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Lo Monaco: “Non vado più allo stadio” PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Daniele Di Frangia   
Mercoledì 23 Febbraio 2011 18:56

LoMonaco_Conferenza_Massa

 

Torna a parlare e lo fa in un momento poco felice per la squadra. Pietro Lo Monaco, ad del Catania ha incontrato i cronisti a Torre del Grifo mettendo l’accento su alcuni punti chiave del momento rossazzurro. Ambiente, tifoseria, stampa, introiti, giocatori, tutti al centro della discussione. Ma a prescindere da tutto il Catania resta compatto e va avanti per la sua strada. A dispetto dei disfattisti.

 

“Non conosco nella mia vita un obiettivo raggiunto ridendo o senza soffrire. Quando si raggiungono gli obiettivi alla base c’è sofferenza, sacrificio, applicazione, momenti si, momenti no. Ogni conquista c’è una sofferenza. Noi siamo al massimo dei livelli, oltre non si può andare, non c’è una categoria diversa oltre la Serie A quindi il massimo dei livelli, il massimo della professionalità, della difficoltà, di tutto. E purtroppo quando combatti, la tua natura non la puoi nascondere a nessuno. Noi siamo un’azienda che fattura 30 milioni all’anno, combattiamo con aziende che ne fatturano 300, il Napoli ad esempio fattura qualcosa come 150-160 milioni all’anno e da un punto di vista della logica è sempre un confronto improponibile sennò non esisterebbero le piccole squadre, le grandi , le medie. Le piccole devono lottare per il loro scudetto che è la salvezza. La storia ha insegnato che sono retrocesse squadre come Torino, Sampdoria, Bologna, Reggina, Chievo, Brescia, Parma, Atalanta. Il dna è quello della sofferenza.”

 

“Vi rammento che l’anno scorso c’era un momento che eravamo ultimi in classifica dove il più ottimista ci dava per spacciati. Se dovessi essere onesto come sempre, io certamente non mi aspettavo a questo punto del campionato di essere in questa posizione però è anche vero che un campionato è fatto di momenti. Noi abbiamo fatto un buon girone d’andata, 21 punti, tredicesimi, posizione buona, poi proprio per quello che pensiamo di questa squadra, cioè che può dare molto di più, abbiamo cambiato guida tecnica in concomitanza con tre partite in sette giorni e dieci giocatori fuori. Il momento negativo però era cominciato prima perché noi prima di arrivare alla partita col Chievo in casa dove non abbiamo mai tirato in porta e dove gli ultimi dieci minuti pregavamo perché finisse così. Quando perdi a Roma è vero che l’arbitro ha contribuito ma noi abbiamo perso una partita dominata. Se troviamo del buono sempre allora ci appiattiamo. Noi abbiamo attraversato un momento critico e lo stiamo attraversando ancora fatto di risultati negativi perché il più delle volte la squadra si è espressa bene.”

 

“Ora ci ritroviamo lì, dire che fa parte della logica delle cose non me la sento di dirlo perché ci aspettavamo di più ma ci può stare. Siamo quartultimi, dobbiamo lottare fino alla fine e cercare di mantenere questo patrimonio per noi inestimabile. Non so fino a che punto lo è per tutti gli altri, aldilà delle considerazioni di tutti i giudici del tribunale di Catania che sono tutta la gente che viene allo stadio, tutti i giornalisti che sputano sentenze, tutti coloro che aspettano quasi quasi che il Catania vada male per attaccare il direttore, per poter dare libero sfogo alle proprie repressioni. A tutti questi diciamo che il Catania si salva, dormite sonni tranquilli, parlate, chiacchierate ma non dite che siete tifosi, l’amore si esprime in ben altre cose. Noi non è il primo anno, già con Atzori alla prima partita si gridava Serie B. Catania-Juve dopo 8 minuti fischi a non finire. Noi negli ultimi due anni lavoriamo in un clima particolare, poi se parliamo da un punto di vista economico il Catania è passato ad essere la penultima squadra come presenze allo stadio. Da un punto di vista tecnico non c’è un perché visto che la squadra ha fatto ogni anno meglio. Nessuno ha una lira? Abbiamo abbassato gli abbonamenti e gli ingressi al campo sono ridicoli. Il disfattismo che è innato in ognuno di noi, noi proviamo un gusto sadico a distruggere tutto. A tutti quelli che contestano dico di non aspettare il ventesimo per fare cori contro di me, cominciate dal primo minuto basta che quando scende la squadra in campo la incitate, fate sentire che amate la squadra. Le componenti sono sgretolate, la società è andata avanti come un treno e si dimostrerà più forte di questi soloni. Noi continuiamo ad andare avanti, se noi il 22 maggio taglieremo il traguardo della permanenza in Serie A sarà il nostro scudetto.”

 

“Io non vado più allo stadio dopo domenica scorsa perché non posso più vedere che c’è gente che a prescindere dall’evento venga a contestare, magari gli leviamo il giocattolo e riversano positivamente il tutto verso la squadra. Genoa-Roma sullo 0-3 i genoani incitavano e li hanno spinti a vincere. Quando sento dire “andiamo avanti e poi alla fine faremo i conti” mi devono dire chi sono i giudici a Catania, chi si può permettere di giudicare, nessuno. Si può andare al campo, comprare il biglietto ma i giudici sono in tribunale.”

 

“Assuefazione? Può essere, la storia lo ha dimostrato invece ci sarebbero mille motivi di essere fieri. Questo Centro Sportivo è stato messo in piedi da 400 persone al giorno, fatto con gli investimenti del Catania. È un centro che dà da mangiare a tanta gente invece è quasi quasi diventato un motivo di critica. Assuefazione, disfattismo ce li abbiamo dentro di noi sennò una città come Catania che non ha nulla da invidiare a Barcellona non avrebbe i problemi che ha.”

“Per mia natura sono passato attraverso mille soddisfazioni ma non ho mai pubblicizzato i miei successi. Quando c’erano i momenti critici sono andato sempre avanti in prima persona. Qua è un momento di trasformazione mentale, anche nelle curve che noi abbiamo avuto un momento storico particolare cioè tanta gente daspata di quelli che rappresentavano le curve, ma quelli nuovi stanno crescendo nel culto di contestare, nella rabbia, di sfogare i propri istinti contro una squadra che ha regalato solo soddisfazioni.”

 

“Noi viviamo un momento storico di abbandono che si riflette su tutto l’ambiente ed il processo di maturazione tarda ad arrivare. Intanto sono giocatori che sicuramente possono garantire il raggiungimento dell’obiettivo che è la permanenza in Serie A. poi se il processo di maturazione si concretizza questa è una squadra che può ambire a posizioni medio-alte, l’ha dimostrato lo scorso anno ed è la stessa squadra.”