| Il personaggio della settimana… Matias Ezequiel Schelotto |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Stefano Auteri | |||
| Mercoledì 16 Febbraio 2011 12:40 | |||
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Il levriero ha iniziato a correre sull’erba del Massimino e con lui hanno ripreso vigore i sogni del popolo rossazzurro. El “Galgo” (questa è il sopranome argentino di Schelotto) è stato una delle poche sorprese positive, eccezion fatta ovviamente per Lodi, della partita casalinga contro il Lecce che rappresentava uno spartiacque di fondamentale importanza per la squadra di Simeone. Proprio l’allenatore argentino, in virtù delle numerose assenze, aveva deciso di schierarlo dal primo minuto in una posizione più arretrata, sulla linea della difesa a ricoprire il ruolo di esterno destro, e lui con la maestria di un navigato uomo di fascia ha saputo aggredire e difendere con ottimi risultati. A dire il vero la sua è stata una prestazione “intelligente”, capace di leggere perfettamente l’evoluzione del match privilegiando maggiormente la fase difensiva nel primo tempo quando il punteggio era ancora di 0-0, e lasciandosi andare a pericolose sgroppate e continue sovrapposizioni nel secondo quando l’unico obiettivo era ristabilire la parità e successivamente portare a casa i 3 punti. Il pubblico del Massimino ha così potuto apprezzare la facilità di corsa e la propensione offensiva dell’ala vecchio stampo di origine argentina ma naturalizzata italiana e capire perché in passato sulle sue tracce si fossero mosse già la Roma e la Fiorentina.
Nato in Argentina, il numero 7 etneo è stato portato in Italia alla giovane età di 17 anni dal Cesena che lo aveva prelevato dal Banfield per farlo esordire in Prima Divisione. Da subito diventa l’idolo della tifoseria romagnola che lo reputa dapprima un portafortuna, un beniamino, e poi successivamente al gol importantissimo contro la Spal (una delle dirette avversarie) un vero e proprio eroe, artefice in primis della meritata promozione in B. Il salto di categoria non spaventa il talento sudamericano che anche nella serie cadetta semina il panico facendo allibire le difese avversarie e strabuzzare gli occhi ai talentscout di mezza Serie A. La promozione arriva a fine stagione e l’Atalanta decide di acquistarlo a titolo definitivo lasciandolo un altro anno parcheggiato in Romagna a fare esperienza nella massima serie. I contrasti con Ficcadenti e le numerose panchine e tribune di questo inizio di stagione sono ormai storia recente conclusasi quando il ds Lo Monaco ha deciso di anticipare tutte le concorrenti e dare un’altra possibilità al veloce esterno per provare ad aiutare il Catania nell’impresa della salvezza.
Classe 1989, Schelotto ha inoltre già esordito in nazionale Under-21 in virtù della doppia nazionalità, e da subito ha ammaliato anche il ct Casiraghi che lo ha considerato per tutto il girone di qualificazione per gli scorsi europei di categoria un punto fermo della formazione titolare.
Indubbiamente il potenziale del ragazzo di Buenos Aires è enorme e la sua duttilità tattica potrà essere una freccia in più nella faretra di Simeone che dovrà saper gestire i pregi ed i difetti della sua giovane età. Alcune sue movenze e lo stile tipico sudamericano hanno già rinnovato nei cuori dei tifosi rossazzurri ricordi illustri; in molti infatti hanno rivisto in lui il primo Vargas, capace di offendere ma un po’ disattento in fase difensiva, sfrontato e veloce su quella fascia che conosceva come la sua mano. Le uniche differenze rispetto al peruviano riguardano il fisico e la precisione in zona gol; più agile e impreciso il primo, più possente e tecnico il secondo dotato, quest’ultimo, soprattutto di un gran sinistro da sfoderare nei momenti di difficoltà.
Paragoni a parte, Schelotto rappresenta il presente di una squadra vogliosa di riprendersi la posizione in classifica che merita e fiduciosa in un futuro pieno di soddisfazioni con la possibilità di raggiungere una salvezza tranquilla. Le premesse ci sono tutte e se il mister deciderà di puntare su di lui, siamo sicuri che Ezequiel risponderà “Presente”.
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