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L'avversario: arriva la capolista bianconera PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Lunedì 20 Settembre 2010 23:44
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Arriva la capolista, si proprio così il prossimo avversario del Calcio Catania sarà il Cesena di Ficcadenti. Squadra rivelazione del campionato almeno finora, gioco di rimessa in pieno stile italiano, quadratura del cerchio con uomini umili e dal nome quasi sconosciuto. Von Bergen, Giaccherini, Ceccarelli, Parolo e Schelotto se non sconosciuti del tutto lo sono quasi o meglio lo erano, visto che ormai sono sulla bocca di tutti avendo sbalordito l’Italia intera con un inizio di campionato scoppiettante. Pronti via, pareggio con rischio vittoria all’Olimpico, per rompere più che il ghiaccio con la massima serie le scatole alla lupa giallorossa rimasta ad oggi ancora ferita. Poi è la volta del Milan dei campioni, dei milioni di euro, della vendita delle magliette con i nomi altisonanti sopra, ed è trionfo, 2-0 per i bianconeri con una gara perfetta e perfezionata da una direzione arbitrale sui generis nel senso che per una delle poche volte nella storia un arbitro forse di sinistra non ha favorito una grande annullando due reti pare regolari nella fattispecie a Pato. Infine il capolavoro che conferma la bontà del gioco dei cesenati 1-0 al Manuzzi in inferiorità numerica per più di un tempo contro il Lecce la madre delle partite finora di questo Cesena capace nel secondo tempo di legittimare anche il risultato con contropiedi deliziosi. Ed è questa l’arma principale.

 

ASSETTO TATTICO – Ficcadenti ha cucito addosso al Cesena un 4-3-3 su misura e da sarto abile qual è il vestito tattico dona perfettamente alla formazione bianconera consentendogli di far bella figura con qualsiasi avversaria. In porta il vecchietto Antonioli  41 primavere e non sentirle, ex portiere di Milan, Sampdoria, Roma e Bologna l’anno scorso protagonista assoluto della promozione bianconera protetto in linea a 4 dal giovane ventisettenne Ceccarelli un passato in C ora Lega Pro ed una voglia matta di serie A, davvero un ottimo elemento, poi la coppia di centrali Pellegrino-Von Bergen quest’ultimo ex Hertha Berlino il primo trentenne ex Atalanta e Velez d’esperienza. Sulla mancina merita una menzione speciale il giapponese Nagatomo ventiquattro anni prelevato dal Tokio FC e protagonista nel mondiale appena trascorso, ottime capacità nella scatto e nella corsa che lo rendono una freccia imprendibile sull’asse di sinistra anche se palesa qualche limite evidente nella fase difensiva. In mediana nei 3 il regista occulto è l’ex Giuseppe Colucci qualità al servizio di un progetto tattico ben definito che fa delle ripartenze la sua arma letale. Colucci funge un po’ da ago della bilancia proponendosi in fase offensiva ma anche e soprattutto forse in fase difensiva dove recupera bene la posizione quando ripartono gli avversari. Tra l’altro nell’ultimo turno ha subito pure il torto, riparato in separata sede, di venire espulso ingiustamente per un fallo commesso da Nagatomo. Accanto a Colucci agiscono Parolo e Appiah fondamentali in transizione e in fase di non possesso. In avanti il trio Giaccherini-Bogdani-Schelotto è un connubio di potenza e velocità difficile da arginare. Lo strapotere fisico di Bogdani lo erge a punto di riferimento per i contropiedi, egli infatti ha il compito di tener palla e trovare i compagni sulla corsa. Giaccherini in special modo è una scheggia sulla mancina e spesso risulta imprendibile una volta partito. Questo 4-3-3 in realtà si trasforma immediatamente perso il pallone in un 4-5-1 ermetico con il solo Bogdani li davanti.

 

L’ANALISI – ermetici dicevamo in fase di non possesso devastanti in ripartenza con uno schema principale spesso messo in atto: essendo il solo Bogdani ad essere lasciato in avanti, è lui il punto di riferimento dei rinvii effettuati una volta riconquistata palla. L’albanese essendo dotato di una costituzione fisica imponente riesce a proteggere palla in maniera efficace permettendo a Giaccherini e Schelotto di scattare sulle fasce e guadagnare le corsie esterne sulla quali vengono serviti dalla torre di Tirana. Una volta presa palla negli ultimi trenta metri i due spesso amano accentrarsi e tirare oppure addirittura giungere decentrati davanti la porta incrociando il tiro sul secondo palo. Oltre questo schema spesso è lo stesso Bogdani ad imbastire il contropiede e tirare in porta. Un’altra opzione sono le sovrapposizioni dei terzini soprattutto di Nagatomo sulla fascia sinistra che scambiando con Giaccherini spesso si trova addirittura in condizioni di concludere in porta. Tanto bravo ad attaccare quanto precario nella fase difensiva il giapponese ed è da quella fascia che possono arrivare i pericoli dove un Izco o addirittura un Gomez potrebbero andare a nozze con le praterie concesse dal samurai bianconero. Ficcadenti a tal proposito sta pensando addirittura ad un assetto più coperto ricalcando ciò che si è visto domenica col Lecce: Lauro a terzino sinistro con Nagatomo a centrocampo. Visto il dispendio enorme di energie di domenica, potrebbe prendere vita questa soluzione insieme all’utilizzo di Malonga se non dal primo nella ripresa. Piangerelli pronto a dare un turno di riposo a Parolo.


FORMAZIONE CESENA 4-3-3:

Antonioli; Ceccarelli, Pellegrino, Von Bergen, Nagatomo; Parolo, Colucci, Appiah; Schelotto, Bogdani, Giaccherini.





Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Settembre 2010 23:48