| Il personaggio: ecco chi è Sergio Almiron |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Stefano Auteri | |||
| Lunedì 29 Agosto 2011 14:29 | |||
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Sergio Bernarardo Almiròn, è questo il nome del nuovo fare del centrocampo rossazzurro, del geometra dai piedi buoni dotato di un poderoso e millimetrico lancio, che domani verrà presentato alla stampa, e che diventerà sin da subito uno dei cardini della compagine allenata da mister Montella. 31 anni da compiere il 7 novembre, per Almiròn Catania si prospetta come l’ultima tappa di una lunga carriera fatta di alti e bassi, ma segnata da un leitmotiv rappresentato dalla sua tecnica cristallina, messa in evidenza sin dal suo arrivo in Italia nel 2001. Dopo aver mosso i primi passi nel club argentino del Newell’s Old Boys, infatti, il giovane centrocampista (figlio d’arte, il padre si laureò Campione del Mondo con l’Argentina nel lontano ’86), viene scoperto dall’Udinese che decide di farlo esordire in Serie A nel settembre del 2001 durante la sfida vinta per 2-1 contro il Perugia. Nel biennio successivo il mediano vestirà per 12 volte la maglia bianconera, facendo intravedere, seppur ancora acerbo, ottime doti, tanto da spingere i friulani a cederlo in prestito nella serie cadetta al Verona dove poter fargli le ossa. Dopo l’annata di formazione, arriva il momento della svolta per la carriera dell’argentino, coinciso con il trasferimento in comproprietà all’Empoli.
Nella squadra toscana, Almiròn trova la sua giusta dimensione compiendo il salto di qualità tanto atteso, e riuscendo al primo anno a raggiungere la promozione nella massima serie. Ad Empoli il giocatore rimarrà per 3 anni, durante i quali si fa apprezzare per le sue doti di metronomo del centrocampo, capace di innescare i vari trequartisti passati nel capoluogo toscano, da Vannucchi a Giovinco, e mettendo a referto anche qualche gol importante grazie al suo poderoso tiro dalla distanza. Dopo ben 95 presenze e 18 reti, le prestazioni del regista fanno suonare le campane bianconere della Juventus, facendolo rientrare nel progetto di rinascita del club torinese dopo l’anno di purgatorio in Serie B. Il trasferimento ultimato nell’estate del 2007, però, non regala quei frutti sperati, e per Almiròn il campo è un lontano miraggio, viste le sole 9 presenze fino a gennaio quando la società piemontese decide di cederlo ai francesi del Monaco. Le troppe pressioni, e l’incapacità di rientrare nei meccanismi di una squadra in rinascita come la Juventus furono la causa della clamorosa bocciatura (il suo acquisto era costato 9 milioni di euro) che ebbe grosse ripercussioni anche durante l’esperienza francese, e quella successiva in prestito alla Fiorentina, dove potè godere del profumo del campo solo 11 volte. La crisi causata dall’avventura bianconera ebbe fine solamente due stagioni fa, quando a dare fiducia al mediano argentino fu il neopromosso Bari di Ventura, desideroso di affidare le chiavi del centrocampo ad un uomo esperto, dotato di un destro preciso che potesse innescare la velocità delle ali Alvarez e Rivas. Detto fatto. Almiròn ed il suo millimetrico piede destro furono una delle sorprese più liete del campionato dei pugliesi, capaci di inanellare risultati di grande prestigio, come la vittoria per 3-1 sulla Juventus, proprio con gol-vendetta dell’argentino. Neanche la sua sapienza tattica e la sua visione di gioco hanno però potuto evitare il crollo dei galletti durante la scorsa stagione, in cui il gioco a memoria di Ventura diventò prevedibile per le difese avversarie, e gli eroi della passata annata si trasformarono in giocatori comuni.
Ecco perché, appena fiutata l’occasione, il direttore del Catania, Pietro Lo Monaco, ha subito cercato di accaparrarsi un giocatore che ancora può dire molto alla Serie A; uno di quei talenti che “possono giocare da fermi”, e che con la propria classe potrà innescare facilmente le frecce rossazzurre, Gomez e Lanzafame. Con la compagine etnea l’argentino ha firmato un contratto triennale che scadrà nel 2014, quando i suoi 34 anni saranno forse troppi per imporsi nella massima Serie, ma fino ad allora Almiròn sarà un patrimonio del Catania, ed un uomo fondamentale per Vincenzo Montella che con i suoi piedi educati potrà impostare una squadra dotata di un alto tasso tecnico e pronta per spiccare il salto chiesto dal presidente Pulvirenti oltre i 50 punti
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