effettuare il riscaldamento.
 
"Oh, attenzione, questi hanno messo dentro l'attaccante". Era questo il messaggio che trasmettevano gli occhi dei difensori avversari quando entravi in campo a partita in corso. La sensazione più diffusa tra i tifosi rossazzurri, invece, era quella che adesso, finalmente, da un momento all'altro sarebbe potuta accadere qualcosa. Talvolta succedeva, talvolta no. Ma poco contava: ci avevi provato. Con l'abnegazione e la determinazione comune a pochi calciatori e che ti aveva fatto entrare, forse ancor più dei goal realizzati, nel cuore della tifoseria e di un'intera città.
 
E’ vero, qualcuno sminuisce la tua partenza, evidenziando come ormai fosse ampiamente prevista. Ma queste parole somigliano tanto a quelle di un fidanzato che, mollato dalla propria donna, prova a farsene una ragione tentando di convincere tanto gli altri quanto se stesso del fatto che la storia fosse già arrivata al capolinea da un pezzo. Al solo scopo di soffrire un po’' meno.
 
A Catania, per tutti, eri e continuerai ad essere semplicemente 'Maxi', l'attaccante più forte mai visto con addosso la maglia rossazzurra.
 
Madri, nonne, bambini: tutti sapevano che il Catania schierava in attacco un biondo di nome Maxi Lopez. Due bambini su tre, allo stadio, sfoggiavano la maglia col tuo numero 11 e quel semplice 'Maxi' stampato sulle spalle. E, probabilmente, continueranno a farlo. Perchè tu, caro Maxi, non sei stato soltanto la storia del Catania, ma hai contribuito in maniera decisiva affinché anche il futuro di questa società fosse diverso.
 
Ma adesso vai! Va’ a goderti quella musichetta meravigliosa che hai già ascoltato da protagonista quando, tra Messi ed Eto'o, tra Xavi e Ronaldinho, indossavi la maglia del Barcellona. Perchè il tuo posto è proprio quello, in mezzo ai campionissimi. Le tue rivali 'da gufare' sono Inter e Juventus, non Cesena e Novara. Vai e fa' vedere di essere all'altezza di calcare i palcoscenici più prestigiosi. Catania non potrebbe essere più orgogliosa di te. E tu, dagli spogliatoi di 'San Siro', sappiamo già che ti informerai immediatamente sul risultato del TUO Catania che, senza di te, proverà a cavarsela.
 
Grazie Maxi! Come te nessuno mai."Tutto va come deve andare" recitava una celebre canzone di quelli che, nel 2001, erano ancora gli 883. E tutto è andato proprio così, proprio come doveva andare, seppur con un po' di ritardo. Caro Maxi, alla fine ce l'hai fatta! Il Milan ha rotto gli indugi e ti ha finalmente concesso la grande chance, quella che meriti!
Un anno fa, pur consapevole di essere il talento più puro in forza al Catania, mi hai accolto con la disponibilità del più umile dei 'portatori d'acqua', con una cordialità comune a pochi. Da oggi, esattamente 2 anni dopo il tuo arrivo in Sicilia, non sei più un giocatore del Catania. Sfogliando l'album dei ricordi dei tuoi 730 giorni rossazzurri, troviamo tanti goal ma, soprattutto, tanti sorrisi regalati a giornalisti, addetti ai lavori e a quei tifosi che non potranno mai dimenticarti.
Senza troppi giri di parole, se il Catania milita ancora in Serie A e può far leva su un progetto tra i più ambiziosi e solidi dell'intero movimento calcistico italiano, il merito è soprattutto di quegli 11 goal messi a segno in 17 gare dei quali forse, qualcuno, si è dimenticato troppo in fretta. "Mi avevano pagato per fare quei goal", mi hai risposto sorridendo quando ti ho fatto notare quanto decisivo eri stato per il futuro di squadra e società. Ironia della sorte, la stessa risposta che mi avrebbe dato qualche mese dopo Gionatha Spinesi. Un altro campione di umiltà che, a suon di goal, ha scritto la storia del Catania. Quella stessa umiltà con la quale, seppur sbattendo talvolta qualche porta, hai accettato di restare fuori anche quando - diciamocelo chiaramente - non lo meritavi.
Perchè, caro Maxi, di attaccanti forti come te, da queste parti, non ne erano mai passati. Un attaccante fenomenale ma, ancor prima, un professionista esemplare ed una persona sana e positiva.
La meravigliosa rovesciata di Livorno, la doppietta nel derby col Palermo, il super-goal a Bari nel momento più difficile dello scorso campionato, la prima perla all'Olimpico contro la Lazio, la rete  nella 'San Siro' rossonera contro il Milan, le lacrime dopo l'ultimo derby: sono soltanto alcuni dei momenti magici che hai regalato ai tifosi del Catania. Quegli stessi tifosi che, con estrema gratitudine, anche nei periodi più bui hanno continuato ad accoglierti con applausi ed ovazioni ogni qual volta la speaker del 'Massimino' annunciava il tuo nome o ti alzavi dalla panchina per effettuare il riscaldamento.
"Oh, attenzione, questi hanno messo dentro l'attaccante". Era questo il messaggio che trasmettevano gli occhi dei difensori avversari quando entravi in campo a partita in corso. La sensazione più diffusa tra i tifosi rossazzurri, invece, era quella che adesso, finalmente, da un momento all'altro sarebbe potuta accadere qualcosa. Talvolta succedeva, talvolta no. Ma poco contava: ci avevi provato. Con l'abnegazione e la determinazione comune a pochi calciatori e che ti aveva fatto entrare, forse ancor più dei goal realizzati, nel cuore della tifoseria e di un'intera città.
E’ vero, qualcuno sminuisce la tua partenza, evidenziando come ormai fosse ampiamente prevista. Ma queste parole somigliano tanto a quelle di un fidanzato che, mollato dalla propria donna, prova a farsene una ragione tentando di convincere tanto gli altri quanto se stesso del fatto che la storia fosse già arrivata al capolinea da un pezzo. Al solo scopo di soffrire un po’' meno.
A Catania, per tutti, eri e continuerai ad essere semplicemente 'Maxi', l'attaccante più forte mai visto con addosso la maglia rossazzurra.
Madri, nonne, bambini: tutti sapevano che il Catania schierava in attacco un biondo di nome Maxi Lopez. Due bambini su tre, allo stadio, sfoggiavano la maglia col tuo numero 11 e quel semplice 'Maxi' stampato sulle spalle. E, probabilmente, continueranno a farlo. Perchè tu, caro Maxi, non sei stato soltanto la storia del Catania, ma hai contribuito in maniera decisiva affinché anche il futuro di questa società fosse diverso.
Ma adesso vai! Va’ a goderti quella musichetta meravigliosa che hai già ascoltato da protagonista quando, tra Messi ed Eto'o, tra Xavi e Ronaldinho, indossavi la maglia del Barcellona. Perchè il tuo posto è proprio quello, in mezzo ai campionissimi. Le tue rivali 'da gufare' sono Inter e Juventus, non Cesena e Novara. Vai e fa' vedere di essere all'altezza di calcare i palcoscenici più prestigiosi. Catania non potrebbe essere più orgogliosa di te. E tu, dagli spogliatoi di 'San Siro', sappiamo già che ti informerai immediatamente sul risultato del TUO Catania che, senza di te, proverà a cavarsela.
Grazie Maxi! Come te nessuno mai.
"Tutto va come deve andare" recitava una celebre canzone di quelli che, nel 2001, erano ancora gli 883. E tutto è andato proprio così, proprio come doveva andare, seppur con un po' di ritardo. Caro Maxi, alla fine ce l'hai fatta! Il Milan ha rotto gli indugi e ti ha finalmente concesso la grande chance, quella che meriti!
 
Un anno fa, pur consapevole di essere il talento più puro in forza al Catania, mi hai accolto con la disponibilità del più umile dei 'portatori d'acqua', con una cordialità comune a pochi. Da oggi, esattamente 2 anni dopo il tuo arrivo in Sicilia, non sei più un giocatore del Catania. Sfogliando l'album dei ricordi dei tuoi 730 giorni rossazzurri, troviamo tanti goal ma, soprattutto, tanti sorrisi regalati a giornalisti, addetti ai lavori e a quei tifosi che non potranno mai dimenticarti.
 
Senza troppi giri di parole, se il Catania milita ancora in Serie A e può far leva su un progetto tra i più ambiziosi e solidi dell'intero movimento calcistico italiano, il merito è soprattutto di quegli 11 goal messi a segno in 17 gare dei quali forse, qualcuno, si è dimenticato troppo in fretta. "Mi avevano pagato per fare quei goal", mi hai risposto sorridendo quando ti ho fatto notare quanto decisivo eri stato per il futuro di squadra e società. Ironia della sorte, la stessa risposta che mi avrebbe dato qualche mese dopo Gionatha Spinesi. Un altro campione di umiltà che, a suon di goal, ha scritto la storia del Catania. Quella stessa umiltà con la quale, seppur sbattendo talvolta qualche porta, hai accettato di restare fuori anche quando - diciamocelo chiaramente - non lo meritavi.
 
Perchè, caro Maxi, di attaccanti forti come te, da queste parti, non ne erano mai passati. Un attaccante fenomenale ma, ancor prima, un professionista esemplare ed una persona sana e positiva.
 
La meravigliosa rovesciata di Livorno, la doppietta nel derby col Palermo, il super-goal a Bari nel momento più difficile dello scorso campionato, la prima perla all'Olimpico contro la Lazio, la rete  nella 'San Siro' rossonera contro il Milan, le lacrime dopo l'ultimo derby: sono soltanto alcuni dei momenti magici che hai regalato ai tifosi del Catania. Quegli stessi tifosi che, con estrema gratitudine, anche nei periodi più bui hanno continuato ad accoglierti con applausi ed ovazioni ogni qual volta la speaker del 'Massimino' annunciava il tuo nome o ti alzavi dalla panchina per effettuare il riscaldamento.
 
"Oh, attenzione, questi hanno messo dentro l'attaccante". Era questo il messaggio che trasmettevano gli occhi dei difensori avversari quando entravi in campo a partita in corso. La sensazione più diffusa tra i tifosi rossazzurri, invece, era quella che adesso, finalmente, da un momento all'altro sarebbe potuta accadere qualcosa. Talvolta succedeva, talvolta no. Ma poco contava: ci avevi provato. Con l'abnegazione e la determinazione comune a pochi calciatori e che ti aveva fatto entrare, forse ancor più dei goal realizzati, nel cuore della tifoseria e di un'intera città.
 
E’ vero, qualcuno sminuisce la tua partenza, evidenziando come ormai fosse ampiamente prevista. Ma queste parole somigliano tanto a quelle di un fidanzato che, mollato dalla propria donna, prova a farsene una ragione tentando di convincere tanto gli altri quanto se stesso del fatto che la storia fosse già arrivata al capolinea da un pezzo. Al solo scopo di soffrire un po’' meno.
 
A Catania, per tutti, eri e continuerai ad essere semplicemente 'Maxi', l'attaccante più forte mai visto con addosso la maglia rossazzurra.
 
Madri, nonne, bambini: tutti sapevano che il Catania schierava in attacco un biondo di nome Maxi Lopez. Due bambini su tre, allo stadio, sfoggiavano la maglia col tuo numero 11 e quel semplice 'Maxi' stampato sulle spalle. E, probabilmente, continueranno a farlo. Perchè tu, caro Maxi, non sei stato soltanto la storia del Catania, ma hai contribuito in maniera decisiva affinché anche il futuro di questa società fosse diverso.
 
Ma adesso vai! Va’ a goderti quella musichetta meravigliosa che hai già ascoltato da protagonista quando, tra Messi ed Eto'o, tra Xavi e Ronaldinho, indossavi la maglia del Barcellona. Perchè il tuo posto è proprio quello, in mezzo ai campionissimi. Le tue rivali 'da gufare' sono Inter e Juventus, non Cesena e Novara. Vai e fa' vedere di essere all'altezza di calcare i palcoscenici più prestigiosi. Catania non potrebbe essere più orgogliosa di te. E tu, dagli spogliatoi di 'San Siro', sappiamo già che ti informerai immediatamente sul risultato del TUO Catania che, senza di te, proverà a cavarsela.
 
Grazie Maxi! Come te nessuno mai.




Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Gennaio 2012 21:10