| Il Personaggio della settimana…. Gonzalo Bergessio |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Stefano Auteri | |||
| Mercoledì 23 Febbraio 2011 19:01 | |||
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L’attesa, si sa, nell’epoca del “tutto e subito” è una componente indispensabile nella concezione del valore (nonché del lusso) di un oggetto, di una prestazione; e quella che ha dovuto sopportare il Catania per avere tra i suoi ranghi il centravanti argentino Bergessio è stata veramente estenuante. Nei 18 giorni che hanno separato l’ufficializzazione dell’acquisto da parte del ds Lo Monaco, prelevandolo dal Sant-Etienne, dall’arrivo del transfert che ne autorizzava l’utilizzo in maglia rossazzurra, molte incognite si sono sollevate intorno al suo nome. Si tratta di un goleador o è più una seconda punta? Perché ha fallito nelle precedenti esperienze al Benfica e al Saint-Etienne? Ma soprattutto, giocherà a fianco di Maxi Lopez o è stato acquistato a Gennaio per farlo ambientare in vista di una possibile partenza a fine stagione della “bionda gallina”? Mentre queste domande continuavano ad ossessionare le menti dei tifosi etnei, Bergessio continuava ad allenarsi con serietà in attesa della lieta novella che è giunta puntualmente giovedì acorso lasciando ai tifosi un gustoso sapore di meraviglia e speranza. La speranza era legata alla possibilità o meno di vederlo già domenica in campo contro il Napoli in quello che doveva essere lo scontro decisivo per la concreta rinascita della squadra. Ai dubbi dei tifosi corrispondevano le certezze del mister Simeone che già durante gli allenamenti pregustava la possibilità di un colpo a sorpresa schierandolo dal primo minuto.
E così è stato. Pronti, via e nel pre partita del San Paolo El Cholo ha scoperto le carte: Maxi in panchina e Bergessio titolare al centro dell’attacco. Nonostante la sorpresa ed il carico di responsabilità di dover sostituire un leader come il numero 11, il neoacquisto si è presentato bene ai suoi tifosi mostrando una forma invidiabile (è rimasto in campo per tutti i 90 minuti) e spunti davvero interessanti. Sicuramente la tattica attendista del tecnico messa in evidenza nei primi 45 minuti non ha facilitato il compito al centravanti che infatti è sembrato inizialmente avulso dal gioco, imbrigliato nella morsa Cannavaro-Aronica e mai in sintonia con i nuovi compagni. Il problema però, come detto, probabilmente era da imputare principalmente alle scelte di Simeone, perché nel sondo tempo con un Catania più volitivo e maggiormente votato alla fase offensiva (anche grazie all’inevitabile calo fisico dei padroni di casa) il numero 9 ha messo in mostra tutte le sue caratteristiche di uomo d’aria di rigore astuto e sempre presente svariando anche sulla fascia in un estenuante movimento alla ricerca del pertugio giusto. L’unica cosa che è mancata alla sua prestazione, e a quella dei rossazzurri in generale, è stato il gol, cercato, fiutato, sfiorato ma mai arrivato nonostante l’assedio finale.
L’acquisto di Bergessio dunque sembra l’ennesimo colpo ben assestato del direttore Lo Monaco che non a caso era sulle sue tracce da anni e che con l’arrivo di Simeone ha avuto quello sprint in più che gli ha permesso di strapparlo alla concorrenza. La presenza del tecnico argentino sulla panchina etnea ha infatti sicuramente influito sulla scelta dell’attaccante di accettare Catania. Tra di loro il rapporto lavorativo risale infatti al 2006 quando le loro strade si erano incrociate al Racing Avellaneda dove il goleador aveva messo a segno ben 12 reti in 35 presenze. Dopo quell’annata le loro strade si erano divise con l’attaccante desideroso di un’esperienza in Europa al Benfica. In Portogallo però la sua avventura è durata solo un anno, forse a causa delle difficoltà ad ambientarsi o forse per la giovane età, Gonzalo non è mai riuscito a lasciare il segno decidendo, tra l’indifferenza generale, di tornare in patria a fine stagione.
Al San Lorenzo è avvenuta la sua rinascita grazie ad una media gol spaventosa, 29 reti in 52 match, che ha attirato su di lui le attenzioni non solo di Lo Monaco ma anche del Saint-Etienne. A spuntarla alla fine è stata la squadra transalpina con cui in cui però nell’ultimo anno e mezzo non è mai riuscito a lasciare il segno. Una carriera altalenante quindi, caratterizzata dal sogno europeo (sempre infranto sul più bello) e da una costante rinascita in Argentina. La speranza è che adesso, nell’ennesima sua avventura nel vecchio continente Bergessio non deluda le aspettative anche perché essendo arrivato nella squadra più argentina d’Europa sicuramente si sentirà a casa.
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