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La banda degli esonerati. Vedi Catania e poi....salti PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Daniele Di Frangia   
Martedì 08 Novembre 2011 16:27

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Catania fucina di tecnici. Giovani, preparati tatticamente e gestionalmente, spesso con un passato da grandi calciatori alle spalle e pronti a saltare la gavetta pur di sedersi su una panchina di A ormai conosciuta come  una rampa di lancio. È ormai il sesto anno di serie A e sotto l’Etna sono stati lanciati tecnici che spesso per volere proprio hanno spiccato il volo verso altri lidi, economicamente più floridi ma strutturalmente meno solidi della società di Torre del Grifo.

 

Pensano che una stagione (o mezza) possa già bastare per avere spalle larghe a sufficienza per andar via, ricevono offerte e prendono il primo volo non considerando i rischi che questa scelta comporta. E in quasi tutti i casi pagano. La sfortuna dell’allenatore italiano è quella di lavorare in un campionato che ha fretta. Non si ha tempo per assimilare gioco, idee, convinzioni e spesso lo dobbiamo dire hanno poco feeling coi giocatori. Sono loro che vanno in campo e dovrebbero tramutare quello che il tecnico vuole sul rettangolo verde ma oggi forse il mister filosofo e pensatore non paga più. Tutto dipende dal giocatore che decide i destini del proprio capo anche se con una buona società alle spalle tutti i meccanismi funzionano meglio e gli esoneri sono limitati al massimo.

 

È notizia fresca l’esonero di Sinisa Mihaijlovic dalla Fiorentina, tecnico mai amato dalla tifoseria viola e che come rendimento non è andato oltre un piazzamento di metà classifica la scorsa stagione stentando in questo scorcio iniziale. Ma è lunga la lista di tecnici silurati dopo Catania. Si va da Pasquale Marino licenziato prima a Udine e poi a Parma a Silvio Baldini recentemente allontanato da Vicenza. Da Walter Zenga esonerato dopo il derby pareggiato a Palermo a Marco Giampaolo via da Cesena.

 

Secondo una statistica su sette tecnici, ben cinque sono stati esonerati nelle esperienze post Catania. Solo Diego Simeone che ancora però allena da pochi mesi al Racing e Gianluca Atzori traballante alla Sampdoria mantengono il loro posto saldo. E allora ancor più meriti ad una società che mette a proprio agio gli allenatori facendoli lavorare con serenità e fiducia. L’esempio Montella è solo l’ultimo in ordine di tempo.