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Il personaggio della settimana…. Adriàn Ricchiuti PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Stefano Auteri   
Mercoledì 06 Aprile 2011 10:12

Ricchiuti5

 

Il folletto, il piccolo principe, il guastatore intelligente, chiamiamolo come vogliamo Adriàn Ricchiuti, ma sicuramente quello che il nostro numero 19 è riuscito a dare al Catania in questi due anni di permanenza sotto il vulcano è difficilmente esprimibile. Due anni in complesso splendidi in cui dopo un accantonamento iniziale, Adriàn è riuscito a ritagliarsi un ruolo fondamentale nei meccanismi offensivi della squadra divenendo sempre di più l’uomo immagine, colui sul quale puntare nei momenti di difficoltà, la spina nel fianco delle difese avversarie.

E dire che il sogno di Ricchiuti di esordire e essere decisivo in Serie A è avvenuto piuttosto tardi visto che proprio l’avventura con i rossazzurri è stata la prima vera occasione per lui di mettersi in mostra nella massima serie.

 

Arrivato con il padre in Italia ancora molto giovane (appena 16 anni) nella speranza di riuscire a coronare il sogno di diventare un calciatore professionista, il giovane Adriàn è cresciuto nelle giovanili della Ternana esordendo nel calcio professionistico nel ’95 in C2. 7 le presenze complessive che attirano l’attenzione del Genoa, allora in purgatorio nella serie cadetta, dove però non lascia quasi nessuna traccia essendo ancora troppo acerbo per una squadra così blasonata. Dopo alcune esperienze con Pistoiese, Livorno ed Arezzo, avviene la svolta della carriera del ragazzo di Lanus, quando ad ingaggiarlo è una squadra ambiziosa da troppo tempo relegata nelle serie inferiori: il Rimini. Dopo una prima stagione di ambientamento, Ricchiuti riesce a diventare il leader e conduce i suoi alla promozione in C1. Sempre protagonista anche nella serie superiore, in due anni l’argentino riesce a fare il doppio e salto ed approdare nella serie cadetta. Quattro anni sempre ad alti livelli con giocate fantastiche che lo rendono uno dei giocatori più talentuosi dell’intero campionato sfiorando anche la promozioni nella massima serie nel 2007.

 

L’arrivo a Catania è storia recente ed avviene in sordina nell’estate del 2009 quando ad incrementare la flotta argentina dei rossazzurri ci pensa lui, firmando un contratto triennale con tanta voglia di mettersi in mostra e dare il proprio contributo alla squadra di Atzori. Proprio il tecnico emergente però non lo vede in allenamento e lo spedisce in più di un’occasione in panchina facendolo entrare a partita in corso. L’esonero di Atzori e l’arrivo di Mihajlovic regalano al numero 19 un girone di ritorno da protagonista in un ruolo a lui congeniale, quello di incursore dietro la punta centrale in un centrocampo folto dotato di grande dinamismo. A fine stagione lui ringrazia tutti e per un attimo i più pensano ad un possibile addio. Ed invece alla ripresa delle ostilità Ricchiuti è ancora lì, pronto a sgomitare e mandare in rete i compagni.

 

Anche quest’anno però le difficoltà in cui è incorsa la squadra etnea hanno causato l’esclusione del fantasista argentino che è stato costretto a sentirsi affibbiato il soprannome di “mister 60 minuti” per l’usanza che tutti gli allenatori hanno avuto nei sui confronti di tenerlo in campo solo per un minutaggio ristretto a causa di una condizione fisica e di un’età limitante. Nelle ultime settimane però Adriàn è tornato il vecchio leone che conoscevamo e la svolta è avvenuta nel match interno contro il Genoa. Sotto di una rete in una partita di fondamentale importanza in chiave salvezza, il trequartista ha fatto il suo ingresso in campo all’inizio della ripresa e da quel minuto fino al 90’ si è messo sulle spalle la squadra pressando qualsiasi avversario e sfidando da solo l’intera difesa schierata del Grifone. Risultato? Punteggio ribaltato, Ricchiuti osannato e mai più considerato una riserva. L’ultima perla del genietto 32enne è arrivata domenica scorsa nel match più atteso dall’intera tifoseria rossazzurra in cui si giocavano non solo le sorti di salvezza della squadra, ma soprattutto la supremazia regionale contro i rivali del Palermo. Dopo un primo tempo anonimo in cui la marcatura ad uomo ne aveva limitato il raggio d’azione, nella seconda frazione Ricchiuti è riuscito ad essere l’uomo in più in favore del Catania, capace di creare gli spazi per gli inserimenti dei compagni ed allo stesso tempo di fornire assist invitanti come nel caso del raddoppio di Bergessio quando con una magia in rovesciata era riuscito a mandare il suo compagno solo davanti a Sirigu.

 

La standing ovation attribuitagli da un Massimino stracolmo e festante, nel momento della sostituzione, è stato il premio più importante per un ragazzo che trasforma settimana dopo settimana la stima e l’affetto dei suoi tifosi in energia e grinta da spendere la domenica in campo.

“L’eroe del popolo” lo potremmo definire, il giocatore che dopo la partenza di Mascara ha dimostrato di essere attaccato alla maglia più di ogni altro e che dal canto nostro speriamo che con questa maglia sia ancora capace di regalarci grandi soddisfazioni.