| Legrottaglie: “A Catania mi sento importante” |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Stefano Auteri | |||
| Martedì 15 Novembre 2011 15:39 | |||
![]() Dopo la sosta per gli impegni delle nazionali il Catania si prepara per l’impegno di domenica prossima contro il Chievo, e a parlare della squadra veneta, ma anche del cammino fino ad oggi portato avanti dai rossazzurri è stato Nicola Legrottaglie, durante la conferenza stampa pomeridiana di Torre del Grifo
“Sicuramente esistono delle analogie tra Chievo e Catania, soprattutto nel modo di intendere il calcio da parte delle due società, meno per quanto riguarda l'ambiente. Chievo è un quartiere di Verona, Catania è una grande città. Il Chievo è ormai entrato di diritto nella storia del calcio italiano grazie a quei due anni in testa alla classifica fino a Gennaio. Tutto il mondo guardava il Chievo. E' stata una bellissima esperienza che rimarrà indelebile nella mia vita”.
“Il Catania mi ha dato qualcosa che non avevo più vissuto: sentirmi importante. Questo avviene quando si ha considerazione e aspettative da parte di tutti. Sentire la consapevolezza di essere importante per un gruppo, per la società e di conseguenza anche per i tifosi è fondamentale per un giocatore. Vorrei che tutti i miei compagni riuscissero a provare quel che provo io”.
“Il mio rendimento è stato un miracolo. Ancora non sto bene e gioco a questi livelli. La fascite plantare mi perseguita. Fino a quando tutto andrà bene nessuno ci penserà, ma è un problema che mi porto dietro e che mi ha condizionato anche a Milano. Sicuramente il direttore mi conosce bene e sa che ancora non sono al 100% ma sono felice di quanto fatto finora. Giocare a San Siro e non riuscire competere per come avrei voluto, è stata una grossa delusione. Non ho potuto dare alla squadra il mio apporto fisico. La causa del risultato negativo è anche frutto della mia situazione fisica. Non riuscivo a camminare, spero di rimediare domenica”. “Per quanto riguarda I risultati, per ora danno ragione a questo modulo. Siamo in grado di giocarcela con tutti. In altre partite no ma con il Milan comunque ce la siamo giocata. Creiamo sempre diverse azioni pericolose. Se il mister deciderà di cambiare modulo ben venga, di certo abbiamo subito dei gol che potevano essere evitati”
“Per domenica mi aspetto un Chievo col 4-4-2 classico. La loro forza è l’organizzazione. Non possiamo affrontarli sottovalutandoli, sarebbe il preludio ad una scoppola incredibile. E se perdi contro il Chievo poi è dura andare a Lecce e giocare contro il Cagliari e l'Atalanta. Domenica sarà la partita che deciderà i nostri equilibri, serve la cattiveria giusta e l’attenzione ai minimi particolari. Pellissier è il giocatore più pericoloso, se lo blocchiamo il Chievo non potrà che faticare. Ho fiducia che alla lunga la nostra superiorità possa venir fuori”.
“Il livello del campionato si è molto abbassato. Gioco da 15 anni e posso dire che oggi le piccole possono battere le grandi. Non c'è più il divario abissale di un tempo. L’Italia ha scelto di giocare con i giovani rispetto a chi ha più esperienza. La nostra è una nazione che copia le altre, siamo senza identità. Siamo stati sempre forti in difesa, negli equilibri. Invece adesso ci stiamo perdendo nel copiare il modello tedesco, o quello spagnolo del Barcellona. Il Catania credo che sia una squadra che può mantenere la classifica che è riuscita a creare in questo inizio di stagione. Da adesso in poi capiremo chi è davvero il Catania. Ce lo diranno le partite contro Chievo Lecce e Cagliari”.
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| Ultimo aggiornamento Martedì 15 Novembre 2011 16:00 |






