| Lo Monaco: “Ce la giochiamo in 20mila” |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Daniele Di Frangia | |||
| Sabato 02 Aprile 2011 13:01 | |||
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La lunga, estenuante, tirata attesa è finita. Il derby di Sicilia è pronto ormai per essere giocato. Nella settimana dove tutto lo stato maggiore ha detto la propria sulla gara, è toccato oggi all’amministratore delegato rossazzurro Lo Monaco chiudere il cerchio. Un direttore che sa la tensione che si prova in queste gare ma che al tempo stesso è sicuro e convinto dei suoi soldati. Con la marcia in più che arriverà dai 20.000 del Massimino.
“Una pausa che penso sia servita moltissimo al Catania perché ha avuto modo di recuperare qualche giocatore da troppo tempo fermo ai box, ha avuto modo di lavorare bene in questi 15 giorni. La giusta attesa, arriva abbastanza carico e preparato a quest’incontro. Cosciente che una vittoria potrebbe significare mettere un’ipoteca seria sul raggiungimento dell’obiettivo finale. Ci aspettiamo di vedere una partita all’altezza della situazione. Fermo restando che è un derby, fermo restando che affrontiamo una squadra ringalluzzita dalla vittoria sul Milan e quindi da affrontare con tutte le cautele del caso.”
“Mi sorprenderei se il Palermo venisse qui per perdere. Mi sembra naturale che una squadra che viene a giocare contro di noi abbia il desiderio di conseguire i 3 punti. Però dall’altra parte c’è una squadra con altrettanta voglia di conquistare i 3 punti. È anche vero che le motivazioni nostre sono al massimo. Noi abbiamo tanto da giocarci in questo campionato. Il Palermo penso che abbia poco da dire in campionato, discorso diverso in Coppa Italia dove vincendo andrebbero in Europa.”
“La squadra negli ultimi mesi ha avuto degli alti e bassi. Abbiamo passato un periodo immediatamente seguente al cambio di guida tecnica veramente pesante coinciso con 8-9 infortunati, con 3 partite in 7 giorni. La squadra sembrava essersi smarrita per poi ritrovarsi ogni tanto con prestazioni di spessore. Ora stanno tutti bene, sanno quello che vogliono, sanno di essere una squadra forte che può battere chiunque e quindi questo derby lo affronteranno con la mentalità giusta.”
“Da qui alla fine ci saranno 8 finali dove chi viene a giocare al Massimino deve sapere che giocherà contro una città intera. Le percentuali lasciamole agli analisti. Il campionato italiano è il più difficile al mondo, non il migliore come tasso tecnico ma il più difficile. C’è una quota da raggiungere dove presumibilmente faranno fatica ad arrivare le squadre e noi dobbiamo avere come obiettivo questa quota.”
“Non ho visto rilassatezza, ho visto problemi che hanno fatto perdere serenità alla squadra e in quel periodo la squadra ha alternato discrete prestazioni a prestazioni deficitarie. Il campionato è un’onda che ha momenti di salita e di discesa. È più bravo chi si adegua all’onda. Ora stiamo bene mentalmente e fisicamente. A questo va aggiunto il livello tecnico della squadra che, non mi stancherò mai di dirlo, è un livello medio-alto.”
Simeone? “E’ l’allenatore nostro anche per il prossimo anno quindi è fuori luogo parlare d’altro. È il momento clou della gestione e pensiamo a farlo al meglio. Per la stagione nuova il Catania l’allenatore già ce l’ha.”
“Queste sono le partite che vincono le squadre intese come gruppo poi è chiaro che il singolo può determinare. Sia il Catania che il Palermo hanno singoli che possono determinare. Il Palermo ci ha Pastore, Hernandez, Miccoli. Il Catania ci ha Lopez, Bergessio, Lodi, Ricchiuti, qualche difensore. Ce la giochiamo e anche in maniera abbastanza vivace.”
“Il Palermo penso che abbia giocato a carte scoperte. Penso che i moduli saranno quelli delle ultime partite. Se non dovesse recuperare Pinilla penso che sia un po’ obbligato.”
“Il nostro e quello di Palermo sono due tra i pubblici più corretti d’Italia. Sono sicuro che daranno prova della loro correttezza seppur metto in preventivo gli sfottò sugli spalti. Lo stadio non è un teatro, non siamo inglesi, siamo italiani e anche terroni. C’è questo senso d’appartenenza. L’importante è che si fermi al tifo per la propria squadra e nient’altro.”
“Penso che non vincono gli allenatori. Chi va in campo sono i giocatori. Penso che in campo andremo in 20.000, sarà dura per chiunque. Non è assolutamente importante che sia allo stadio io. Ha detto una cosa, non ho motivo di cambiare. Sarò in giro a passeggiare, non la vedrò.”
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| Ultimo aggiornamento Sabato 02 Aprile 2011 13:09 |






