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Il personaggio della settimana…Francesco Lodi PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Stefano Auteri   
Mercoledì 09 Febbraio 2011 15:26

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Il 31 Gennaio del 2011 il direttore sportivo Pietro Lo Monaco prese un contratto e lo mise tra le mani di Francesco Lodi; in quel contratto c’era scritto “Vieni a Catania e insegna il gioco del calcio”, la risposta del napoletano fu immediata e così questo fantastico gioco si iniziò a diffondere anche alle pendici dell’Etna. Proprio così perché a parte il “romanticismo” preso in prestito dal fantastico Abatantuono di Eccezziunale Veramente (nel contratto ovviamente si parlava solamente dell’aspetto economico), Francesco Lodi da Frattamaggiore è stato uno degli acquisti più azzeccati dell’era Lo Monaco.

 

La notizia del suo arrivo alla corte di Simeone era stata appresa dai più con una sorta di scetticismo, di incosciente ignoranza dettata dai trascorsi non tanto celebri di un ragazzo non più nel fiore dell’età. Dopo 180’ e con un settimana in più per poter riflettere sul peso specifico del neoacquisto, le opinioni sono diametralmente diverse. Il numero 10 (maglia voluta assumendosi tutto il carico di responsabilità che ne deriva) è stato schierato sia a Cesena che a Bologna nel ruolo di regista vecchio stampo nel duo centrale completato da Ledesma. Una trasformazione per un giocatore che aveva mosso i primi passi sui rettangoli da gioco come trequartista e aveva incantato il popolo di Empoli con le sue giocate a ridosso delle punte, ma un’intuizione corretta che ha regalato ai rossazzurri il playmaker che tanto cercavano. Contro le due dirette avversarie infatti la squadra è sembrata più ordinata, non più attenta unicamente alla fase difensiva ma invece maggiormente propositiva dalla trequarti in su grazie ad una circolazione di palla rapida e cambi di fronte immediati. Insomma, nell’oscurità di una classifica preoccupante, finalmente si era accesa la luce e ad usufruirne erano stati i vari Gomez e Ricchiuti, non più obbligati a sdoppiarsi nel duplice ruolo di creatori e finalizzatori dell’azione.

Purtroppo come tutti sappiamo il bottino finale è stato alquanto magro, un punto in due partite con la conseguente fuga del Bologna dalla zona salvezza; ma in vista del proseguo del campionato ciò che ha fatto intravedere Lodi è stato decisamente confortante.

 

Dopo le prestazioni ammirate appare dunque inconcepibile la carriera del ventiseienne campano, finito a giocare in Ciociaria in quel di Frosinone. Dopo la gavetta nelle giovanili dell’Empoli e la conquista del Campionato Europeo Under 19, infatti il ragazzo era riuscito a ritagliarsi un posto da titolare nella prima squadra contribuendo da protagonista alla promozione dei toscani in Serie A nel 2004. La giovane età però gli ha giocato un brutto scherzo ed il carico di responsabilità cadute sulle sue esili spalle nell’anno della massima serie lo ha sopraffatto impedendogli di mostrare tutto il suo enorme potenziale.

Da quel momento in poi, un continuo sali e scendi con la sua carriera caratterizzata da alti e bassi alla ricerca della propria identità. Due anni a Frosinone dove il pubblico gialloblu si entusiasmava davanti alle sue perle (specialmente su calcio di punizione) poi di nuovo ad Empoli ed infine il salto di categoria ad Udine e l’ennesimo fallimento con una sola rete e 19 spezzoni di partite in cui il suo ingresso raramente modificava gli equilibri in campo. Oggi il Catania che lo ha prelevato dal Frosinone, dove aveva disputato questa prima parte di stagione, acquistandolo in comproprietà dall’Empoli per 600.000 euro, un affare fiutato dalla dirigenza etnea e subito portato a termine.

 

Questa per il fantasista sarà la terza opportunità per affermarsi nel palcoscenico nazionale e Catania sarà per lui sicuramente una grossa vetrina. La speranza è che finalmente, nel pieno della sua maturità sportiva, Lodi abbia trovato quell’equilibrio e quella serenità che servono per rendere al meglio e che lo zampino di Simeone nel costruirgli una nuova posizione in campo possa agevolarlo nell’impresa.

Aspettando le sue “famose” traiettorie su punizione e la sua precisione dagli undici metri, i tifosi rossazzurri intanto si godono il nuovo regista sperando che il film della partita con il Lecce sia meritevole di un Oscar.